LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 391 Codice di Procedura Civile — Anno 2026

Pagina 3 di 19

Altri anni per Art. 391 Codice di Procedura Civile

Rottamazione-quater: basta la prima rata per chiudere la causa
Una Società Contribuente ha impugnato una cartella di pagamento riguardante IRPEF e IVA. Durante il processo di Cassazione, la società ha chiesto la sospensione e poi l'estinzione della causa aderendo alla Rottamazione-quater. L'Agente della Riscossione ha opposto la mancata estinzione, sostenendo che il piano di rateizzazione non fosse ancora completato. La Corte di Cassazione ha chiarito la portata della norma. Per ottenere l'estinzione del processo è sufficiente aver versato la prima rata o l'unica rata dovuta, unitamente alla documentazione di adesione. Non serve attendere il saldo dell'ultimo versamento rateale. La Corte ha quindi confermato l'estinzione del giudizio con spese a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Responsabilità solidale nel subappalto: limiti e rinuncia
Un'impresa subappaltatrice ha svolto servizi informatici per conto di una società partner di un Raggruppamento Temporaneo di Imprese. A seguito dell'insolvenza della società committente diretta, il subappaltatore ha chiesto il pagamento del credito alle altre aziende mandanti, invocando la responsabilità solidale nel subappalto. I giudici di merito hanno escluso la garanzia solidale delle altre mandanti, qualificando l'unione come raggruppamento di tipo verticale. Il subappaltatore ha proposto ricorso in Cassazione ma ha successivamente depositato atto di rinuncia. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio e condannato il subappaltatore al pagamento delle spese legali in favore delle parti controricorrenti, a causa della mancata adesione consensuale alla rinuncia delle spese.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: estinzione e spese di lite
Un cittadino ha impugnato una sentenza favorevole all'Ente Pubblico. Prima dell'udienza, il cittadino ha formalizzato la rinuncia al ricorso in Cassazione. L'Ente Pubblico ha preso atto della decisione senza formalizzare un'accettazione esplicita. La Corte di Cassazione ha chiarito che in sede di legittimità la rinuncia costituisce un atto unilaterale recettizio. Essa produce l'estinzione del giudizio a prescindere dall'accettazione della controparte. La sentenza di secondo grado diventa così definitiva, passando in giudicato. Valutando l'andamento complessivo della vertenza e l'assorbimento delle posizioni avversarie, la Corte ha disposto l'integrale compensazione delle spese legali. Inoltre, i giudici hanno precisato che in caso di rinuncia spontanea non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Lite sulle tasse: la rinuncia al ricorso chiude il processo
Un Ente Locale ha inviato un avviso di accertamento ICI e IMU a una Società per una piattaforma petrolifera situata in mare. La Società ha impugnato la richiesta fiscale ottenendo decisioni favorevoli nei primi due gradi di giudizio. L'Ente Locale ha quindi presentato ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del processo, le parti hanno sottoscritto un accordo stragiudiziale per definire i rapporti tributari. Di conseguenza, l'Ente Locale ha depositato formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha preso atto dell'intesa e ha dichiarato l'estinzione del processo. I giudici hanno stabilito che nessuna parte deve pagare le spese di lite e hanno confermato che la rinuncia evita il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: no al doppio contributo
Un'azienda agricola ha impugnato in Cassazione una sentenza d'appello favorevole a un ente regionale. Nel corso della causa, le Sezioni Unite hanno chiarito la giurisprudenza su casi analoghi. L'azienda ha quindi presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio e l'inefficacia del ricorso incidentale dell'ente. Riguardo ai costi, la Corte ha disposto la compensazione integrale delle spese di lite, valutando la complessità delle questioni risolte solo di recente. Infine, la decisione stabilisce che la rinuncia non comporta l'obbligo di versare il doppio contributo unificato, sanzione riservata soltanto ai casi di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop al processo e spese
Un cittadino ha impugnato davanti alla Corte di Cassazione la sentenza emessa dalla Corte d'Appello favorevole a un ente pubblico regionale. L'ente si è costituito con controricorso. Prima dell'udienza, la parte ricorrente ha formalizzato la propria rinuncia al ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha chiarito che questa scelta estingue il giudizio senza necessità di accettazione della controparte, trattandosi di un atto unilaterale recettizio. Di conseguenza, la sentenza impugnata è passata definitivamente in giudicato. I giudici hanno inoltre stabilito la compensazione integrale delle spese tra le parti. Infine, la Corte ha confermato che la rinuncia non comporta l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato, misura riservata esclusivamente alle ipotesi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
Continua »
Rinunzia al ricorso: la transazione estingue il giudizio
Un lavoratore ha ottenuto in appello la condanna del datore di lavoro al pagamento di differenze retributive, TFR e contributi omessi. Il datore di lavoro ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Durante la pendenza del giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo per risolvere la lite in modo bonario. A seguito dell'intesa, il datore di lavoro ha formalizzato la rinunzia al ricorso, sottoscritta per accettazione anche dal lavoratore e dai difensori. La Corte di Cassazione ha preso atto della volontà comune e ha dichiarato l'estinzione del processo. Poiché la rinunzia è stata concordata, la Corte non ha addebitato le spese di lite e ha escluso l'obbligo di versare l'ulteriore somma a titolo di contributo unificato.
