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Art. 391 Codice di Procedura Civile — Anno 2022

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Altri anni per Art. 391 Codice di Procedura Civile

Definizione agevolata: la lite col Fisco si estingue col saldo
L'Agenzia delle Entrate contestava a una contribuente maggiori imposte IRPEF e sanzioni relative agli anni 2007 e 2008. La controversia giungeva dinanzi alla Corte di Cassazione dopo alterne pronunce di merito. Nelle more del giudizio di legittimità, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge e ha versato integralmente le somme quantificate dall'agente della riscossione, depositando le relative ricevute. Constatato l'avvenuto pagamento del debito tributario e l'assenza di contestazioni da parte del Fisco, i giudici supremi hanno dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuta cessazione della materia del contendere, disponendo che le spese di lite restassero a carico delle parti che le avevano anticipate.
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Rinuncia al ricorso per cassazione e debiti ereditari
La presunta erede riceve una richiesta di pagamento per debiti fiscali riferiti a un familiare defunto, nonostante la formale rinuncia all'eredità presentata in tribunale. Dopo aver subito due verdetti contrari nei gradi di merito, la contribuente impugna la decisione davanti ai Supremi Giudici. Durante la fase di legittimità, il difensore deposita una dichiarazione congiunta con l'Agenzia delle Entrate per abbandonare la vertenza. La Suprema Corte dichiara l'inammissibilità dell'azione. L'atto di rinuncia al ricorso per cassazione non reca la firma personale della parte né risulta supportato da una procura speciale espressa. L'accordo tra le parti dimostra comunque la perdita di interesse alla causa, determinando la chiusura definitiva del contenzioso con compensazione integrale delle spese.
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Indennità di Esproprio: Accordo Stragiudiziale Estingue la Causa in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo relativo a una controversia sull'indennità di esproprio. Un'Azienda aveva impugnato la decisione della Corte d'Appello che le imponeva di pagare un'indennità per un terreno espropriato. Le Proprietarie del terreno avevano proposto ricorso incidentale. Tuttavia, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, con il quale l'Azienda ha pagato le somme dovute e le Proprietarie hanno rinunciato a ulteriori pretese. Questo accordo ha portato all'estinzione del ricorso principale e alla cessazione della materia del contendere per il ricorso incidentale, con compensazione delle spese legali.
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Estinzione del processo per rinuncia: chi paga le spese legali?
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di licenziamento in cui le aziende ricorrenti, già in liquidazione, hanno rinunciato al ricorso. Nonostante la lavoratrice non abbia accettato formalmente la rinuncia, ha richiesto la liquidazione delle spese legali. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia, stabilendo che tale atto produce effetti anche senza accettazione, poiché fa passare in giudicato la sentenza impugnata. Di conseguenza, le aziende sono state condannate a rimborsare le spese legali alla lavoratrice.
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Contratto a progetto: rinuncia estingue giudizio in Cassazione
La Corte d'Appello aveva dichiarato la requalificazione di un contratto a progetto in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per una lavoratrice, condannando l'azienda al risarcimento dei danni. L'azienda ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, l'azienda ha rinunciato al ricorso, e le altre parti hanno accettato. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato estinto il giudizio, con compensazione delle spese legali tra le parti, prendendo atto della rinuncia e della sua accettazione.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: irregolare ma blocca la causa
Alcuni dipendenti della scuola hanno impugnato la sentenza d'appello riguardante i risarcimenti per la reiterazione abusiva dei contratti a termine. Prima dell'udienza, i ricorrenti hanno depositato un atto di rinuncia alla causa senza però notificarlo all'avvocatura pubblica. I giudici supremi hanno chiarito che la rinuncia al ricorso per cassazione, seppure priva delle formalità di notifica, dimostra chiaramente il venir meno dell'interesse alla lite. La Suprema Corte ha quindi dichiarato inammissibile l'impugnazione per sopravvenuta carenza di interesse, respingendo l'applicazione della sanzione del raddoppio del contributo unificato a carico dei lavoratori.
