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Art. 391 Codice di Procedura Civile — Anno 2022

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Altri anni per Art. 391 Codice di Procedura Civile

Rinuncia al ricorso: il debito resta, ma senza contributo unificato
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso originato da un decreto ingiuntivo per il pagamento di 183.000 euro, emesso contro una società e i suoi eredi in favore di una compagnia assicurativa. Dopo che il Tribunale e la Corte d'Appello avevano confermato il decreto, i debitori hanno presentato un ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante il procedimento, i ricorrenti hanno deciso di esercitare la loro facoltà di rinuncia al ricorso. La compagnia assicurativa non ha aderito a questa rinuncia. La Corte ha dichiarato estinto il giudizio di cassazione, ponendo le spese processuali a carico dei ricorrenti, ma ha chiarito che, data la natura della rinuncia, non era dovuto il contributo unificato aggiuntivo.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione e stop al doppio contributo
Tre dipendenti con qualifica amministrativa hanno richiesto all'Azienda Ospedaliera il riconoscimento di una fascia economica superiore, invocando specifiche clausole contrattuali. Dopo il rigetto delle richieste nei primi due gradi di giudizio, le lavoratrici hanno proposto ricorso al giudice di legittimità. Durante la pendenza della causa, le dipendenti hanno tuttavia presentato formale rinuncia al ricorso in Cassazione. L'Azienda Ospedaliera ha accettato la dichiarazione. La Suprema Corte ha preso atto della volontà delle parti e ha dichiarato estinto il processo. Tale pronuncia ha escluso l'obbligo del versamento dell'ulteriore importo del contributo unificato, misura riservata esclusivamente ai casi di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Reiterazione Contratti a Termine: Rinuncia Irregolare Rende Ricorso Inammissibile
Una Lavoratrice, docente, aveva impugnato i suoi contratti a termine, ritenuti illegittimi. La Corte d'Appello aveva riconosciuto l'illegittimità ma negato il risarcimento del danno, dato che la Lavoratrice era stata stabilizzata (assunta a tempo indeterminato). La Lavoratrice ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il processo, ha rinunciato al ricorso, ma senza notificare formalmente la rinuncia alla controparte. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per questa mancata notifica, che ha reso la rinuncia "irrituale" ma comunque significativa della sua carenza di interesse. Le spese legali sono state compensate, considerando l'incertezza interpretativa sulla reiterazione contratti a termine e le conseguenze della stabilizzazione.
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Rinuncia al Ricorso in Cassazione: Spese Compensate, Contributo Escluso
Un Ente di riscossione aveva presentato un ricorso in Cassazione contro una Contribuente, contestando una decisione su tasse locali (TOSAP e TARSU-TIA). Durante il processo, l'Ente ha deciso di ritirare il suo ricorso, e la Contribuente ha accettato questa rinuncia al ricorso in Cassazione. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato il giudizio estinto. Ha stabilito che le spese legali fossero compensate tra le parti. Ha inoltre chiarito che, in caso di rinuncia al ricorso in Cassazione, non è dovuto il pagamento del contributo unificato aggiuntivo, poiché questa sanzione si applica solo in specifici casi di soccombenza, non quando la parte rinuncia volontariamente.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: lite chiusa senza spese
Un'impresa individuale impugna una condanna al risarcimento di oltre 120.000 euro notificata in favore di un condominio e dei singoli condomini. Dopo che l'appello viene dichiarato inammissibile, l'impresa propone ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione. Prima dell'udienza in camera di consiglio, l'impresa sceglie tuttavia di depositare l'atto di rinuncia al ricorso in Cassazione. Il condominio e i proprietari accettano la rinuncia e aderiscono alla scelta della controparte. La Corte Suprema prende atto dell'accordo e dichiara la totale estinzione del processo. Poiché le parti hanno concordato la fine della lite, i giudici non pronunciano alcuna condanna al pagamento delle spese di giudizio. La vicenda dimostra come la rinuncia al ricorso in Cassazione permetta di chiudere definitivamente una controversia civile in modo negoziale, evitando ulteriori costi processuali e confermando l'accordo raggiunto tra i litiganti.