Continua »
Correzione errore materiale e cifre sballate nei decreti
Nel corso di un giudizio di legittimità conclusosi con l'estinzione del processo, la Corte di Cassazione aveva liquidato le spese legali a favore di una parte. Tuttavia, un evidente refuso di battitura aveva trasformato l'importo corretto di 1.500,00 euro nella cifra errata di 1.00,50 euro. La parte interessata ha quindi presentato ricorso ottenendo la correzione errore materiale del provvedimento. I giudici hanno chiarito che la normativa processuale consente di emendare i decreti viziati da sviste numeriche o errori materiali evidenti. La Suprema Corte ha dunque sostituito la cifra errata con la somma corretta originariamente spettante, senza disporre ulteriori addebiti di spese per questa specifica procedura.
Continua »
Rottamazione quater e versamento prima rata: processo estinto
L'Agente della Riscossione notificava alla Società Contribuente tre cartelle esattoriali per imposte relative a una cessione d'azienda. La società impugnava gli atti chiedendone l'annullamento. Nelle more del giudizio di Cassazione, la società aderiva alla procedura di Rottamazione quater, richiedendo il frazionamento del debito in diciotto rate e versando la prima rata entro il termine previsto, oltre alle successive rate maturate. La Suprema Corte ha applicato la recente norma di interpretazione autentica, la quale stabilisce che il versamento della prima rata perfeziona la definizione agevolata ai fini processuali. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio e compensato integralmente le spese tra le parti.
Continua »
Ripartizione spese condominiali: accordo e rinuncia al ricorso
Un condomino ha impugnato la delibera dell'assemblea relativa alla ripartizione spese condominiali per i lavori di restauro della facciata e del tetto. Il proprietario contestava l'addebito dei costi di progettazione e manutenzione, ritenendo che la presenza di scale autonome imponesse calcoli separati. Dopo le decisioni dei primi gradi di giudizio, la causa è arrivata in Cassazione. Prima della decisione dei giudici, il condomino e il condominio hanno raggiunto un accordo stragiudiziale per risolvere la lite. Di conseguenza, il condomino ha rinunciato al ricorso con l'adesione della controparte. La Corte di Cassazione ha preso atto della transazione e ha dichiarato l'estinzione del processo, disponendo la compensazione delle spese legali.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: estinzione e spese compensate
Una ditta individuale promuove ricorso davanti alla Corte di Cassazione contro un Ente Regionale. Prima della decisione, la parte ricorrente deposita un formale atto di rinuncia al ricorso in Cassazione. La Suprema Corte dichiara quindi l'estinzione del giudizio. Valutata la notevole complessità delle questioni giuridiche affrontate, i giudici dispongono la compensazione integrale delle spese di lite tra le parti. Inoltre, il collegio chiarisce che la rinuncia al ricorso in Cassazione non comporta l'applicazione del doppio contributo unificato, sanzione riservata esclusivamente ai casi di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop al giudizio e spese
Un'Azienda Agricola impugna la sentenza di secondo grado promossa contro un Ente Regionale. Successivamente, la stessa parte presenta la formale rinuncia al ricorso in Cassazione. L'Ente Regionale prende atto della decisione ed esprime parere favorevole all'estinzione del processo. La Corte di Cassazione dichiara estinto il giudizio e considera assorbito il ricorso incidentale dell'Ente. Riguardo ai costi processuali, i giudici dispongono l'integrale compensazione delle spese di lite. La Corte precisa inoltre che la rinuncia al ricorso in Cassazione evita il pagamento del doppio contributo unificato, non sussistendo i presupposti sanzionatori di rigetto o inammissibilità.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: lite chiusa e zero sanzioni
Due privati cittadini impugnano in Cassazione una sentenza emessa dalla Corte di Appello contro un'azienda di costruzioni. Durante il procedimento, i cittadini decidono di depositare la rinuncia al ricorso in Cassazione e l'azienda controparte accetta formalmente la decisione. La Suprema Corte accerta l'accordo tra le parti e dichiara la chiusura definitiva del processo con l'estinzione del giudizio. La Corte dispone la compensazione delle spese legali, stabilendo che ciascuna parte sosterrà i propri costi. Inoltre, la pronuncia chiarisce un importante principio fiscale: la rinuncia al ricorso in Cassazione evita il raddoppio del contributo unificato, in quanto la sanzione pecuniaria non si applica quando il processo termina per un accordo rinunciatario o per abbandono volontario delle pretese.
