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Art. 604-ter Codice Penale — Sezione Quinta Penale

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Minaccia aggravata da discriminazione razziale: agenti colpevoli
Un ex poliziotto e una poliziotta fuori servizio hanno aggredito i bodyguard di una discoteca che avevano negato l'ingresso al figlio. L'uomo ha puntato una pistola alla tempia di un addetto, sparando colpi in aria e verso le gambe, mentre la moglie mostrava il tesserino intimando l'alt. L'azione è stata accompagnata da gravi insulti razzisti. Condannati nei primi due gradi, i coniugi hanno fatto ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi, confermando la condanna per il reato di minaccia aggravata da discriminazione razziale e porto abusivo d'armi. La Corte ha chiarito che anche il comportamento d'agevolazione della moglie configura il concorso nel reato.
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Aggressione e pericolosità: le esigenze cautelari vincono
Un uomo, già noto alle forze dell'ordine e sorvegliato speciale, aggredisce prima verbalmente e poi fisicamente un'altra persona, colpendola alla testa con un oggetto. L'aggressione è aggravata da un movente discriminatorio. La Corte di Cassazione ha confermato la misura cautelare dell'obbligo di firma, respingendo il ricorso dell'aggressore. La decisione si fonda sulla sua comprovata pericolosità sociale e sulla gratuità della violenza, elementi che rendono concrete e attuali le esigenze cautelari. La Corte ha stabilito che la personalità violenta dell'indagato e i suoi precedenti specifici giustificano pienamente la misura per proteggere la collettività da nuovi reati.
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Telecamera sul vicino: non è difesa, ma interferenze illecite vita privata
Un uomo installa una telecamera che riprende l'interno dell'abitazione dei vicini, compresa la cucina, e li perseguita con cartelli offensivi e a sfondo razziale. Sostiene di agire per legittima difesa, ma la Corte di Cassazione conferma le accuse. La condotta integra pienamente il reato di stalking e di **Interferenze illecite vita privata**, poiché la ripresa viola il domicilio altrui catturando scene di vita quotidiana non visibili dall'esterno. La Corte dichiara inammissibile il ricorso, confermando la misura del divieto di avvicinamento e condannando l'uomo al pagamento delle spese e di una sanzione.
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