LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 390 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

Pagina 16 di 22

Altri anni per Art. 390 Codice di Procedura Civile

Estinzione del procedimento per rinuncia al ricorso
Una società e un Comune, in lite per un accertamento TARSU su aree produttive di rifiuti speciali, hanno presentato ricorso e controricorso in Cassazione. A seguito di un accordo, le parti hanno reciprocamente rinunciato ai ricorsi. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del procedimento, compensando le spese legali. La decisione chiarisce che in caso di estinzione per rinuncia, non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Estinzione del processo: rinuncia e accordo transattivo
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo a seguito della rinuncia al ricorso presentata dalla società ricorrente. La decisione si fonda sull'avvenuto accordo transattivo tra le parti, che ha risolto la controversia in essere. La Corte non si pronuncia sulle spese legali poiché la controparte non ha svolto attività difensiva nel giudizio di legittimità, confermando l'efficacia degli accordi stragiudiziali nel definire le liti pendenti.
Continua »
Rinuncia al ricorso: no al doppio contributo unificato
Una società nautica contesta l'applicazione di una tassa sui rifiuti per aree portuali. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ricorre in Cassazione. Prima dell'udienza, le parti raggiungono un accordo e la società presenta una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema dichiara estinto il processo e chiarisce un punto fondamentale: la rinuncia al ricorso non comporta la condanna al pagamento del doppio del contributo unificato, in quanto tale sanzione si applica solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
Continua »
Rinuncia al ricorso: niente contributo unificato doppio
Una società navale, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole in materia di Tassa sui Rifiuti (T.I.A.) relativa ad aree portuali, ha raggiunto un accordo transattivo con il Comune. Di conseguenza, ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il processo, chiarendo un principio fondamentale: in caso di rinuncia al ricorso, non si applica l'obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, poiché tale misura ha natura sanzionatoria e si applica solo nei casi di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
Continua »
Rimborso spese mezzo proprio: spetta all’autista?
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiude un caso relativo al diritto di un autista al rimborso spese per l'uso del mezzo proprio. La Corte d'Appello aveva riconosciuto tale diritto, ritenendo inadeguato un accordo sindacale che prevedeva un compenso forfettario, interpretato come retribuzione per lavoro straordinario e non come rimborso. La controversia si è conclusa con un accordo transattivo tra le parti, che ha portato all'estinzione del giudizio di cassazione.
Continua »
Estinzione giudizio Cassazione: accordo tra le parti
Una società di gestione aeroportuale e diverse aziende di logistica avevano impugnato una sentenza della Corte d'Appello. Durante il procedimento in Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, presentando rinuncia ai rispettivi ricorsi. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio di Cassazione, specificando che, dato l'accordo, non era necessario pronunciarsi sulle spese legali e che non si applicava l'obbligo del versamento del doppio contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una società aveva impugnato in Cassazione una sentenza della Corte d'Appello relativa a un contratto di associazione in partecipazione. Prima della decisione, la stessa società ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema ha dichiarato il giudizio estinto, sottolineando che tale rinuncia non necessita dell'accettazione della controparte per essere efficace. Di conseguenza, la società rinunciante è stata condannata al pagamento delle spese legali e la sentenza d'appello è diventata definitiva.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione del processo e spese
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei contribuenti. La rinuncia è avvenuta dopo che l'Agenzia delle Entrate aveva annullato in autotutela gli avvisi di liquidazione per imposte di registro e ipotecaria, originariamente emessi riqualificando un conferimento di terreno e successiva cessione di quote. La Corte ha compensato le spese e ha escluso l'obbligo del versamento del doppio del contributo unificato.
Continua »
Regolamento di competenza GdP: quando è inammissibile
Due consumatori hanno impugnato con un regolamento di competenza la decisione del Giudice di Pace che si era dichiarato incompetente per valore. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che tali provvedimenti sono impugnabili solo con appello, non con il regolamento di competenza.
Continua »
Estinzione del processo: la rinuncia al ricorso