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Retribuzione di risultato: la rinuncia al ricorso estingue la causa
Un gruppo di dirigenti sanitari aveva chiesto la rideterminazione del fondo per la Retribuzione di risultato e il pagamento di differenze retributive. La Corte d'Appello aveva già riscontrato difetti di giurisdizione, nullità della domanda e difetto di interesse ad agire. I dirigenti hanno poi rinunciato al ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese tra le parti, poiché la rinuncia ha precluso una decisione nel merito.
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Accertamento Fiscale: Quando la Cessata Materia del Contendere Estingue il Contenzioso
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso proposto da un'Azienda contro l'Agenzia delle Entrate, relativo a un avviso di accertamento per maggiori imposte (IRPEG e IRAP) del 2002. Durante il processo, l'Azienda e l'Agenzia hanno raggiunto un accordo transattivo. Questo accordo ha portato alla richiesta di estinzione del giudizio per cessata materia del contendere. La Corte ha accolto la richiesta, dichiarando estinto il processo e compensando le spese legali tra le parti, riconoscendo che non vi era più alcuna controversia da risolvere.
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Rinuncia al Ricorso in Cassazione: Estinzione del Processo e Spese
Un socio lavoratore di una società aveva chiesto il pagamento della sua quota di utili e il riconoscimento di un diritto alla retribuzione. I tribunali inferiori avevano respinto la sua domanda. Il socio ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il procedimento, però, il ricorrente ha deciso di rinunciare al ricorso, e la società ha accettato tale rinuncia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia, senza condannare alle spese e senza applicare l'obbligo del contributo unificato aggiuntivo.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: l’erede si ritira contro il Comune
Un erede ha presentato un ricorso in Cassazione contro una sentenza che lo vedeva contrapposto a un'Amministrazione Comunale. Tuttavia, prima che la Corte si pronunciasse, il Ricorrente ha esercitato la sua facoltà di rinuncia al ricorso in Cassazione. L'Amministrazione Comunale ha accettato formalmente questa rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha preso atto della volontà delle parti e ha rinviato la causa a nuovo ruolo, chiudendo di fatto il procedimento senza una decisione nel merito.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop a spese e doppio contributo
Un'impresa individuale e una società committente hanno avviato una controversia giudiziaria in materia di appalto, riguardante il risarcimento danni per inadempimento e il mancato pagamento di fatture commerciali. Dopo una pronuncia arbitrale e il successivo giudizio di appello dichiarato inammissibile, l'imprenditore ha proposto ricorso dinanzi ai giudici di legittimità. Nel corso del giudizio, la parte ricorrente ha depositato formale atto di rinuncia, regolarmente accettato dalla società resistente. I giudici hanno dichiarato estinto il procedimento per rinuncia al ricorso per cassazione. L'accettazione reciproca ha impedito la liquidazione delle spese legali a carico del rinunciante ed escluso l'obbligo di versare il raddoppio del contributo unificato, chiudendo definitivamente la lite.
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Lite chiusa: la rinuncia al ricorso per cassazione
Una società commerciale ha impugnato un provvedimento del tribunale avviando un giudizio davanti alla Corte di Cassazione contro la curatela di un fallimento. Prima dell'udienza, la società ha depositato formalmente un atto di rinuncia al ricorso per cassazione. Il curatore fallimentare ha notificato la propria piena adesione alla scelta della controparte. I giudici supremi hanno accertato la validità degli atti processuali e hanno dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione chiude la controversia senza condanna alle spese e senza l'obbligo del raddoppio del contributo unificato a carico della parte rinunciante.
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Prescrizione sanzioni amministrative: rinuncia estingue il giudizio
Due ex-dirigenti hanno ricevuto sanzioni amministrative pecuniarie per infrazioni alla normativa bancaria. Hanno contestato tali provvedimenti, sollevando questioni sulla `prescrizione delle sanzioni amministrative`. Dopo un lungo iter giudiziario, la Corte di Cassazione aveva rigettato il loro ricorso. Successivamente, uno dei dirigenti ha proposto un ricorso per revocazione, lamentando un "errore di fatto revocatorio" della Corte per non aver esaminato un motivo specifico sulla decorrenza della prescrizione. Tuttavia, durante il procedimento di revocazione, la ricorrente ha rinunciato al ricorso. Il Ministero dell'Economia e la Consob hanno accettato la rinuncia. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, senza ulteriori provvedimenti sulle spese.
