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Art. 420-ter Codice di Procedura Penale — Sezione Settima Penale

Altri anni per Art. 420-ter Codice di Procedura Penale

Furto in abitazione aggravato: no alla prescrizione, resta la pena
Due imputati hanno presentato ricorso per Cassazione contro la sentenza di condanna per furto in abitazione aggravato. I condannati hanno sostenuto tre motivi principali: la prescrizione del reato, la violazione del diritto di difesa per la mancata concessione di un rinvio dell'udienza nonostante l'adesione del difensore allo sciopero degli avvocati, e un difetto di motivazione sulla recidiva. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili le richieste. Per il delitto contestato, commesso tra il 2015 e il 2016, il termine di prescrizione scadrà solo nell'agosto 2028, prolungato dalle sospensioni processuali. Inoltre, la richiesta di rinvio per sciopero era tardiva e non operante nell'udienza d'appello cartolare senza discussione orale. Infine, l'esclusione della recidiva nella sentenza non impone la correzione del capo d'imputazione. I ricorrenti devono pagare le spese di lite e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Inammissibilità del ricorso per cassazione per motivi generici
L'Imputato ha presentato impugnazione contestando la mancata concessione di un rinvio per assenza del proprio difensore e sollevando questioni sulla querela. Tuttavia, il testo riproduceva semplicemente le medesime ragioni già discusse e respinte nel grado precedente. La Corte di Cassazione ha rigettato completamente l'istanza, accertando la manifesta inammissibilità del ricorso per cassazione per difetto di specificità. L'atto difensivo non contestava i passaggi logici della sentenza d'appello, che aveva già accertato la tardività dell'istanza di rinvio e l'assenza di prove circa l'impossibilità di nominare un sostituto. Di conseguenza, il Collegio ha condannato il ricorrente a pagare le spese processuali e la sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Furto aggravato: rinvio negato e danno non così lieve
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di una persona condannata per furto aggravato di venti confezioni di lamette. L'imputata contestava la sentenza per due motivi: il mancato rinvio dell'udienza di appello a causa di un suo impedimento legittimo e il diniego della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha chiarito che, durante la pandemia, il rinvio per impedimento dell'imputato era dovuto solo se il difensore aveva chiesto la trattazione orale. Inoltre, ha ribadito che il danno di speciale tenuità richiede un pregiudizio lievissimo, indipendentemente dalla capacità della vittima o dalla restituzione della refurtiva. La condanna per furto aggravato è stata confermata.
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Spendita di monete false e truffa: condanna definitiva
I giudici di merito hanno condannato l'Imputato per i delitti di spendita di monete false e truffa. L'uomo ha proposto ricorso per cassazione lamentando la mancata concessione di un rinvio per legittimo impedimento del difensore, il vizio di motivazione e il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha giudicato l'istanza di rinvio tardiva, poiché la difesa conosceva l'impedimento prima del deposito avvenuto a quattro giorni dall'udienza. Inoltre, la Corte ha ritenuto inammissibili le critiche relative alla ricostruzione delle prove e alla quantificazione della sanzione, confermando la piena logicità della sentenza impugnata. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna al pagamento delle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Astensione del Difensore: La Cassazione e il Rito Cartolare Pandemico
Un Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza che confermava la sua condanna per calunnia (Art. 368 c.p.) e una pena sospesa. Il Lavoratore sosteneva che l'astensione del suo difensore dall'udienza avrebbe dovuto comportare un rinvio per garantire il diritto di difesa. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che, nel contesto del rito cartolare emergenziale pandemico, l'**astensione del difensore** non obbliga il giudice a rinviare l'udienza se non è stata richiesta una discussione orale. Il principio sancito è che l'astensione del difensore non invalida il procedimento in queste specifiche circostanze.