Un lavoratore, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole sulla qualificazione del suo rapporto di lavoro, ha rinunciato al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo. In virtù della tempestività della rinuncia, la Corte ha disposto la compensazione delle spese legali tra le parti. È stato inoltre chiarito che, in caso di estinzione del processo, non è dovuto il versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, previsto invece per i casi di rigetto o inammissibilità.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio in materia di lavoro a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei dipendenti. La controversia originaria riguardava l'inquadramento e le differenze retributive di alcuni lavoratori di un ente pubblico. Con la rinuncia, il processo si conclude senza una decisione nel merito, e la Corte compensa le spese legali tra le parti.
Continua »
Estinzione del giudizio: rinuncia e transazione
Un Comune ha impugnato una sentenza tributaria sfavorevole contro una società fallita in merito al pagamento della Tarsu. Durante il procedimento in Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, portando il Comune a rinunciare formalmente al ricorso. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese di lite data la natura conciliativa della risoluzione della controversia.
Continua »
Rinuncia al ricorso: quando diventa inammissibile?
Il caso analizza una controversia fiscale in cui l'Agenzia delle Entrate aveva impugnato una sentenza favorevole a una società. Tuttavia, prima della decisione della Corte di Cassazione, l'Agenzia ha presentato una rinuncia al ricorso. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'appello inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse, confermando la decisione precedente senza entrare nel merito della questione.
Continua »
Rinuncia al ricorso: inammissibile per carenza d’interesse
Un condominio propone ricorso per Cassazione avverso una condanna al risarcimento danni per infiltrazioni. Prima dell'udienza, deposita un atto di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, pur rilevando i difetti formali dell'atto (mancanza di firma digitale e notifica), lo interpreta come una manifestazione inequivocabile della volontà di non proseguire la causa. Di conseguenza, dichiara il ricorso inammissibile non per la rinuncia in sé, ma per la sopravvenuta carenza d'interesse a ottenere una decisione nel merito.
Continua »
Rinuncia al ricorso: no al doppio contributo unificato
Una società, dopo aver impugnato un avviso di accertamento ICI, ha effettuato una rinuncia al ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato estinto il procedimento, chiarendo che la rinuncia, se accettata, non comporta la condanna al pagamento del doppio contributo unificato, data la natura eccezionale e sanzionatoria della norma che lo prevede.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte del ricorrente. La controparte ha accettato la rinuncia, concordando la compensazione integrale delle spese legali. La Corte ha quindi preso atto dell'accordo, estinguendo il procedimento senza alcuna statuizione sulle spese e chiarendo che, in questi casi, il ricorrente non è tenuto al versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
Continua »
Estinzione giudizio tributario: la guida completa
Una società, in causa con l'Agenzia delle Entrate per un accertamento fiscale, ha aderito a una definizione agevolata (c.d. Rottamazione) durante il giudizio in Cassazione. La Corte ha dichiarato l'estinzione giudizio tributario, stabilendo la compensazione integrale delle spese legali. La decisione si fonda sul principio che addebitare i costi al contribuente contrasterebbe con la finalità premiale della sanatoria, che mira a chiudere le pendenze senza oneri aggiuntivi.
Continua »
Rinuncia al ricorso: niente spese e doppio contributo
Una contribuente, dopo aver impugnato fino in Cassazione un accertamento fiscale basato sul "redditometro", decide di effettuare una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte dichiara estinto il giudizio e chiarisce due principi importanti: in caso di rinuncia, la condanna alle spese è una facoltà discrezionale del giudice e non un obbligo, e non si applica il raddoppio del contributo unificato, previsto solo per i casi di rigetto o inammissibilità.
Continua »
Estinzione del giudizio per rottamazione dei ruoli
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito dell'adesione dei contribuenti alla definizione agevolata (rottamazione dei ruoli). Tale adesione implica una rinuncia al ricorso, rendendo superflua la prosecuzione del contenzioso tributario. La Corte ha anche escluso l'obbligo per i ricorrenti di versare un ulteriore contributo unificato, dato che il caso si è concluso con l'estinzione e non con una decisione di merito sfavorevole.
Continua »
Cessione del credito: prova e legittimazione attiva
Una recente ordinanza della Cassazione ha chiuso, per rinuncia al ricorso, una causa su una cessione del credito. La controversia verteva sulla prova della titolarità del credito da parte di una banca in un'esecuzione immobiliare. La Corte d'Appello aveva ritenuto sufficiente un documento interno non pubblicato, contrariamente al Tribunale. La Suprema Corte, a causa dell'estinzione del giudizio, non si è pronunciata nel merito, lasciando aperti importanti interrogativi sulla prova della cessione.
Continua »