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Art. 625-bis Codice di Procedura Penale — Anno 2026

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Altri anni per Art. 625-bis Codice di Procedura Penale

Ricorso straordinario per errore di fatto: condanna confermata
Il Ricorrente, condannato per reati di droga, ha presentato un ricorso straordinario per errore di fatto contro la sentenza di Cassazione che gli aveva negato le circostanze attenuanti generiche. L'uomo sosteneva che i giudici fossero incorsi in una svista percettiva, non considerando il trattamento più favorevole applicato a un coimputato e ritenendo erroneamente che avesse commesso i reati mentre era agli arresti domiciliari per un altro procedimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'errore di fatto idoneo a revocare una sentenza deve consistere in una pura svista materiale e non in una valutazione giuridica. Nel caso specifico, la decisione impugnata si basava su una corretta valutazione della personalità negativa del condannato, non sindacabile tramite questo rimedio straordinario. Di conseguenza, il Ricorrente perde il ricorso ed è condannato a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Ricorso straordinario per errore di fatto negato all’assolto
Un cittadino, assolto con formula piena dal Tribunale militare, richiede l'indennizzo per i 120 giorni trascorsi agli arresti domiciliari. La Corte d'Appello e la Cassazione respingono la domanda a causa di comportamenti ritenuti gravemente colposi. Il cittadino propone quindi un ricorso straordinario per errore di fatto per contestare la decisione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che questo speciale strumento di impugnazione spetta esclusivamente a chi ha subito una formale condanna penale in via definitiva. Chi è stato assolto, anche se si vede negare il risarcimento per l'ingiusta detenzione, non può essere equiparato a un condannato e non ha il diritto di utilizzare questo rimedio straordinario. Il ricorrente perde la causa e deve pagare le spese processuali.
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Ricorso straordinario per errore di fatto: la Corte si corregge
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso straordinario per errore di fatto presentato dal difensore di un uomo condannato per rapina aggravata. I giudici di legittimità, in una precedente decisione, avevano omesso di esaminare una memoria difensiva decisiva. In tale atto si chiedeva l'estensione dell'attenuante oggettiva del danno di speciale tenuità, già riconosciuta al coimputato giudicato separatamente. La Suprema Corte ha riconosciuto che la mancata valutazione della memoria è dipesa da una svista materiale. Di conseguenza, ha revocato la propria precedente sentenza e ha annullato la decisione della Corte di appello di Roma, rinviando il caso a un'altra sezione per valutare l'estensione dell'attenuante e rideterminare la pena.
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Ricorso straordinario per errore di fatto: no a sconti per usura
Il Condannato ha presentato un ricorso straordinario per errore di fatto contro una precedente sentenza di Cassazione. Il ricorrente lamentava la mancanza di motivazione sull'applicazione di un'aggravante per estorsione e usura, oltre al diniego delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che l'omesso esame esplicito di alcune deduzioni non costituisce un errore di fatto se queste sono state implicitamente valutate e respinte. La motivazione della sentenza impugnata, seppur sintetica, era logica e fondata sulla gravità delle condotte. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricorso straordinario per errore di fatto: confisca confermata
Il caso riguarda il ricorso straordinario per errore di fatto presentato da un cittadino contro una precedente sentenza della Cassazione. Quest'ultima aveva ripristinato la confisca dei suoi beni per lottizzazione abusiva, annullando senza rinvio la decisione d'appello che l'aveva revocata. Il ricorrente sosteneva che la Corte fosse incorsa in un errore percettivo nel valutare una delibera comunale di adozione di un piano di lottizzazione, ritenendo che il caso andasse rinviato ai giudici di merito. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che la valutazione dell'atto amministrativo costituisce un'attività di giudizio e non un errore materiale o di percezione visiva. Di conseguenza, non è possibile utilizzare il ricorso straordinario per contestare l'interpretazione o il ragionamento logico dei giudici di legittimità. La confisca dei beni è stata quindi confermata in via definitiva.
