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Art. 390 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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Altri anni per Art. 390 Codice di Procedura Civile

Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
La Corte di Cassazione chiarisce che la rinuncia al ricorso determina l'estinzione del giudizio. In tale scenario, il ricorrente non è tenuto a versare il doppio del contributo unificato, poiché questa misura si applica solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione. La decisione è scaturita da una controversia fiscale in cui una società, dopo aver impugnato un avviso di accertamento per costi indeducibili e ricavi non contabilizzati, ha rinunciato al proprio ricorso per cassazione.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia post rottamazione
Un contribuente impugna un estratto di ruolo. Durante il ricorso in Cassazione, aderisce alla rottamazione-quater e rinuncia al giudizio. La Suprema Corte, accogliendo la richiesta, dichiara l'estinzione del giudizio e compensa le spese. La decisione sottolinea che la rinuncia in Cassazione è un atto unilaterale che determina la fine del processo, rendendo definitiva la sentenza precedente.
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Prescrizione Medici Specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito il suo orientamento consolidato sulla prescrizione medici specializzandi. Il diritto al risarcimento per la mancata adeguata remunerazione durante la specializzazione si prescrive in dieci anni a partire dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Il ricorso di un gruppo di medici, che sosteneva una decorrenza successiva, è stato dichiarato inammissibile, confermando le decisioni dei giudici di merito e condannando i ricorrenti per lite temeraria.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il giudizio
Una società, dopo aver impugnato una sentenza tributaria sfavorevole in Cassazione, aderisce a una definizione agevolata e presenta una formale rinuncia al ricorso. La Corte Suprema di Cassazione, verificata la regolarità dell'atto, dichiara estinto il giudizio e compensa le spese processuali tra le parti, chiarendo anche perché non sia dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese compensate
Una contribuente, dopo aver presentato ricorso per Cassazione contro una decisione della Commissione Tributaria Regionale, ha formalizzato la rinuncia al ricorso stesso. La Suprema Corte, accertata la regolarità dell'atto, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di rilievo la decisione sulle spese, che sono state interamente compensate tra le parti, e la precisazione che in caso di rinuncia al ricorso non è dovuto il pagamento del doppio del contributo unificato, in quanto non si tratta di un rigetto o di una dichiarazione di inammissibilità.
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Estinzione del processo: rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo in una causa di lavoro a seguito della rinuncia congiunta al ricorso da parte del dirigente e dell'associazione datoriale. La decisione chiarisce che in caso di estinzione non si dispone sulle spese e non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, previsto solo per rigetto o inammissibilità.
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Estinzione del giudizio e contributo unificato
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti e della relativa accettazione dalla controparte. La decisione chiarisce che in caso di estinzione del giudizio per rinuncia, non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, poiché questa misura ha natura eccezionale e si applica solo ai casi tassativi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia chiude il caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in seguito alla rinuncia al ricorso da parte del ricorrente, accettata dalla controparte. La controversia, avviata dall'erede di un privato contro una cooperativa sociale, si è conclusa prima di una decisione di merito. La Corte ha inoltre disposto la compensazione integrale delle spese legali tra le parti, conformemente al loro accordo, e ha escluso il raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura non si applica ai casi di estinzione del giudizio.
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Estinzione del processo: condanna alle spese
Una società, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza sfavorevole, decide di rinunciarvi. Le controparti non accettano la rinuncia ma chiedono la condanna alle spese. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del processo, ma condanna la società rinunciante a pagare le spese legali, applicando il principio della soccombenza virtuale, dato che il ricorso aveva scarse probabilità di successo alla luce di precedenti sentenze.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una società di trasporti, dopo aver perso in appello una causa sul diritto alla retribuzione dei dipendenti in ferie, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha effettuato una rinuncia al ricorso, riconoscendo un orientamento giurisprudenziale consolidato a lei sfavorevole. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del processo, condannando la società a pagare le spese legali in base al principio della soccombenza virtuale.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una società di trasporti, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole sulla retribuzione feriale dei dipendenti, presenta una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del processo e, applicando il principio della soccombenza virtuale, condanna la società a rifondere le spese legali ai lavoratori, basandosi sull'orientamento giurisprudenziale consolidato in materia.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una società di consulenza, dopo aver perso in Appello, ha presentato ricorso in Cassazione. Prima dell'udienza, ha effettuato la rinuncia al ricorso. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del processo, senza pronunciarsi sulle spese, conformemente alla procedura.
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Rinuncia al ricorso: quando il giudizio si estingue
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti, formalmente accettata dalle controparti. L'ordinanza chiarisce che, in caso di estinzione per rinuncia, non vi è luogo a provvedere sulle spese e non si applica l'obbligo di versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, previsto invece per i casi di rigetto o inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso: quando si evita il doppio contributo
Un gruppo di lavoratori ha impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole relativa a una richiesta di risarcimento. Successivamente, hanno presentato una rinuncia al ricorso, che è stata accettata dalla controparte. La Corte Suprema ha dichiarato estinto il processo, chiarendo un punto fondamentale: in caso di rinuncia, non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, sanzione applicabile solo in caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio riguardante l'assegnazione di una cattedra a un docente. La decisione è scaturita dalla rinuncia al ricorso da parte del ricorrente, accettata dalle controparti. L'ordinanza chiarisce le conseguenze di tale atto sulla compensazione delle spese legali e sull'inapplicabilità del raddoppio del contributo unificato, offrendo un importante spunto sulla gestione procedurale dei contenziosi.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo
Un docente aveva presentato ricorso in Cassazione per ottenere il riconoscimento del punteggio relativo al servizio militare nelle graduatorie scolastiche. Successivamente, ha presentato una formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, accogliendo l'atto, ha dichiarato l'estinzione del processo, chiarendo che l'accettazione della controparte non era necessaria poiché quest'ultima non si era costituita in giudizio.
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Estinzione del processo: cosa accade se si rinuncia?
Una società ha rinunciato al proprio ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, specificando che non vi è decisione sulle spese né raddoppio del contributo unificato, poiché l'estinzione del processo non rientra nei casi previsti dalla legge per tale sanzione.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio fiscale
Una contribuente, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro una decisione sfavorevole in materia di prescrizione di debiti fiscali, ha successivamente presentato un atto di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, preso atto della rinuncia formalmente valida e tempestiva, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese processuali tra le parti. La decisione evidenzia come la rinuncia sia uno strumento che conclude il contenzioso, spesso legato a procedure di definizione agevolata.
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Tempo vestizione: onere della prova e rinuncia
Un infermiere chiede la retribuzione per il tempo vestizione. Il Tribunale accoglie la richiesta, ma la Corte d'Appello la respinge a causa di timbrature orarie irregolari, ponendo l'onere della prova a carico del lavoratore. Quest'ultimo ricorre in Cassazione ma poi rinuncia. La Suprema Corte dichiara l'inammissibilità del ricorso per carenza d'interesse, compensando le spese e escludendo il pagamento del doppio contributo unificato.
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Sopravvenuto difetto di interesse: appello inammissibile
Una controversia immobiliare per violazione delle distanze legali giunge in Cassazione. Tuttavia, una decisione amministrativa che ordina la demolizione dell'immobile abusivo rende il ricorso inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse della ricorrente, che ha già ottenuto tutela per altra via. La Corte, equiparando la dichiarazione di disinteresse a una rinuncia, compensa le spese processuali.
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