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Contratto di patrocinio valido con procura: l’ente paga le parcelle
Un Avvocato ha chiesto il pagamento dei propri onorari a un Ente Pubblico per l'attività difensiva svolta in molteplici procedure esecutive. L'Ente si è opposto al pagamento sostenendo l'assenza di un formale contratto scritto e contestando i poteri del funzionario firmatario dell'incarico. La Corte d'Appello ha riconosciuto la piena validità del rapporto: la procura generale alle liti e il successivo deposito degli atti difensivi integrano la forma scritta richiesta dalla legge. L'Ente ha inoltre ratificato l'operato del professionista proseguendo i giudizi avviati. La Suprema Corte ha infine dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso da parte dell'Ente Pubblico, condannandolo alle spese e confermando l'efficacia del contratto di patrocinio.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: chi paga le spese
Il curatore di una società fallita ha notificato formale rinuncia al ricorso in Cassazione avanzato contro un'azienda credrice. La controparte non ha espresso formale accettazione, ma il giudice ha comunque riscontrato la cessazione della materia del contendere. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per intervenuta rinuncia al ricorso in Cassazione. La decisione ha comportato la condanna della parte ricorrente al rimborso delle spese di difesa in favore dell'azienda resistente. I giudici hanno inoltre escluso l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato, poiché la rinuncia non equivale al rigetto o all'inammissibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso in cassazione: atto non notificato e rigetto
Una docente precaria ha contestato la successione di contratti a termine stipulati con il Ministero dell'Istruzione per supplenze annuali. Dopo la sentenza sfavorevole dei giudici d'appello, la lavoratrice ha presentato ricorso alla Suprema Corte. Successivamente, la ricorrente ha sottoscritto un atto formale di rinuncia agli atti insieme al proprio legale. Il documento non è stato però notificato alla difesa dello Stato. La Corte di Cassazione ha chiarito gli effetti della rinuncia al ricorso in cassazione non notificata regolarmente: l'atto irrituale non determina l'estinzione del giudizio, ma rende il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Revocazione straordinaria: Ricorso Inammissibile senza decisione nel merito
Il Lavoratore ha proposto un ricorso straordinario per revocazione contro un'ordinanza della Corte di Cassazione che aveva rigettato un suo precedente ricorso. La Corte ha dichiarato il ricorso straordinario inammissibile, specificando che tale strumento è applicabile solo se la Cassazione, annullando una sentenza, decide anche il merito della causa. Poiché la precedente ordinanza si era limitata a rigettare, senza entrare nel merito, il ricorso è stato ritenuto non idoneo. La decisione chiarisce i limiti di applicazione della Revocazione straordinaria.
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Infortunio sul lavoro: Risarcimento Danni Confermato, Ricorso Estinto
Un caso di infortunio sul lavoro ha visto la famiglia di un lavoratore deceduto chiedere il risarcimento danni all'azienda e a un responsabile. Il Tribunale inizialmente rigettò la domanda, ritenendo sufficiente una provvisionale penale. La Corte d'Appello ha invece accolto il ricorso dei familiari, quantificando il risarcimento in euro 214.890 e condannando l'assicurazione dell'azienda per mala gestio (cattiva gestione), obbligandola a indennizzare oltre il massimale. L'assicurazione ha poi rinunciato al ricorso in Cassazione, portando all'estinzione del giudizio con compensazione delle spese.
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Rinuncia al Ricorso per Cassazione: Processo Estinto, Spese Negate
Un Cittadino Straniero aveva presentato ricorso in Cassazione dopo il rifiuto della sua richiesta di status di rifugiato e protezione. Tuttavia, il suo avvocato ha successivamente comunicato la rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, notando che la costituzione del Ministero dell'Interno era irregolare. Questo significa che il Ministero non aveva diritto al rimborso delle spese legali, poiché la rinuncia ha reso definitiva la decisione precedente, togliendo al Ministero l'interesse a opporsi. La rinuncia ha quindi concluso la controversia.
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Definizione Agevolata Tributaria: Il Debito si Estingue, il Giudizio Pure
Una società ha impugnato un avviso di liquidazione per imposta di registro, contestando la riqualificazione di un'operazione come cessione di azienda da parte dell'Agenzia delle Entrate. Successivamente, la società ha aderito a una procedura di definizione agevolata tributaria, saldando integralmente il debito. Per questo motivo, ha rinunciato al ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per sopravvenuta cessazione della materia del contendere, riconoscendo che la definizione agevolata rende inutile proseguire la causa. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
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Piattaforme e ICI: rinuncia al ricorso per cassazione
Un Ente Locale richiedeva a una Società energetica il pagamento dell'ICI per l'anno 2006 su due piattaforme petrolifere situate in mare. I giudici di merito annullavano l'atto impositivo, ritenendo le piattaforme non assimilabili ai fabbricati soggetti a imposta. L'Ente Locale impugnava la decisione davanti ai giudici di legittimità. Nelle more del giudizio, le parti raggiungevano un accordo transattivo per comporre la vertenza in via bonaria. L'Ente Locale depositava quindi formale rinuncia all'impugnazione, regolarmente accettata dalla Società. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del procedimento. Ha inoltre chiarito che la rinuncia al ricorso per cassazione non comporta il raddoppio del contributo unificato a carico del ricorrente, trattandosi di sanzione prevista solo per rigetto, inammissibilità o improcedibilità.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop al processo e spese
Un Ente pubblico ha promosso un giudizio contro un Professionista in merito a un contratto d'opera professionale. Dopo la decisione della Corte d'Appello, l'Ente ha impugnato la sentenza davanti alla Suprema Corte. Prima dell'udienza, l'Ente ha depositato formale rinuncia agli atti. Il Professionista ha resistito ma non ha espresso adesione espressa all'atto di rinuncia. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il processo per via della rinuncia al ricorso per cassazione. I giudici hanno condannato l'Ente al pagamento delle spese legali a favore del Professionista per mancanza di accettazione congiunta, escludendo però il pagamento del doppio contributo unificato.
