La Corte di Cassazione affronta due ricorsi legati a una condanna per traffico di stupefacenti. Il primo ricorso viene rigettato, confermando la colpevolezza dell'imputato sulla base del suo contributo concorsuale all'operazione. Il secondo ricorso, presentato da un cittadino straniero, viene accolto: la Corte annulla la sentenza per la mancata traduzione della stessa. Viene affermato il principio fondamentale che la traduzione della sentenza per l'imputato straniero è un obbligo che garantisce il diritto di difesa, la cui omissione comporta la nullità del provvedimento.
Continua »