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Ricorso straordinario per errore di fatto: condanna confermata
Il Ricorrente ha proposto un ricorso straordinario per errore di fatto contro la sentenza di Cassazione che confermava la sua condanna per reati tributari. La difesa sosteneva che la Corte avesse commesso un errore percettivo ritenendo utilizzabili le dichiarazioni di un coimputato, sentite senza le dovute garanzie difensive, nonostante la scelta del rito abbreviato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'errore di fatto idoneo a fondare il ricorso straordinario consiste esclusivamente in una svista materiale nella lettura degli atti interni, e non in un errore di valutazione giuridica o interpretativa. Di conseguenza, il tentativo di ridiscutere il merito della decisione è stato respinto, confermando la condanna e sanzionando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso straordinario per errore di fatto: no alla prescrizione
L'Imputata, condannata per associazione a delinquere, bancarotta e reati fiscali, ha presentato un ricorso straordinario per errore di fatto. La difesa sosteneva che la Cassazione avesse omesso di dichiarare la prescrizione dei reati fiscali per gli anni precedenti. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che l'inammissibilità dei motivi di ricorso originari sui reati fiscali ha determinato il formarsi del giudicato parziale. Di conseguenza, non era possibile rilevare alcuna prescrizione maturata dopo la sentenza d'appello. L'errore lamentato non era evidente a prima vista ma richiedeva una valutazione giuridica, preclusa in questa sede. L'Imputata è stata condannata al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso straordinario per errore di fatto: serve la procura
Il Condannato, tramite il proprio difensore, ha proposto un ricorso straordinario per errore di fatto contro una sentenza di condanna definitiva a diciassette anni di reclusione per reati di droga. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso poiché il difensore era privo di una procura speciale rilasciata appositamente per questo atto. La Suprema Corte ha chiarito che il ricorso straordinario per errore di fatto è un mezzo eccezionale e strettamente personale del condannato. Di conseguenza, il mandato difensivo ordinario non è sufficiente, richiedendosi una specifica procura speciale ex art. 122 c.p.p. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricorso straordinario per errore di fatto: condanna confermata
Due imputati, condannati per bancarotta fraudolenta e reati fiscali, hanno proposto un ricorso straordinario per errore di fatto per contestare la mancata dichiarazione di prescrizione dei reati. Secondo la difesa, la Corte di Cassazione era incorsa in una svista percettiva non rilevando che l'aggravante del danno di rilevante gravità non fosse stata contestata in primo grado. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che la valutazione sull'applicazione dell'aggravante e sul calcolo della pena costituisce un'attività di giudizio e non un errore materiale. Di conseguenza, non è possibile utilizzare il ricorso straordinario per errore di fatto per ridiscutere interpretazioni giuridiche o valutazioni di merito già espresse, confermando la condanna definitiva degli imputati.
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Ricorso straordinario per errore di fatto: negata la prescrizione
L'Imputato, condannato per associazione a delinquere, bancarotta e reati fiscali, ha proposto un ricorso straordinario per errore di fatto lamentando la mancata dichiarazione di prescrizione dei reati fiscali. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che il ricorso straordinario per errore di fatto non può essere utilizzato per rilevare la prescrizione se i motivi d'appello originari sui singoli reati erano inammissibili. In questo caso, infatti, si forma un giudicato parziale che impedisce di calcolare il decorso del tempo oltre la sentenza di appello. L'Imputato è stato condannato anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso straordinario per errore di fatto: PEC errata e condanna
Il Marito propone un ricorso straordinario per errore di fatto contro la sentenza di Cassazione che aveva confermato la sua condanna per violazione degli obblighi di assistenza familiare. La difesa lamenta la mancata notifica del decreto di citazione in appello al nuovo difensore di fiducia. La Suprema Corte rigetta il ricorso. La nomina del nuovo difensore era stata inviata a un indirizzo PEC errato, rendendo valida la notifica eseguita al precedente avvocato. Inoltre, la Corte chiarisce che non sussiste alcun obbligo di rinotificare la citazione al nuovo difensore subentrato. Il nuovo legale, avendo comunque ricevuto il verbale d'udienza con la nuova data, ha potuto esercitare pienamente il diritto di difesa. Di conseguenza, non si configura alcun errore di fatto revocatorio, poiché i documenti giustificativi sono stati depositati solo dopo la decisione impugnata.
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Trasferimento fraudolento di valori: beni leciti ma confiscati
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso straordinario presentato da un imprenditore condannato per il reato di trasferimento fraudolento di valori. L'imputato aveva fittiziamente intestato le quote di diverse società a terzi compiacenti, agendo come gestore occulto per evitare misure di prevenzione patrimoniale. La difesa contestava l'utilizzo di alcune intercettazioni e sosteneva la liceità dei fondi utilizzati. I giudici hanno chiarito che il reato si configura anche se il denaro impiegato è di provenienza lecita, poiché l'obiettivo della norma è impedire l'elusione dei controlli dello Stato. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato la condanna e la confisca delle quote societarie, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Correzione errore materiale: la Cassazione rimedia alla svista
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione d'ufficio di una propria precedente sentenza. Nel provvedimento originario, la Corte aveva annullato con rinvio una decisione del Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Mantova, ma aveva erroneamente indicato come giudice di rinvio la Corte d'appello di Milano. Trattandosi di un evidente errore materiale che non altera la sostanza della decisione, la Cassazione ha disposto la correzione del testo. Il corretto giudice di rinvio è stato individuato nel Tribunale di Mantova, Ufficio GIP, in persona di un diverso magistrato, in conformità con le norme di procedura penale.
