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Art. 390 Codice di Procedura Civile — Sezione Prima Civile

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Altri anni per Art. 390 Codice di Procedura Civile

Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7944/2024, ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti e della successiva accettazione della controparte. La decisione chiarisce che, in caso di estinzione del giudizio, non si applica l'obbligo del versamento del doppio del contributo unificato. Le parti hanno inoltre concordato la totale compensazione delle spese legali.
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Estinzione giudizio Cassazione: accordo tra le parti
Una società di gestione aeroportuale e diverse aziende di logistica avevano impugnato una sentenza della Corte d'Appello. Durante il procedimento in Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, presentando rinuncia ai rispettivi ricorsi. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio di Cassazione, specificando che, dato l'accordo, non era necessario pronunciarsi sulle spese legali e che non si applicava l'obbligo del versamento del doppio contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una società aveva impugnato in Cassazione una sentenza della Corte d'Appello relativa a un contratto di associazione in partecipazione. Prima della decisione, la stessa società ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema ha dichiarato il giudizio estinto, sottolineando che tale rinuncia non necessita dell'accettazione della controparte per essere efficace. Di conseguenza, la società rinunciante è stata condannata al pagamento delle spese legali e la sentenza d'appello è diventata definitiva.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte del ricorrente. La controparte ha accettato la rinuncia, concordando la compensazione integrale delle spese legali. La Corte ha quindi preso atto dell'accordo, estinguendo il procedimento senza alcuna statuizione sulle spese e chiarendo che, in questi casi, il ricorrente non è tenuto al versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
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Cessione del credito: prova e legittimazione attiva
Una recente ordinanza della Cassazione ha chiuso, per rinuncia al ricorso, una causa su una cessione del credito. La controversia verteva sulla prova della titolarità del credito da parte di una banca in un'esecuzione immobiliare. La Corte d'Appello aveva ritenuto sufficiente un documento interno non pubblicato, contrariamente al Tribunale. La Suprema Corte, a causa dell'estinzione del giudizio, non si è pronunciata nel merito, lasciando aperti importanti interrogativi sulla prova della cessione.
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Responsabilità solidale soci: quando non si applica
Un consorzio locatore ha citato in giudizio i soci di una società consortile conduttrice per il mancato pagamento dei canoni di locazione, invocando la loro responsabilità solidale sulla base di un richiamo contrattuale a una norma sui contratti pubblici. I giudici di merito hanno respinto la domanda, affermando il principio di autonomia patrimoniale delle società di capitali. Il procedimento in Cassazione si è concluso con una declaratoria di estinzione per rinuncia al ricorso, consolidando la decisione di appello.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4831/2024, ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito di una rinuncia al ricorso. Il caso riguardava un'opposizione allo stato passivo di un fallimento. A seguito di un accordo transattivo, l'erede del ricorrente ha rinunciato al ricorso, con accettazione della controparte. La Corte ha stabilito che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura ha carattere sanzionatorio ed è limitata ai soli casi di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il giudizio
La Corte di Cassazione dichiara estinto un giudizio a seguito di un accordo transattivo tra le parti. L'ordinanza chiarisce che la rinuncia al ricorso, formalizzata dopo un'intesa, non comporta il pagamento del doppio del contributo unificato, poiché tale sanzione non si applica ai casi di estinzione ma solo a quelli di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Estinzione giudizio per rinuncia: guida completa
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso da parte della società ricorrente. La decisione si fonda sulla formale rinuncia, accettata dalla controparte, e sull'accordo tra le parti per la compensazione delle spese legali, escludendo l'obbligo di versare un ulteriore contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: no al doppio contributo unificato
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale in tema di spese processuali. A seguito della rinuncia al ricorso da parte di un imprenditore contro una dichiarazione di fallimento, la Corte ha dichiarato estinto il giudizio. La decisione sottolinea che l'obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato non si applica in caso di rinuncia, poiché tale misura sanzionatoria è prevista solo per rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione, e non può essere interpretata estensivamente.