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Legittimo impedimento imputato: assenza non provata, ricorso inammissibile
Un Lavoratore, condannato per estorsione aggravata in concorso, ha presentato ricorso in Cassazione. Contestava l'errata applicazione dell'articolo 420 ter c.p.p., sostenendo un proprio legittimo impedimento a comparire in udienza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la semplice assenza non costituisce un legittimo impedimento imputato, specialmente in mancanza di documentazione medica aggiornata o di una specifica istanza di rinvio. Il ricorso è stato respinto, con condanna del Lavoratore al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Obbligo di Dimora e Legittimo Impedimento Imputato: La Cassazione Chiarisce
Un Imputato, sottoposto alla misura di sicurezza della libertà vigilata con obbligo di dimora in un comune, ha presentato ricorso. Egli sosteneva un legittimo impedimento a comparire in udienza perché il processo si svolgeva in un comune diverso e non aveva ricevuto autorizzazione a spostarsi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che l'imputato, pur soggetto a obbligo di dimora, doveva chiedere preventivamente l'autorizzazione al giudice per spostarsi e partecipare all'udienza. Senza tale richiesta, il suo impedimento non era legittimo. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Lancio di materiale pericoloso allo stadio: condanna confermata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a carico di un tifoso per il reato di lancio di materiale pericoloso durante un evento sportivo. L'uomo aveva scagliato un fumogeno sul terreno di gioco mentre la partita di calcio era ancora in corso, creando una reale situazione di rischio per le persone presenti. La difesa contestava la validità dell'individuazione fotografica eseguita dalla polizia e richiedeva l'applicazione della particolare tenuità del fatto. I giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso, stabilendo che il riconoscimento tramite i filmati di videosorveglianza costituisce un elemento di prova pienamente utilizzabile dal giudice. Inoltre, il concreto pericolo causato alla sicurezza pubblica esclude qualsiasi riduzione della pena o esimente per minima offensività.
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Inammissibilità ricorso penale: difensore assente e ricorso respinto
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale presentato da due imputati, condannati per reati legati agli stupefacenti (Art. 73 d.P.R. 309/1990). I ricorsi sono stati ritenuti manifestamente infondati. La difesa aveva eccepito la nullità dell'udienza preliminare per un presunto legittimo impedimento del difensore, ma la Corte ha chiarito che tale eccezione si basava su un'erronea interpretazione della legge. L'inammissibilità del ricorso ha precluso anche la possibilità di esaminare la maturata prescrizione del reato. Gli imputati sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Astensione del difensore e processo cartolare: ricorso respinto
L'Imputato ha presentato ricorso per Cassazione contestando la validità della sentenza di secondo grado per la mancata partecipazione del proprio legale all'udienza a causa di uno sciopero di categoria. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Nel rito cartolare d'appello, l'astensione del difensore non costituisce un legittimo impedimento se non è stata richiesta l'udienza in presenza e se lo sciopero cade in una data successiva alla scadenza del termine perentorio di cinque giorni per depositare le conclusioni scritte. L'Imputato è stato quindi condannato alle spese e a una sanzione di tremila euro.
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Legittimo impedimento del difensore e nomina del sostituto
La condannata ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza lamentando il mancato rinvio dell'udienza per legittimo impedimento del difensore di fiducia, asseritamente malato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno accertato la totale assenza del certificato medico nel fascicolo e negli atti. Inoltre, il difensore titolare aveva formalmente nominato un sostituto processuale per la stessa udienza, rendendo superflua la richiesta di rinvio. La Corte ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Legittimo impedimento a comparire: ricorso estero respinto
L'Imputato, condannato per occultamento o distruzione di documenti contabili, ha presentato ricorso per contestare il rigetto di un'istanza di rinvio. La difesa invocava il legittimo impedimento a comparire all'udienza di discussione del rito abbreviato, poiché l'assistito si trovava all'estero in un Paese teatro di conflitto e aveva un volo prenotato per una data successiva. I giudici di merito hanno respinto la richiesta, rilevando la mancanza dei requisiti necessari per giustificare l'assenza e consentire il rinvio. La Corte di Cassazione ha confermato tali valutazioni, ritenendo la motivazione logica e coerente. I giudici supremi hanno dichiarato il ricorso inammissibile, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione a favore della Cassa delle ammende.
