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Art. 390 Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

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Altri anni per Art. 390 Codice di Procedura Civile

Estinzione del processo: rinuncia e spese legali
Una società di trasporti aveva impugnato una sentenza della Corte d'Appello. Tuttavia, davanti alla Corte di Cassazione, la stessa società ha presentato una rinuncia al ricorso. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, ponendo fine alla causa. La società rinunciante è stata condannata a rimborsare integralmente le spese legali sostenute dalla controparte, un ex dipendente, nel giudizio di legittimità.
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Estinzione del processo: accordo e rinuncia al ricorso
Un gruppo di lavoratori aveva presentato ricorso in Cassazione contro una società a seguito di una sentenza sfavorevole della Corte d'Appello in una causa per indennità contrattuali. Nelle more del giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Di conseguenza, i lavoratori hanno rinunciato al ricorso con l'accettazione della società. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del processo. Ha inoltre stabilito che non vi fosse luogo a provvedere sulle spese, come previsto in caso di estinzione per rinuncia, e ha escluso l'obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, poiché tale sanzione si applica solo in caso di rigetto o inammissibilità del ricorso, non di estinzione.
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Estinzione del processo: cosa accade se si rinuncia?
Una società di trasporti ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello. Successivamente, la stessa società ha rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del processo, condannando la società ricorrente al pagamento di tutte le spese legali sostenute dalla controparte.
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Rinuncia al ricorso: il caso si estingue in Cassazione
Una docente, idonea in un concorso del 2004, aveva fatto ricorso per ottenere l'assunzione a tempo indeterminato tramite scorrimento della graduatoria. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, essendo stata nel frattempo assunta, ha presentato una formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, accertata la validità della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti.
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Estinzione del processo: rinuncia e spese legali
Una società, dopo aver impugnato una sentenza della Corte d'Appello, ha rinunciato al proprio ricorso. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del processo, condannando la società rinunciante al pagamento delle spese legali sostenute dalla controparte nel giudizio di legittimità.
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Rinuncia al ricorso e spese legali: la Cassazione
Una società di trasporti, dopo aver perso in appello una causa sulla retribuzione feriale di un dipendente, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha effettuato una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il processo e, in base al principio della soccombenza virtuale, ha condannato la società a pagare le spese legali, ritenendo che il suo ricorso sarebbe stato comunque respinto.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Un complesso caso di diritto del lavoro, incentrato su un presunto demansionamento a seguito di distacco, si conclude in Cassazione con una declaratoria di estinzione del giudizio. A seguito della rinuncia al ricorso da parte della società ricorrente e dell'adesione delle altre parti, la Corte Suprema ha terminato il procedimento senza pronunciarsi nel merito, evidenziando il ruolo degli atti procedurali nel definire le controversie.
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Estinzione del processo: cosa succede se si rinuncia?
Il caso analizza le conseguenze giuridiche della rinuncia a un ricorso per Cassazione. Una società di trasporti, dopo aver impugnato una sentenza della Corte d'Appello, ha ritirato il proprio ricorso. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del processo e ha condannato la società rinunciante al pagamento di tutte le spese legali sostenute dalla controparte.
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Estinzione del processo: guida alla rinuncia in appello
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso. A seguito di un accordo tra le parti, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, specificando che in questi casi non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, prevista solo per rigetto o inammissibilità. La decisione conferma inoltre che, in caso di rinuncia, non vi è pronuncia sulle spese processuali.
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Estinzione del processo: la rinuncia all’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo in un caso di diritto del lavoro a seguito della rinuncia al ricorso principale da parte di un lavoratore. Le controparti, una società di logistica e una società di servizi, hanno aderito alla rinuncia, rendendo di fatto superata ogni ulteriore valutazione. Di conseguenza, il giudizio di legittimità si è concluso con la compensazione delle spese tra le parti, come previsto per i casi di estinzione del processo.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e inammissibilità
Un docente impugna in Cassazione una sanzione disciplinare per attività professionale non autorizzata. Successivamente, presenta una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema, pur rilevando la mancanza di notifica formale della rinuncia, dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, compensando le spese di lite.
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Estinzione del processo: rinuncia e spese legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo a seguito della rinuncia al ricorso da parte di una società di trasporti. La decisione si fonda sulla comunicazione di tale rinuncia alla controparte, come previsto dalla procedura civile. Conseguentemente, la società ricorrente è stata condannata a rimborsare integralmente le spese legali sostenute dalla controparte nel giudizio di legittimità, confermando il principio che chi rinuncia all'azione legale deve farsi carico dei costi derivanti.
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Rinuncia agli atti: processo estinto in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo a seguito di una rinuncia agli atti. Le parti, una società e un lavoratore, hanno concordato di abbandonare il ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello, portando alla chiusura definitiva del procedimento in corso.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze sulle spese legali
Una società di trasporti, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza favorevole a un suo dipendente, effettua una rinuncia al ricorso. Poiché il lavoratore non ha aderito alla rinuncia, la Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del processo, condannando però la società a pagare le spese legali della controparte. La Corte ha inoltre chiarito che la rinuncia non comporta il raddoppio del contributo unificato.
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Estinzione del processo: l’accordo che chiude la causa
Una società editoriale ricorreva in Cassazione contro la sentenza che riconosceva a una giornalista il diritto all'inquadramento superiore. Durante il giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, portando alla rinuncia congiunta al ricorso. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, specificando che in questi casi non è dovuto il versamento del contributo unificato raddoppiato, previsto solo in caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso: spese e contributo unificato
Una società di trasporti, dopo aver impugnato una sentenza sfavorevole in una causa di lavoro, ha presentato una rinuncia al ricorso in Cassazione. La lavoratrice non ha accettato la rinuncia. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, condannando la società ricorrente al pagamento delle spese legali. Crucialmente, ha chiarito che in caso di rinuncia al ricorso non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura sanzionatoria è prevista solo per rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Cessazione materia del contendere: accordo in Cassazione
Una lavoratrice aveva promosso un ricorso in Cassazione contro la società datrice di lavoro per differenze retributive. Prima della decisione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, rinunciando al ricorso. La Suprema Corte ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, ponendo fine al giudizio e compensando integralmente le spese di lite tra le parti.
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Estinzione del processo: cosa succede se si rinuncia?
Una società aveva impugnato una sentenza della Corte d'Appello. Successivamente, ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del processo. Conformemente alla legge, la società rinunciante è stata condannata a pagare tutte le spese legali sostenute dalla controparte nel giudizio di legittimità.
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Estinzione processo civile: rinuncia e spese legali
Una società di trasporti ha impugnato una sentenza della Corte d'Appello, ma ha poi rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione, accertata la rinuncia, ha dichiarato l'estinzione processo civile e ha condannato la società ricorrente al pagamento delle spese legali, liquidate in € 2.700,00 oltre accessori, a favore della controparte.
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Estinzione del processo: la Cassazione sulle spese
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo a seguito della rinuncia al ricorso da parte di una società. Il decreto stabilisce che la parte rinunciante deve farsi carico delle spese del giudizio di legittimità, liquidando i compensi professionali e gli esborsi a favore della controparte. La decisione si fonda sull'applicazione degli articoli 390 e 391 del codice di procedura civile.
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