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Estinzione del giudizio: quando la rinuncia chiude il caso
Una società e i suoi fideiussori, dopo aver perso in appello in una causa contro un istituto di credito per interessi usurari e commissioni, ricorrono in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, rinunciano al ricorso. La Corte Suprema, preso atto della rinuncia accettata dalla controparte, dichiara l'estinzione del giudizio. Questa decisione evidenzia come un procedimento possa concludersi per volontà delle parti, rendendo definitiva la sentenza precedente senza un esame nel merito da parte della Cassazione.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: estinzione
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce gli effetti della rinuncia al ricorso in Cassazione. A seguito della rinuncia della ricorrente principale, accettata dai controricorrenti che hanno a loro volta rinunciato ai ricorsi incidentali, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le parti avevano concordato la compensazione integrale delle spese legali.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
Una controversia tra una cittadina e un Comune, relativa all'indennità per un vincolo preordinato all'esproprio, giunge in Cassazione. Prima dell'udienza, le parti depositano un atto di rinuncia reciproca ai rispettivi ricorsi. La Corte Suprema, prendendo atto dell'accordo, dichiara l'estinzione del giudizio, con compensazione delle spese legali, chiudendo definitivamente la lite senza una decisione nel merito.
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Gettone di presenza: quando non spetta ai consiglieri
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 299/2024, ha stabilito che il gettone di presenza per i consiglieri comunali non è dovuto per la partecipazione a organi come l'Ufficio di presidenza e la Conferenza dei capigruppo. La decisione si basa su un'interpretazione restrittiva della normativa, finalizzata al contenimento della spesa pubblica, che limita il compenso solo alle sedute del consiglio e delle commissioni consiliari permanenti. Il ricorso dei consiglieri, che chiedevano la restituzione delle somme e il pagamento dei compensi non corrisposti, è stato pertanto rigettato.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio dopo che la società ricorrente ha formalmente rinunciato al proprio ricorso. Le controparti hanno accettato la rinuncia, portando la Corte a terminare il procedimento e a disporre la compensazione integrale delle spese legali tra le parti coinvolte.
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Rinuncia agli atti: no al doppio contributo unificato
La Cassazione chiarisce che in caso di rinuncia agli atti del giudizio, non si applica il doppio contributo unificato. L'ordinanza analizza il caso di un ricorso estinto per accordo tra le parti, escludendo la sanzione prevista per le impugnazioni dilatorie o inammissibili.
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Estinzione del processo: cosa accade in Cassazione?
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo a seguito della rinuncia formale ai ricorsi da parte degli appellanti, accettata dalle controparti. La decisione chiarisce che in caso di estinzione del processo per rinuncia, non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, poiché la chiusura del giudizio deriva da un accordo tra le parti e non da una decisione di merito sfavorevole al ricorrente. Le spese legali sono state compensate come da accordo tra le parti.
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Estinzione del giudizio in Cassazione: guida completa
Una società ricorrente rinuncia al proprio ricorso in Cassazione dopo un accordo. La controparte accetta. La Corte dichiara l'estinzione del giudizio, con compensazione delle spese e senza raddoppio del contributo unificato, chiarendo le conseguenze legali di tale atto.
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Cessazione materia contendere: l’appello finisce qui
La Corte di Cassazione dichiara la cessazione della materia del contendere e l'inammissibilità di un ricorso. Sebbene la rinuncia agli atti da parte dei ricorrenti fosse proceduralmente viziata (sottoscritta dal solo difensore senza mandato speciale), la Corte l'ha interpretata come una manifestazione di sopravvenuto difetto di interesse a proseguire il giudizio, chiudendo così la controversia.
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Rinuncia al ricorso: no doppio contributo unificato
Un istituto di credito, dopo aver impugnato una sentenza d'appello, ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio, specificando che in caso di rinuncia al ricorso non è dovuto il pagamento del doppio contributo unificato, poiché tale sanzione si applica solo ai ricorsi inammissibili sin dall'origine.
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