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Art. 391 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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Altri anni per Art. 391 Codice di Procedura Civile

Rinuncia ricorso Cassazione per adesione a condono
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a seguito della rinuncia al ricorso da parte di due contribuenti. La controversia riguardava una cartella di pagamento per imposta di registro. I ricorrenti, dopo aver presentato appello in Cassazione, hanno aderito a un programma di definizione agevolata ('rottamazione quater'), manifestando così la loro volontà di porre fine alla lite. La Corte ha stabilito che tale adesione costituisce una chiara rinuncia al ricorso in Cassazione, determinando la cessazione del processo per assenza di interesse ad agire, senza che sia necessario il raddoppio del contributo unificato.
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Estinzione giudizio Cassazione per inerzia: il caso
Un ente previdenziale ricorre in Cassazione contro una sentenza d'appello. Tuttavia, dopo la proposta di definizione del giudizio, non chiede la decisione del ricorso. La Corte dichiara l'estinzione del giudizio di Cassazione per inerzia, condannando l'ente al pagamento delle spese legali. La decisione si basa sull'applicazione dell'art. 380-bis c.p.c., che equipara il silenzio alla rinuncia.
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Estinzione del giudizio: il ricorso è rinunciato
L'Amministrazione Finanziaria ricorre in Cassazione contro una sentenza tributaria favorevole a un contribuente. La Corte propone una definizione semplificata del giudizio, ma l'ente non risponde entro il termine previsto. Di conseguenza, la Suprema Corte dichiara l'estinzione del giudizio per rinuncia tacita al ricorso, condannando l'ente al pagamento delle spese legali.
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Rinuncia al ricorso: quando il giudizio si estingue?
Un Comune aveva impugnato una sentenza d'appello relativa alla necessità di un contratto scritto con una società per la riscossione di canoni. Durante il giudizio in Cassazione, tutte le parti hanno concordato per una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, prendendo atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali e chiarendo che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un contenzioso tributario a seguito della richiesta presentata dalla parte ricorrente, un ente fiscale. Il decreto chiarisce che, in questo caso, non vi è luogo a provvedere sulle spese processuali. La decisione si fonda sulla volontà della parte che ha promosso il ricorso di non proseguire l'azione legale.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Una società ha impugnato una sentenza tributaria dinanzi alla Corte di Cassazione. A seguito della proposta di definizione del giudizio formulata ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., la società non ha chiesto la trattazione del ricorso nel termine di quaranta giorni. La Corte, applicando la legge, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per presunta rinuncia, condannando la ricorrente al pagamento delle spese legali.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
Un recente decreto della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della mancata risposta alla proposta di definizione del giudizio. Un cittadino, dopo aver proposto ricorso contro una Prefettura, non ha chiesto la decisione entro 40 giorni dalla comunicazione della proposta. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, assimilando l'inerzia a una rinuncia al ricorso e condannando il ricorrente al pagamento delle spese legali.
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Estinzione del giudizio: la guida al 380-bis c.p.c.
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio a carico di un'amministrazione pubblica. La causa è la mancata richiesta di trattazione del ricorso entro 40 giorni dalla proposta di definizione, configurando una rinuncia tacita. La decisione sottolinea l'importanza dei termini procedurali e condanna l'ente ricorrente al pagamento delle spese legali.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia tacita in Cassazione
Una società di trasporti ha presentato ricorso in Cassazione contro una decisione della Corte d'Appello. A seguito di una proposta di definizione del giudizio, la società non ha richiesto una decisione entro 40 giorni. La Suprema Corte ha quindi considerato il ricorso rinunciato, dichiarando l'estinzione del giudizio e condannando la società al pagamento delle spese legali.
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Estinzione Ricorso Cassazione: Conseguenze dell’inerzia
Una società di trasporti ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello. A seguito della proposta di definizione del giudizio ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., la società non ha chiesto la decisione del ricorso entro 40 giorni. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del ricorso Cassazione, assimilando l'inerzia a una rinuncia, e ha condannato la società ricorrente al pagamento delle spese legali.