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Notifica del rinvio d’udienza: nessun obbligo per la Cassazione
I Ricorrenti hanno richiesto la sospensione urgente di una sentenza di condanna della Corte di Cassazione tramite ricorso straordinario. La difesa ha lamentato la mancata notifica del rinvio d'udienza, disposto dopo che la precedente udienza era stata rinviata per impedimento del difensore. La Corte di Cassazione ha rigettato l'istanza. I giudici hanno stabilito che, nel giudizio di legittimità, non sussiste l'obbligo di comunicare la nuova data in caso di rinvio a udienza fissa. Le parti, una volta ricevuta la prima notifica di fissazione, hanno l'onere di informarsi autonomamente sulla nuova data. Di conseguenza, la mancata notifica del rinvio d'udienza non costituisce un errore processuale e l'istanza è stata respinta.
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Ricorso straordinario per errore di fatto: no a nuove valutazioni
Il Ricorrente, condannato per associazione di stampo mafioso, ha presentato un ricorso straordinario per errore di fatto contro la sentenza di Cassazione che aveva confermato la sua condanna. La difesa lamentava l'errata valutazione dell'utilizzabilità di chat criptate acquisite all'estero e altri vizi di valutazione delle prove. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che le contestazioni non riguardavano sviste materiali o errori percettivi nella lettura degli atti, ma esprimevano un dissenso sulle valutazioni logiche e giuridiche compiute nella precedente sentenza. Di conseguenza, non ricorrevano i presupposti per il rimedio straordinario, e il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso straordinario per errore di fatto: negato il ricalcolo
Tre imputati, condannati per omicidio e associazione mafiosa, hanno presentato un ricorso straordinario per errore di fatto contro la decisione della Cassazione che confermava il diniego delle circostanze attenuanti generiche. I ricorrenti sostenevano che i giudici avessero erroneamente considerato come nuova una precedente condanna per associazione mafiosa. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi, chiarendo che l'errore di fatto rilevante consiste solo in una svista materiale o percettiva nella lettura degli atti interni. Al contrario, la valutazione della rilevanza di una condanna penale rientra nel potere discrezionale di giudizio del magistrato e non può essere contestata con questo strumento straordinario. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso straordinario per errore di fatto: accolto ma inutile
Il Condannato ha presentato un ricorso straordinario per errore di fatto contro una sentenza della Cassazione che aveva dichiarato inammissibile il suo appello sulle circostanze attenuanti generiche, ritenendo erroneamente che non fossero state richieste tempestivamente. La Suprema Corte riconosce l'errore materiale di lettura degli atti e revoca la precedente decisione. Tuttavia, nel rivalutare immediatamente il merito della questione, i giudici dichiarano comunque inammissibile il ricorso originario. La difesa aveva infatti basato la richiesta di attenuanti solo sulla condizione di incensurato del Condannato, elemento che per legge non è sufficiente a giustificare uno sconto di pena. Di conseguenza, il ricorso viene rigettato con condanna alle spese.
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Correzione errore materiale: quando la Cassazione sbaglia città
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale contenuto nel dispositivo di una propria precedente sentenza. Nel provvedimento originario, il giudice del rinvio era stato erroneamente individuato nella Corte di appello di Messina anziché in un'altra sezione della Corte di appello di Reggio Calabria, che aveva emesso la sentenza annullata. Rilevato l'errore di trascrizione, palese dal testo della motivazione, la Suprema Corte ha applicato l'articolo 625-bis del codice di procedura penale. Di conseguenza, i giudici hanno ordinato la sostituzione della parola "Messina" con "Reggio Calabria" nei documenti ufficiali, ristabilendo la corretta individuazione dell'organo giudicante incaricato del nuovo esame della causa.
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Ricorso straordinario per errore di fatto: svista contro opinione
Il Ricorrente ha proposto un ricorso straordinario per errore di fatto contro una precedente decisione della Corte di Cassazione. Sosteneva che i giudici avessero ignorato la prova della tardività dell'appello del Procuratore Generale, basandosi su un'attestazione di cancelleria. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'errore contestato non era una svista materiale (errore percettivo), ma riguardava l'interpretazione giuridica del valore probatorio di quel documento. Il ricorso straordinario per errore di fatto non può essere utilizzato per contestare valutazioni di diritto o interpretazioni di atti, né può basarsi su documenti esterni al processo originario. Di conseguenza, il Ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Correzione di errore materiale: quando il rimedio è già applicato
I Ricorrenti hanno richiesto l'iscrizione di un procedimento per la correzione di errore materiale nel dispositivo di un ruolo, in cui era stato indicato erroneamente il Tribunale di Bologna invece del Tribunale di Ferrara. La Corte di Cassazione ha rilevato che tale correzione era già stata disposta con una precedente ordinanza. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato il non luogo a provvedere, poiché il problema era già stato risolto.
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