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art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990 — Anno 2026

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Altri anni per art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990

Ricorso in Cassazione inammissibile: quando è generico
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imputati condannati per reati legati agli stupefacenti. Il ricorso in Cassazione inammissibile è stato motivato dal fatto che i motivi erano generici, meramente riproduttivi di censure già valutate nei gradi di merito e miravano a una nuova valutazione dei fatti, compito precluso alla Suprema Corte.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo respinge
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per violazione della legge sugli stupefacenti. La decisione si basa sulla natura generica e ripetitiva dei motivi di appello, che miravano a una nuova valutazione dei fatti non consentita in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e ripetitivi
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per reati legati agli stupefacenti. La decisione si fonda sulla genericità e ripetitività dei motivi di appello, che non si confrontavano specificamente con la motivazione della sentenza impugnata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando è generico e vietato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una sentenza della Corte d'Appello per un reato in materia di stupefacenti. La Corte ha ritenuto il motivo di ricorso generico e non consentito dalla legge, condannando di conseguenza il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.
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Reato continuato: come si calcola la pena base?
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza per un errore nel calcolo della pena in un caso di reato continuato. La sentenza chiarisce che per individuare il reato più grave, e quindi la pena base, bisogna considerare le pene concretamente inflitte, incluse le riduzioni già applicate in sede esecutiva, e non la pena originaria. Questo principio garantisce una corretta applicazione del favor rei.
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Misura cautelare e recidiva: no alla sostituzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la sostituzione della misura cautelare in carcere. La decisione si fonda sul concreto pericolo di recidiva, evidenziato dal fatto che l'indagato aveva commesso il reato di spaccio di stupefacenti mentre si trovava già agli arresti domiciliari. Secondo la Corte, il mero decorso del tempo non è sufficiente a modificare la prognosi di pericolosità sociale.
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Gravi indizi di colpevolezza: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La Corte ha ritenuto le censure generiche e rivalutative, confermando la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza basati su intercettazioni e servizi di osservazione che delineavano un ruolo stabile e non occasionale dell'indagato all'interno del sodalizio criminale.
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Gravi indizi di colpevolezza: la Cassazione conferma
La Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato contro la custodia cautelare per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. I giudici hanno ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza, basati su intercettazioni e indagini, e hanno confermato la validità della misura nonostante il tempo trascorso dai fatti, in virtù della presunzione di pericolosità.
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