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Art. 391 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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Altri anni per Art. 391 Codice di Procedura Civile

Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte del ricorrente e della contestuale accettazione da parte del controricorrente. La decisione si fonda sulla conformità della rinuncia ai requisiti degli articoli 390 e 391 del codice di procedura civile, senza alcuna statuizione sulle spese processuali.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia tacita al ricorso
Una pubblica amministrazione sanitaria ha presentato ricorso per Cassazione avverso una sentenza della Corte d'Appello. A seguito della proposta di definizione del giudizio, la parte ricorrente non ha chiesto la decisione entro il termine di 40 giorni, comportando una rinuncia tacita. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, condannando l'ente al pagamento delle spese legali a favore della controparte.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
Una società di trasporti ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello. A seguito della proposta di definizione del giudizio formulata ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., la società non ha chiesto la decisione del ricorso entro il termine di 40 giorni. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, condannando la società ricorrente al pagamento delle spese processuali in favore della controparte.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo
Una società agricola impugna un accertamento catastale relativo a un impianto fotovoltaico. Dopo aver presentato ricorso in Cassazione, la società decide di ritirarlo. La Corte Suprema, prendendo atto della rinuncia al ricorso, dichiara l'estinzione del processo, rendendo così definitiva la sentenza di secondo grado e compensando le spese tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: chi paga le spese legali?
La Corte di Cassazione dichiara estinto un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei debitori. Poiché la società creditrice non ha accettato la rinuncia, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese legali. La decisione chiarisce che l'estinzione del procedimento esclude l'applicazione del raddoppio del contributo unificato.
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Estinzione giudizio Cassazione: accordo tra le parti
Una controversia tra un ente ecclesiastico e un comune, giunta dinanzi alla Corte di Cassazione, si è conclusa con una rinuncia congiunta al ricorso a seguito di un nuovo accordo. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio di Cassazione, chiarendo che in questi casi non si applica il raddoppio del contributo unificato, in quanto misura sanzionatoria di stretta interpretazione limitata ai soli casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso.
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Estinzione giudizio Cassazione: le conseguenze
Un decreto della Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio tributario poiché la parte ricorrente, un'amministrazione statale, non ha dato seguito alla proposta di definizione del ricorso entro i termini previsti. Questa inattività ha portato alla condanna della stessa al pagamento delle spese processuali. Il caso evidenzia le conseguenze procedurali della mancata risposta a una proposta di definizione, portando a una automatica estinzione del giudizio in Cassazione.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a carico di una società di trasporti. La decisione è scaturita dalla mancata richiesta di decisione sul ricorso entro il termine di quaranta giorni dalla comunicazione della proposta di definizione, come previsto dalla procedura civile. Tale inerzia è stata interpretata come una rinuncia al ricorso, comportando la chiusura del caso e la condanna della società al pagamento delle spese legali.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in una controversia di lavoro. La decisione è motivata dalla mancata richiesta di una decisione sul ricorso da parte della ricorrente entro quaranta giorni dalla comunicazione della proposta di definizione, integrando una rinuncia tacita all'impugnazione.
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Estinzione giudizio Cassazione: il caso della rinuncia
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte di una lavoratrice del settore scolastico. La decisione è intervenuta dopo che la ricorrente, a fronte di una proposta di definizione del giudizio, ha formalmente depositato un atto di rinuncia. Di conseguenza, è stata condannata al pagamento delle spese processuali. Questo caso evidenzia il meccanismo di estinzione del giudizio di Cassazione per rinuncia.
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Estinzione ricorso Cassazione: conseguenze inattività
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del ricorso di un contribuente contro la Regione Calabria e l'Agenzia delle Entrate - Riscossione. Dopo aver ricevuto una proposta di definizione del giudizio ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., il ricorrente non ha chiesto la decisione sul ricorso entro il termine di 40 giorni. Tale inattività è stata interpretata come rinuncia, portando alla declaratoria di estinzione del ricorso e alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio di legittimità. La società ricorrente, dopo aver ricevuto la proposta di definizione del giudizio, non ha chiesto una decisione entro 40 giorni, configurando una rinuncia tacita al ricorso e venendo di conseguenza condannata al pagamento delle spese legali a favore della controparte.
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Estinzione processo tributario: la guida completa
La Corte di Cassazione, con un recente decreto, ha dichiarato l'estinzione del processo tributario a seguito dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata. Poiché nessuna delle parti ha presentato un'istanza formale per la continuazione del giudizio entro i termini di legge, il processo si è concluso. La decisione chiarisce che le spese legali restano a carico della parte che le ha anticipate, come previsto dalla normativa sulla definizione agevolata.
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Estinzione del giudizio: rinuncia reciproca al ricorso
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso principale da parte di due istituti bancari e della rinuncia al ricorso incidentale da parte di una società. La decisione si basa sull'accettazione reciproca delle rinunce, conformemente agli artt. 390 e 391 c.p.c., senza statuizione sulle spese.
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Estinzione processo tributario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario a seguito dell'adesione del contribuente a una procedura di definizione agevolata. La Corte ha stabilito che l'inserimento della controversia in un apposito elenco trasmesso dall'Amministrazione Finanziaria, in assenza di diniego, costituisce prova della regolare definizione, comportando la chiusura del giudizio. Le spese processuali, in questi casi, restano a carico della parte che le ha sostenute.
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Estinzione giudizio Cassazione per inerzia: il caso
Un recente decreto della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze dell'inerzia del ricorrente di fronte alla proposta di definizione del giudizio. A seguito di un ricorso presentato da un ente previdenziale, la Corte ha proposto una definizione semplificata. La mancata richiesta di una decisione nel merito da parte dell'ente entro il termine di 40 giorni ha portato la Corte a dichiarare l'estinzione del giudizio, applicando l'art. 380-bis c.p.c. Le spese legali sono state compensate tra le parti per la novità della questione originaria.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso in cui la società ricorrente non ha dato seguito alla proposta di definizione del ricorso entro il termine di 40 giorni. Tale silenzio è stato interpretato come una rinuncia tacita, comportando la chiusura del processo e la condanna della ricorrente al pagamento delle spese legali.
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Estinzione del giudizio: la guida completa al caso
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio tributario a seguito della mancata richiesta di decisione del ricorso da parte del ricorrente, dopo la proposta di definizione agevolata. Il decreto analizza l'applicazione dell'art. 380-bis c.p.c., chiarendo che il silenzio del ricorrente equivale a una rinuncia. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali a favore dell'Agenzia delle Entrate.
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Estinzione processo tributario: il decreto decisivo
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo tributario tra una società e l'Agenzia delle Entrate. La decisione scaturisce dall'adesione della società a una procedura di definizione agevolata della controversia, come previsto dalla normativa sulla 'tregua fiscale'. L'inserimento della lite in un apposito elenco da parte dell'Agenzia ha confermato la regolarità della procedura, portando alla fine del giudizio. Le spese legali restano a carico della parte che le ha anticipate.
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Estinzione del giudizio: silenzio dopo la proposta
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio a seguito della mancata richiesta di decisione da parte del ricorrente entro 40 giorni dalla proposta di definizione. Tale inerzia equivale a rinuncia al ricorso, comportando la condanna alle spese processuali a favore della parte resistente.
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