Continua »
Rinuncia al ricorso senza ricevute: causa estinta
Un professionista ha impugnato una richiesta di pagamento per contributi previdenziali arretrati. Nel corso del giudizio di legittimità, il debitore ha dichiarato di voler accedere alla definizione agevolata dei debiti e ha depositato un atto di rinuncia. La documentazione comprovante il pagamento della prima rata non risultava tuttavia presente nel fascicolo telematico. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'atto produce comunque gli effetti della rinuncia al ricorso ordinaria. La dichiarazione unilaterale del ricorrente comporta la chiusura anticipata del procedimento anche senza l'accettazione della controparte. I giudici hanno quindi dichiarato l'estinzione del giudizio e disposto la compensazione integrale delle spese tra le parti coinvolte.
Continua »
Definizione agevolata e rinuncia al ricorso: lite fiscale chiusa
Una società contribuente ha impugnato una complessa intimazione di pagamento basata su svariate cartelle esattoriali, contestando vizi di notifica via posta elettronica certificata e la prescrizione dei tributi. Dopo le pronunce dei giudici di merito, la società ha presentato ricorso per cassazione. Nelle more del procedimento, la contribuente ha aderito alla rottamazione dei ruoli per gran parte delle cartelle e ha dichiarato il sopravvenuto difetto di interesse ad agire per le rimanenti somme. Il difensore ha quindi depositato un formale atto di definizione agevolata e rinuncia al ricorso. I giudici di legittimità hanno preso atto dell'intervenuta pacificazione fiscale e hanno dichiarato l'estinzione del giudizio. La Corte ha disposto l'integrale compensazione delle spese di lite tra le parti, valorizzando l'esito della regolarizzazione amministrativa del debito tributario.
Continua »
Definizione agevolata e rinuncia al ricorso: causa estinta
Una società ha impugnato un atto di pignoramento presso terzi contestando la mancata notifica delle cartelle esattoriali e la prescrizione dei debiti fiscali. I giudici tributari hanno dichiarato inammissibile il ricorso iniziale per tardività. La società ha quindi promosso ricorso per cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la contribuente ha aderito alla sanatoria fiscale per la maggior parte dei debiti e ha dichiarato la carenza di interesse per i restanti. La difesa ha depositato formale atto di rinuncia. La Suprema Corte ha preso atto dell'intervenuta definizione agevolata e rinuncia al ricorso, dichiarando l'estinzione del processo ed eliminando ogni contesa tra le parti.
Continua »
Licenziamento per giustificato motivo oggettivo tra crisi e rinuncia
Un'impiegata amministrativa ha impugnato il recesso datoriale sostenendo la natura ritorsiva della misura. I giudici di merito hanno invece accertato la sussistenza di gravi difficoltà economiche e la reale soppressione della posizione, confermando la legittimità del licenziamento per giustificato motivo oggettivo. La scelta della dipendente è risultata coerente poiché l'interessata era l'unica priva di una specifica qualifica professionale. La lavoratrice ha presentato ricorso davanti ai giudici di legittimità. Nel corso del giudizio, la dipendente ha depositato formale atto di rinuncia, regolarmente accettato dal datore di lavoro. La Suprema Corte ha preso atto dell'accordo tra le parti e ha dichiarato l'estinzione definitiva del processo senza provvedere alla liquidazione delle spese di lite. Resta così confermata la validità del recesso intimato per ragioni economiche e riorganizzative.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: stangata spese sul condomino
Un condomino contestava l'ingiunzione di pagamento di oltre milleduecento euro per il servizio di teleriscaldamento erogato al suo immobile. Il proprietario sosteneva che l'amministratore non avesse il potere di stipulare il contratto per un supercondominio composto da due fabbricati distinti. I primi giudici avevano rigettato l'opposizione poiché le assemblee di entrambi i condomini avevano regolarmente approvato la fornitura. Il proprietario proponeva appello finale ma, nel corso del procedimento, depositava la rinuncia al ricorso in Cassazione, accettata dalla società fornitrice. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia e ha condannato il condomino al pagamento di 1.200 euro per le spese legali in favore della controparte.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop al raddoppio del contributo
Un'impresa individuale ha presentato ricorso in Cassazione contro un ente pubblico locale. Successivamente, l'impresa ha formalizzato la propria rinuncia al ricorso in Cassazione con la richiesta di compensazione delle spese legali. L'ente pubblico ha quindi dichiarato la perdita di interesse al proprio ricorso incidentale. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio e l'assorbimento dell'impugnazione incidentale, disponendo la compensazione integrale delle spese di lite. I giudici supremi hanno inoltre confermato che non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, in quanto l'abbandono spontaneo del processo è diverso dall'inammissibilità o dal rigetto del ricorso.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione e revoca del contributo
Un'associazione e un ente regionale hanno affrontato una lunga controversia giudiziaria riguardante la revoca di un finanziamento pubblico per un progetto sociale. Dopo le decisioni dei giudici di merito, l'associazione ha deciso di proporre impugnazione davanti alla Corte di Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza, le parti hanno raggiunto un accordo formale depositando un atto congiunto. L'associazione ha formalizzato la rinuncia al ricorso in Cassazione e l'ente regionale ha accettato tale scelta. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese di lite ed escludendo il pagamento di sanzioni o raddoppi del contributo unificato.
Continua »