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Art. 390 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

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Altri anni per Art. 390 Codice di Procedura Civile

Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio di Cassazione
Una società di distribuzione del gas ha impugnato in Cassazione una sentenza della Corte d'Appello sfavorevole, emessa in un contenzioso contro un ente comunale. Prima dell'udienza, la società ha depositato un atto di rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, verificata la regolarità formale della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: niente doppia tassa se sopravvenuta
Una contribuente, dopo aver impugnato un fermo amministrativo, aderisce alla rottamazione delle cartelle e presenta una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione dichiara estinto il giudizio e chiarisce un punto fondamentale: il doppio contributo unificato non è dovuto se il presupposto della definizione del giudizio, come la rinuncia, è sopravvenuto alla proposizione del ricorso stesso. La Corte ha inoltre compensato le spese legali tra le parti.
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Estinzione del giudizio: rinuncia accettata in Cassazione
Una società di distribuzione gas rinuncia al ricorso in Cassazione contro un Comune. La Corte, vista l'accettazione della controparte, dichiara l'estinzione del giudizio. L'ordinanza chiarisce l'applicazione dell'art. 391 c.p.c. sulle spese legali in caso di rinuncia accettata.
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Rinuncia agli atti in Cassazione: estinzione giudizio
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce l'iter per l'estinzione del giudizio a seguito di una rinuncia agli atti. Nel caso specifico, la parte ricorrente ha formalizzato la propria rinuncia dopo aver raggiunto un accordo con la controparte. Quest'ultima ha accettato la rinuncia, portando la Corte a dichiarare l'immediata estinzione del processo, in conformità con il Codice di Procedura Civile.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il giudizio
Un contenzioso nato dalla cessione di un'azienda e culminato in una condanna al risarcimento danni, confermata in appello. La parte soccombente ha presentato ricorso in Cassazione, ma ha successivamente formalizzato la rinuncia al ricorso. A seguito dell'accettazione della controparte, la Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza decidere sulle spese e escludendo l'obbligo del versamento del contributo unificato aggiuntivo.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia evita sanzioni
Una società editoriale aveva impugnato in Cassazione una sentenza d'appello che riconosceva un rapporto di lavoro subordinato con una giornalista. Durante il procedimento, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo e hanno formalmente rinunciato al giudizio. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che in questi casi non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, prevista per i ricorsi respinti o inammissibili.
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Estinzione del giudizio: accordo e rinuncia
Una lunga controversia immobiliare tra vicini, giunta fino alla Corte di Cassazione, si conclude con l'estinzione del giudizio. A seguito di un accordo transattivo, la parte ricorrente ha rinunciato formalmente al ricorso, con accettazione della controparte. La Corte ha dichiarato estinto il processo, compensando le spese legali e chiarendo che in questi casi non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: come estingue il giudizio
Una Azienda Sanitaria, dopo essere stata condannata a pagare una casa di cura, proponeva ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, presentava una rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo che la rinuncia è un atto che produce i suoi effetti a prescindere dall'accettazione, la quale rileva solo ai fini della regolamentazione delle spese legali.
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Rinuncia ricorso Cassazione: effetti e spese legali
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19462/2024, chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso in Cassazione. Una società fallita aveva rinunciato al proprio ricorso contro l'Agenzia delle Entrate. La Corte ha dichiarato estinto il processo, specificando che l'accettazione della controparte non è necessaria per la validità della rinuncia. Tuttavia, l'assenza di accettazione ha permesso alla Corte di esercitare il proprio potere discrezionale e compensare le spese legali tra le parti. È stato inoltre confermato che la rinuncia non comporta il pagamento del doppio contributo unificato.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e spese legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso riguardante un'elezione forense. La decisione è seguita alla rinuncia al ricorso da parte dell'appellante e all'accettazione da parte dei resistenti. L'ordinanza chiarisce che l'estinzione del giudizio per rinuncia non comporta l'applicazione della sanzione del raddoppio del contributo unificato, poiché questa è prevista solo per i casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso: chi paga le spese legali?