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Espropriazione: Transazione Giudiziale Estingue il Ricorso in Cassazione
Un Ente Pubblico ha espropriato terreni a un Proprietario per un progetto infrastrutturale. Dopo che una Corte d'Appello aveva condannato l'Ente al pagamento di un'indennità di esproprio e di occupazione, l'Ente ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il processo, le parti hanno raggiunto un accordo di transazione. L'Ente ha quindi rinunciato al ricorso, portando all'estinzione del giudizio. Questo caso dimostra come la transazione giudiziale possa chiudere una controversia, anche in fase di legittimità, senza una sentenza sul merito.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: stop alla causa
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato in Cassazione la decisione che dichiarava inammissibile il proprio appello contro una società contribuente. Nelle more del procedimento, la società ha presentato la richiesta di adesione alla definizione agevolata delle liti tributarie, versando l'importo dovuto in un'unica soluzione. Nessuna delle due parti ha depositato l'istanza di trattazione entro il termine di legge né il Fisco ha respinto la sanatoria. La Corte di Cassazione ha accertato la regolare procedura e ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese processuali sono rimaste a carico di chi le ha anticipate e non è dovuto alcun raddoppio del contributo unificato.
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Errore Revocatorio: Funzionario Licenziato, Ricorso Inammissibile
Un funzionario pubblico ha ricevuto denaro dai cittadini per certificati gratuiti, portando al suo licenziamento. Dopo vari gradi di giudizio, ha presentato un ricorso per `errore revocatorio` contro una precedente sentenza della Cassazione, sostenendo un'errata percezione dei fatti. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che l'errore revocatorio riguarda solo sviste fattuali evidenti, non valutazioni giudiziali su fatti controversi. Il funzionario ha perso, dovendo pagare le spese legali.
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Rinuncia al ricorso: quando l’abbandono chiude il giudizio in Cassazione
Un'agenzia ha presentato un ricorso in Cassazione contro una compagnia assicurativa. Durante il processo, l'agenzia ha deciso di effettuare una rinuncia al ricorso. La compagnia assicurativa ha accettato questa rinuncia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato estinto il giudizio, senza pronunciare condanna alle spese, poiché le parti avevano già concordato la compensazione. La rinuncia al ricorso, se fatta correttamente, estingue il processo e rende definitiva la sentenza precedente.
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Rinuncia al Ricorso: Estinzione del Processo e Spese Legali
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di Estinzione del processo per rinuncia. Due Aziende, dopo aver impugnato una sentenza sfavorevole in una causa di lavoro, hanno deciso di rinunciare al ricorso. Il Lavoratore, pur non aderendo formalmente alla rinuncia, ha chiesto la liquidazione delle spese legali. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, sottolineando che la rinuncia produce i suoi effetti anche senza accettazione. Ha condannato le Aziende rinuncianti a rifondere le spese legali al Lavoratore, con distrazione in favore dei suoi difensori.
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Divisione Ereditaria: Sospensione e Rinuncia Estinguono il Giudizio
Un erede ha chiesto la divisione ereditaria dei beni della madre e di altri beni in comune con i fratelli. I fratelli hanno chiesto la sospensione del giudizio, sostenendo che un'altra causa sulla successione della nonna, da cui dipendevano parte dei beni, fosse ancora pendente in Cassazione. Il Tribunale ha sospeso il processo. L'erede ha impugnato la decisione, ma durante il ricorso ha rinunciato alla sua richiesta, accettata dalle controparti. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, risolvendo la controversia senza entrare nel merito della divisione ereditaria.
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Rinuncia al Ricorso in Cassazione: Consorzio e Ingegnere Trovano Accordo
Un Consorzio di Bonifica aveva impugnato in Cassazione una sentenza che lo condannava a pagare compensi professionali a un ingegnere per attività di progettazione. Durante il procedimento, il Consorzio, che aveva presentato il ricorso in Cassazione, ha deciso di rinunciare al ricorso. Anche l'ingegnere ha accettato questa rinuncia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo, senza imporre a nessuna delle parti di pagare le spese legali dell'altra, in virtù dell'accordo sulla compensazione delle spese. Questo caso illustra come la rinuncia al ricorso in Cassazione possa chiudere una controversia.
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