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Stabilizzazione e Risarcimento: La Cassazione sui Contratti Illegittimi
Una lavoratrice del personale ATA ha avuto contratti a tempo determinato illegittimi con il Ministero dell'Istruzione, superando i limiti di legge. La Corte d'Appello ha riconosciuto l'illegittimità ma ha negato il risarcimento del danno, ritenendo che la successiva stabilizzazione (assunzione a tempo indeterminato) fosse una sanzione sufficiente all'abuso. La lavoratrice ha presentato ricorso in Cassazione, ma ha poi rinunciato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché la rinuncia non era stata notificata correttamente. Le spese sono state compensate, considerando l'incertezza interpretativa sulla relazione tra stabilizzazione e risarcimento.
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Omessa comunicazione dipendenti: la Cassazione conferma la sanzione
L'Azienda ha ricevuto una sanzione dall'Ispettorato del Lavoro per l'omessa comunicazione dei codici fiscali di tre nuovi dipendenti all'Inail. Ha impugnato la sanzione, ma la Corte d'Appello ha respinto l'opposizione. L'Azienda ha poi proposto un ricorso per revocazione alla Corte di Cassazione, contestando l'accertamento del rapporto di lavoro e l'onere della prova. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che l'Azienda cercava una nuova valutazione dei fatti, mascherata da denuncia di violazione di legge, senza indicare un errore di percezione della Corte. La sanzione per l'omessa comunicazione dipendenti è quindi rimasta valida.
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Definizione agevolata cartelle di pagamento: lite estinta
Una società contribuente ha impugnato una cartella di pagamento emessa dall'Amministrazione Finanziaria per presunte irregolarità relative a ritenute alla fonte. Dopo alterne vicende giudiziarie nei gradi del merito, la controversia è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società ha presentato domanda per la definizione agevolata cartelle di pagamento, ai sensi dell'articolo 6 del Decreto Legge n. 193/2016. L'Agenzia delle Entrate ha verificato la regolarità dell'adesione e la relativa documentazione trasmessa dagli uffici locali. Di conseguenza, entrambe le parti hanno richiesto l'estinzione del giudizio. La Corte di Cassazione ha preso atto della chiusura della pendenza fiscale e ha dichiarato l'estinzione del processo con la compensazione integrale delle spese di lite tra le parti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: gli effetti e le spese
Una società ha impugnato l'avviso di accertamento catastale relativo alla rettifica della rendita di quattro immobili. Dopo l'esito negativo nei gradi di merito, la società ha proposto impugnazione, ma in seguito ha formalizzato la Rinuncia al ricorso per cassazione. L'atto è stato regolari notificato all'Amministrazione Finanziaria. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del processo, disponendo la compensazione delle spese legali tra le parti. I giudici hanno inoltre precisato che non si applica il raddoppio del contributo unificato, in quanto la rinuncia volontaria non equivale al rigetto o all'inammissibilità dell'impugnazione.
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Lite Fiscale: Definizione Agevolata Estingue il Processo Tributario
L'Agenzia delle Entrate aveva presentato ricorso in Cassazione contro una cooperativa, dopo che i giudici tributari di secondo grado avevano annullato un avviso di accertamento per imposte non pagate. La controversia riguardava la ricostruzione induttiva dei ricavi della cooperativa per presunta antieconomicità. Durante il processo in Cassazione, la cooperativa ha aderito alla procedura di definizione agevolata liti tributarie, presentando la relativa documentazione. Poiché nessuna delle parti ha poi richiesto la trattazione della causa entro il termine stabilito dalla legge (31 dicembre 2020) per la definizione agevolata, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Le spese processuali sono rimaste a carico della parte che le ha anticipate.
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Rinuncia al ricorso senza adesione: spese a carico del cittadino
Un cittadino ha impugnato una sentenza d'appello davanti alla Suprema Corte per una controversia riguardante sanzioni amministrative contro un Ente Locale. Successivamente, il ricorrente ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso a seguito di un accordo transattivo raggiunto tra le parti. Tuttavia, l'Ente Pubblico non ha prestato formale adesione alla rinuncia notificata. I Giudici di legittimità hanno pertanto dichiarato estinto il processo per rinuncia, ma hanno condannato il cittadino al pagamento delle spese legali a favore dell'Ente resistente.
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