Una società in liquidazione, dopo aver presentato ricorso in Cassazione, decide di rinunciare. Poiché la controparte non ha accettato la rinuncia, la Corte ha dichiarato estinto il giudizio e, applicando il principio di causalità, ha condannato la società rinunciante al pagamento di tutte le spese legali. Questo caso chiarisce le implicazioni economiche della rinuncia al ricorso.
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Anzianità avvocato stabilito: no al cumulo per i cassazionisti
Un avvocato, prima iscritto come 'avvocato stabilito' e poi integrato nell'albo ordinario, si è visto negare l'accesso all'albo dei cassazionisti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19976/2024, ha chiarito che l'anzianità maturata come avvocato stabilito non è cumulabile con quella successiva, poiché le due iscrizioni corrispondono a forme diverse di esercizio della professione basate su titoli differenti. Sebbene il ricorso sia stato dichiarato inammissibile per ragioni procedurali, la Corte ha stabilito un importante principio di diritto sull'anzianità professionale.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il giudizio
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte della società appellante. La decisione è motivata dal fatto che le parti avevano raggiunto un accordo stragiudiziale, eliminando l'interesse a proseguire la causa. Poiché la controparte non si era costituita in giudizio, non è stata emessa alcuna statuizione sulle spese legali.
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Estinzione giudizio tributario: Rottamazione e rinuncia
Un contribuente, in lite con il Fisco per avvisi di accertamento, aderisce alla "Rottamazione Quater" durante il processo in Cassazione. La Suprema Corte dichiara l'estinzione giudizio tributario, stabilendo che l'adesione alla definizione agevolata equivale a una rinuncia al ricorso. La decisione comporta la compensazione delle spese legali e l'esclusione del raddoppio del contributo unificato a carico del contribuente.
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Estinzione del processo per carenza d’interesse
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce un caso di estinzione del processo. A seguito della revoca della sentenza impugnata, l'ente impositore ha perso interesse all'appello, portando la Corte a dichiarare la fine del giudizio per sopravvenuta carenza d'interesse.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e conseguenze
Un contribuente aveva impugnato un avviso di accertamento per maggiori redditi IRPEF. Durante il processo in Cassazione, l'Agenzia delle Entrate ha annullato l'atto in autotutela a seguito di un accordo. Il contribuente ha quindi rinunciato al ricorso, portando la Corte a dichiarare l'estinzione del giudizio. La Corte ha anche chiarito che, in tali circostanze, non si applica la sanzione del doppio contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza le conseguenze della rinuncia al ricorso per revocazione. A seguito della rinuncia dell'appellante, accettata dalla controparte, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Il caso originario riguardava la decadenza dall'aggiudicazione e la perdita di una cospicua cauzione in una vendita fallimentare. La decisione chiarisce che in caso di estinzione non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Estinzione del giudizio tributario: accordo e rinuncia
Un Comune e un ente religioso, dopo aver portato una controversia fiscale sulla TASI fino alla Corte di Cassazione, raggiungono un accordo. Di conseguenza, il Comune rinuncia al ricorso. La Corte dichiara l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali e chiarendo che, in caso di rinuncia accettata, non è dovuto il pagamento del doppio del contributo unificato, data la natura eccezionale e non estensibile della norma.
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Definizione agevolata liti: estinzione del giudizio
Un'impresa di movimento terra, dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio contro l'Agenzia delle Dogane per la revoca di un'agevolazione sulle accise, ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti durante il ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, verificata la presentazione della domanda e il pagamento della prima rata, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che ogni parte sostenesse le proprie spese legali.
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Estinzione del giudizio: no al doppio contributo
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce che in caso di estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso, dovuta a un accordo tra le parti, il ricorrente non è tenuto a versare il doppio contributo unificato. La Corte sottolinea che la causa dell'estinzione, essendo sopravvenuta alla proposizione del ricorso, impedisce l'applicazione della sanzione, data la sua natura eccezionale e di stretta interpretazione.
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