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Tentato furto in abitazione: rinvio tardivo e ricorso respinto
L'Imputata è stata condannata per il reato di tentato furto in abitazione. Ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato rinvio dell'udienza da parte del giudice di merito per un concomitante impegno dell'avvocato e contestando l'idoneità degli atti a integrare il reato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La richiesta di rinvio per legittimo impedimento era tardiva, giunta ben ventisette giorni dopo l'acquisizione della notizia dell'impegno. I motivi di merito sono stati ritenuti generici poiché ripetevano pedissequamente le tesi già respinte in appello. L'Imputata perde la causa ed è condannata al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Legittimo impedimento dell’imputato: no al rinvio in appello
L'Imputato, condannato in appello per furto aggravato in abitazione, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la violazione dei propri diritti difensivi. La difesa ha eccepito il legittimo impedimento dell'imputato, in quanto l'uomo era ricoverato nell'infermeria del carcere durante l'udienza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che nel giudizio d'appello svolto con rito cartolare scritto, senza preventiva richiesta di partecipazione in presenza, non trova applicazione la disciplina sul legittimo impedimento, poiché la comparizione personale non è prevista. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Legittimo impedimento dell’imputato: serve prova medica
L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la violazione del diritto di difesa. Egli aveva chiesto il rinvio dell'udienza a causa di presunti problemi gastrointestinali. Il giudice di merito ha rigettato l'istanza perché la difesa non ha presentato alcun certificato medico comprovante l'assoluta impossibilità di comparire. Inoltre, i giudici hanno confermato la sua responsabilità nella gestione di lavori di recinzione con telo oscurante. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Non sussiste il legittimo impedimento dell'imputato senza una idonea documentazione sanitaria inviata tempestivamente. Il ricorrente deve quindi versare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Lieve entità nel reato di rapina: quando la Cassazione la nega
L'Imputato ha compiuto una rapina ai danni di una cassiera, minacciandola con una forchetta e una bomboletta spray per farsi consegnare l'incasso. Il Difensore ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo che la precedente rinuncia dell'assistito a presenziare valesse per una sola udienza. Inoltre ha chiesto l'attenuante della lieve entità nel reato di rapina, considerando esiguo il danno economico. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la rinuncia a comparire del detenuto vale anche per le udienze successive. La lieve entità nel reato di rapina richiede una valutazione globale del fatto: la programmazione dell'azione, l'uso di armi improprie e i precedenti dell'Imputato escludono qualsiasi beneficio. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Inammissibilità del ricorso per cassazione e targa contraffatta
L'Imputato ha proposto ricorso contro la condanna per l'utilizzo di un veicolo con targa e numero di matricola falsificati. La Corte di Cassazione ha stabilito l'inammissibilità del ricorso per cassazione riscontrando la genericità di tutti i motivi presentati. La richiesta di rinvio per legittimo impedimento del difensore è risultata tardiva, in quanto presentata direttamente in udienza nonostante l'impegno fosse noto da giorni. Inoltre, la consapevolezza della falsità della targa era evidente data la chiara visibilità dell'alterazione. Infine, la contestazione sulla pena mancava di qualsiasi motivazione giuridica. La Corte ha quindi confermato la condanna, imponendo all'Imputato il pagamento delle spese processuali e la sanzione di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Legittimo impedimento del difensore: no al rinvio con sostituto
L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando il rigetto della richiesta di rinvio per legittimo impedimento del difensore. Il legale di fiducia aveva giustificato l'assenza con un concomitante impegno professionale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. La Corte ha chiarito che l'istanza per legittimo impedimento del difensore esige la prova specifica dell'impossibilità di nominare un sostituto processuale. Nel caso in esame, il procedimento concomitante consisteva in un mero rinvio per repliche. Inoltre, un sostituto nominato dal difensore di fiducia ha presenziato all'intera udienza dibattimentale, garantendo l'escussione dei testimoni e la discussione. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Mancata traduzione dell’imputato: ricorso respinto dopo rinuncia
Un uomo condannato per il reato di evasione ha presentato ricorso per Cassazione contro la sentenza di secondo grado. Il ricorrente lamentava la nullità dell'intero procedimento d'appello, sostenendo che si fosse verificata una illegittima mancata traduzione dell'imputato detenuto, asseritamente impossibilitato a comparire. I giudici di legittimità hanno respinto l'impugnazione dichiarandola inammissibile. Dagli atti processuali è emerso con chiarezza che l'interessato aveva formalmente e liberamente rinunciato a comparire in aula, senza addurre alcuna specifica motivazione o giustificato impedimento. La Corte Suprema ha pertanto confermato la condanna e ha disposto il pagamento delle spese processuali, oltre a una sanzione di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
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Cessione di sostanze stupefacenti: condanna confermata
Un uomo agli arresti domiciliari organizzava la spedizione di hashish a un compagno ancora detenuto tramite corriere. Il carico veniva intercettato e sequestrato prima della consegna. La Corte d'Appello condannava l'imputato a due anni di reclusione per cessione di sostanze stupefacenti. L'uomo ricorreva in Cassazione lamentando il mancato rinvio dell'udienza per impedimento del difensore, l'assenza di dolo e chiedendo di derubricare il fatto a mero tentativo. La Suprema Corte ha confermato la condanna, dichiarando il ricorso inammissibile e disponendo il pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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