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Estinzione del giudizio di cassazione: il caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio di cassazione in un caso tributario. L'ente ricorrente, dopo aver ricevuto una proposta di definizione del giudizio, non ha richiesto una decisione entro il termine di 40 giorni, portando alla presunzione di rinuncia al ricorso. Le spese processuali sono state compensate tra le parti.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso tributario. La società ricorrente non ha dato seguito, entro il termine di quaranta giorni, alla proposta di definizione del giudizio formulata dalla Corte. Tale inerzia è stata interpretata come una rinuncia al ricorso, portando alla chiusura del processo e alla condanna della società al pagamento delle spese legali.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia tacita al ricorso
Una concessionaria autostradale ha impugnato una sentenza della Corte d'Appello. La Cassazione, tramite una proposta di decisione accelerata, ha dato 40 giorni alla ricorrente per chiedere un'udienza. Non avendolo fatto, il ricorso è stato considerato rinunciato, portando all'estinzione del giudizio e alla condanna alle spese.
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Estinzione giudizio: il silenzio dopo la proposta
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito del silenzio della parte ricorrente. Dopo aver ricevuto la proposta di definizione del giudizio ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., il ricorrente non ha chiesto la decisione del ricorso entro il termine di quaranta giorni, un'inerzia che la legge interpreta come una rinuncia tacita all'impugnazione, comportando la chiusura del processo.
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Estinzione del ricorso per inazione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del ricorso presentato da una società di trasporti contro quattro suoi dipendenti. La decisione è scaturita dalla mancata richiesta di trattazione nel merito da parte della società ricorrente entro il termine di quaranta giorni dalla ricezione della proposta di definizione del giudizio, come previsto dall'art. 380-bis c.p.c. Di conseguenza, il ricorso è stato considerato rinunciato e la società è stata condannata al pagamento delle spese legali.
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Estinzione Giudizio: Silenzio dopo proposta vale rinuncia
Una società cooperativa ha impugnato una sentenza tributaria. In Cassazione, è stata formulata una proposta di definizione del giudizio. A causa del mancato riscontro della ricorrente entro il termine di 40 giorni, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, equiparando il silenzio a una rinuncia al ricorso e condannando la società al pagamento delle spese legali.
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Estinzione processo tributario: il caso di definizione
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un processo tributario a seguito dell'adesione di una società a una procedura di definizione agevolata. Il decreto stabilisce che l'inserimento della controversia in un apposito elenco trasmesso dall'Amministrazione Finanziaria, in assenza di diniego, costituisce prova della regolare definizione e determina la fine del giudizio, con le spese a carico della parte che le ha anticipate.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo tributario
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei contribuenti. La decisione è scaturita dall'adesione di un coobbligato a una definizione agevolata (c.d. rottamazione-quater), interpretata dalla Corte come una manifestazione inequivocabile della mancanza di interesse a proseguire il giudizio. La sentenza chiarisce che la rinuncia al ricorso è un atto unilaterale che non necessita dell'accettazione della controparte per essere efficace e che, in questi casi, non è dovuto il pagamento del doppio del contributo unificato.
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Estinzione giudizio Cassazione: il caso 380-bis c.p.c.
Una società ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza del Tribunale. A seguito della proposta di definizione del giudizio formulata ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., la società ricorrente non ha chiesto la decisione del ricorso entro il termine di quaranta giorni. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio Cassazione, equiparando il silenzio della parte a una rinuncia al ricorso. Non è stata emessa alcuna statuizione sulle spese legali, poiché la controparte non si è costituita in giudizio.
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Estinzione giudizio Cassazione: cosa accade?
Un imprenditore ha impugnato in Cassazione una sentenza della Corte d'Appello relativa al proprio fallimento. La Suprema Corte ha formulato una proposta di definizione del giudizio, ma il ricorrente non ha richiesto una decisione entro 40 giorni. Di conseguenza, il ricorso è stato considerato rinunciato, portando alla declaratoria di estinzione del giudizio Cassazione per inattività della parte, come previsto dal codice di procedura civile.
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