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Art. 390 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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Altri anni per Art. 390 Codice di Procedura Civile

Compensazione spese legali: novità giurisprudenziale
Un ente comunale rinuncia al ricorso in Cassazione relativo a una sanzione amministrativa. Nonostante la controparte chieda il rimborso delle spese, la Corte opta per la compensazione spese legali. La decisione si fonda sull'assoluta novità e incertezza della questione giuridica al momento del ricorso, risolta solo successivamente da una pronuncia delle Sezioni Unite, configurando così una delle 'gravi ed eccezionali ragioni' previste dalla legge.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Una società alimentare ha presentato ricorso per regolamento di competenza contro una decisione della Corte d'Appello relativa a un contratto di franchising. Prima dell'udienza, la società ha rinunciato al ricorso e la controparte ha accettato. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, sottolineando che in caso di accettazione della rinuncia non si provvede sulle spese di lite.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Un gruppo di medici specializzandi ha proposto ricorso in Cassazione dopo aver visto respinte le proprie richieste di risarcimento per la mancata attuazione di direttive europee. Prima della decisione, i medici hanno effettuato una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Ha inoltre disposto la compensazione parziale (per tre quarti) delle spese legali, condannando i ricorrenti al pagamento della parte residua, motivando la decisione con la tardività della rinuncia e l'infondatezza del ricorso originario.
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Rinuncia ricorso incidentale: niente sanzioni
Una società, dopo aver presentato un controricorso e un ricorso incidentale, vi rinuncia formalmente. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30151/2025, dichiara estinto il giudizio. La decisione chiarisce che la rinuncia al ricorso incidentale non comporta il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione è prevista solo per i casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità e non può essere applicata per analogia.
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Retribuzione medico ex condotto: estinzione del processo
Un medico specialista, ex condotto, aveva avviato un'azione legale contro un'azienda sanitaria per ottenere differenze retributive maturate in un lungo periodo. Dopo essere risultato soccombente in primo e secondo grado, il medico ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, nelle more del giudizio, un nuovo decreto ministeriale ha previsto un meccanismo transattivo per la liquidazione di tali crediti, a condizione della rinuncia a ogni azione legale. Il medico ha quindi rinunciato al ricorso, portando la Corte di Cassazione a dichiarare l'estinzione del processo con compensazione delle spese legali, data la natura concordata della rinuncia.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
Un lavoratore ha fatto ricorso in Cassazione per una causa su differenze retributive. Durante il processo, ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del procedimento, chiarendo un punto fondamentale: in caso di estinzione per rinuncia, non è dovuto il versamento del raddoppio del contributo unificato, sanzione prevista solo per i ricorsi rigettati o inammissibili.
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Rinuncia al ricorso: come si decidono le spese?
Un istituto bancario, dopo aver proposto ricorso in Cassazione contro due garanti di un credito, ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema ha dichiarato estinto il giudizio e, applicando il principio della soccombenza virtuale, ha condannato l'istituto bancario al pagamento delle spese legali. La decisione si fonda sull'analisi dei motivi del ricorso, che la Corte ha ritenuto sarebbero stati comunque respinti per inammissibilità e infondatezza.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il processo
Un'azienda in liquidazione e il suo legale rappresentante hanno presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello. Prima dell'udienza, hanno deciso di effettuare una rinuncia al ricorso, che è stata accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che la rinuncia è un atto valido che prevale anche su una precedente proposta di definizione anticipata. Di conseguenza, non sono state applicate sanzioni per lite temeraria né il raddoppio del contributo unificato, dato che le parti avevano anche concordato la compensazione delle spese legali.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
In una causa per il pagamento di compensi professionali, un avvocato aveva proposto ricorso in Cassazione. A seguito della rinuncia al ricorso, accettata dagli eredi della controparte, la Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione chiarisce che, in questo caso, non vi è condanna alle spese e non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese compensate
Due società impugnavano cartelle esattoriali per vizi di notifica e nel merito. Giunte in Cassazione, hanno presentato una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti a causa della sopravvenuta carenza di interesse.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo tributario
Una società di gestione rifiuti aveva presentato ricorso in Cassazione contro un ente regionale per il mancato rimborso di un'ecotassa. A seguito di un accordo transattivo tra le parti, la società ha formalizzato la rinuncia al ricorso. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che ogni parte debba sostenere le proprie spese legali.
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Cessata materia del contendere: accordo tra le parti
Un contenzioso tributario riguardante il rimborso di un'ecotassa si conclude davanti alla Corte di Cassazione. Nonostante le parti avessero raggiunto un accordo transattivo, solo una di esse ha formalmente rinunciato al proprio ricorso. La Corte ha comunque dichiarato la cessata materia del contendere, affermando che l'accordo prevale sulla mancata rinuncia formale, ponendo fine alla lite.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese compensate
Una società in liquidazione aveva impugnato la sentenza che ne dichiarava l'apertura della liquidazione giudiziale. In Cassazione, la società ha presentato una rinuncia al ricorso, che è stata accettata dalla controparte con accordo per la compensazione delle spese. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio, confermando l'accordo sulle spese e chiarendo che in questi casi non è dovuto il pagamento del 'doppio contributo unificato'.
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Rinuncia al ricorso: quando è valida in Cassazione
Una controversia su un contratto d'appalto, iniziata con un'ingiunzione di pagamento e proseguita fino in Cassazione, si conclude con l'estinzione del giudizio. Le parti hanno formalizzato una reciproca rinuncia al ricorso, atto ritenuto valido dalla Suprema Corte in quanto i legali erano muniti di mandato speciale idoneo a concludere la lite.
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Soccombenza virtuale: obbligo del giudice di decidere
Una società aveva rinunciato a un appello con la dicitura "a spese compensate". La Corte d'Appello, pur dichiarando cessata la materia del contendere, l'ha condannata a pagare le spese legali. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che il giudice, prima di decidere sulle spese, ha l'obbligo di valutare chi avrebbe avuto ragione nel merito, applicando il principio della soccombenza virtuale.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo in Cassazione
Un professore d'orchestra, dopo una serie di contratti a termine con una fondazione lirica, aveva ottenuto in primo grado la conversione del rapporto in tempo indeterminato. La decisione era stata ribaltata in appello. Giunto in Cassazione, il lavoratore ha presentato una rinuncia al ricorso, portando la Suprema Corte a dichiarare l'estinzione del processo. Le spese legali sono state compensate tra le parti a causa dell'esito alterno dei precedenti gradi di giudizio e della complessità della questione giuridica.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Due coniugi avevano proposto ricorso in Cassazione contro una sentenza di revocatoria. Prima dell'udienza, hanno presentato un atto di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, senza condanna alle spese, poiché la banca resistente non si era costituita nel procedimento.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Una società contribuente impugnava un avviso di accertamento relativo al classamento catastale di un immobile. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, proponeva ricorso in Cassazione. Successivamente, la società depositava un atto di rinuncia al ricorso, accettato dall'Amministrazione finanziaria. La Corte Suprema, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio e ha compensato le spese di lite tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo
Una società assicurativa aveva presentato ricorso in Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate per una controversia sul classamento catastale di un immobile. Prima dell'udienza, la società ha presentato una formale rinuncia al ricorso, che è stata accettata dall'Agenzia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti.
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Estinzione del processo: cancellazione trascrizione
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo a seguito di rinuncia agli atti delle parti. L'ordinanza chiarisce che la Corte può ordinare la cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale solo per il contenzioso ancora pendente e non per quello già definito con sentenza passata in giudicato. Di conseguenza, viene ordinata la cancellazione per un immobile ma non per un altro, la cui vicenda processuale si era già conclusa.
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