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Art. 390 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

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Altri anni per Art. 390 Codice di Procedura Civile

Rinuncia al ricorso in Cassazione: effetti e spese
Una società impugnava un contributo regionale su materiale estratto. Dopo due gradi di giudizio sfavorevoli, ha proposto ricorso in Cassazione, ma ha poi effettuato una rinuncia al ricorso. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese e chiarendo che in questo caso non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il giudizio
Un'associazione sportiva e un Comune, dopo una lunga controversia fiscale sulla TARI giunta in Cassazione, hanno raggiunto un accordo transattivo. A seguito di ciò, hanno presentato una nota congiunta di rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, preso atto della volontà delle parti, ha dichiarato estinto il giudizio, compensando integralmente le spese di lite e chiarendo che in caso di rinuncia non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Estinzione del giudizio: accordo tra le parti ferma tutto
Una società di servizi aveva impugnato una decisione della Commissione Tributaria Regionale in materia di IMU. Durante il processo in Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, rinunciando reciprocamente al giudizio. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che in questi casi non si applica l'obbligo del pagamento del doppio del contributo unificato, dato che la norma ha carattere sanzionatorio e va interpretata restrittivamente.
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Rinuncia al ricorso: effetti della conciliazione
Una società cooperativa aveva impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole in materia di tassa sui rifiuti (Tarsu/Tia) applicata a specchi d'acqua portuali. Nelle more del giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, a seguito del quale la società ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo che la rinuncia è valida anche se firmata dal solo difensore, purché munito di procura speciale per transigere, e che in tal caso non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una società appaltatrice ha presentato ricorso in Cassazione per una controversia legata al pagamento di un impianto fotovoltaico. Successivamente, ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, condannando la società rinunciante al pagamento delle spese legali a favore della controparte, chiarendo che l'accettazione della rinuncia non è necessaria per l'estinzione del processo.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Una controversia nata da un appalto per un impianto fotovoltaico, giunta fino alla Corte di Cassazione, si conclude prima della decisione di merito. A seguito della rinuncia al ricorso da parte dell'appellante, accettata dalla controparte, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Questa decisione evidenzia come un accordo tra le parti possa porre fine a un lungo iter processuale, senza una pronuncia sulle spese.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
Una contribuente, dopo aver ricevuto un avviso di accertamento per somme percepite dall'ex-coniuge, ha impugnato la decisione fino in Cassazione. Successivamente, ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte ha dichiarato estinto il giudizio, compensando le spese e chiarendo che in caso di rinuncia al ricorso non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, in quanto misura sanzionatoria non applicabile estensivamente.
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Estinzione del processo e contributo: no al raddoppio
La Corte di Cassazione chiarisce che in caso di estinzione del processo per reciproca rinuncia ai ricorsi, non si applica il raddoppio del contributo unificato. La vicenda, nata da appelli incrociati tra uno studio di architettura e una società di servizi, si è conclusa con un accordo tra le parti. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio e compensato le spese, specificando che il raddoppio del contributo ha natura sanzionatoria e si applica solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Indennità di esproprio: a chi spetta il pagamento?
Il caso analizza una complessa vicenda legata al pagamento di una indennità di esproprio. Un ente pubblico ha versato la somma al soggetto risultante come proprietario nei registri catastali (creditore apparente), anziché al proprietario effettivo, subentrato a seguito di operazioni societarie non trascritte. Le corti di merito hanno ritenuto legittimo il pagamento, data la buona fede dell'ente. La Corte di Cassazione, infine, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere a seguito di un accordo tra le parti, chiudendo la disputa.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio agrario
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara estinto un giudizio in materia agraria a seguito della rinuncia al ricorso da parte del ricorrente e dell'adesione della controparte. La controversia originale verteva su un contratto di affitto agrario e sulla tardività dell'appello, ma si è conclusa prima di una decisione nel merito grazie all'accordo tra le parti, evidenziando l'efficacia della rinuncia al ricorso come strumento di definizione del contenzioso.
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Rinuncia al ricorso: estinzione senza accettazione
Una società assicurativa propone ricorso in Cassazione. La controparte resiste con controricorso e ricorso incidentale condizionato. Successivamente, la ricorrente principale effettua una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte dichiara estinto il giudizio, applicando le nuove norme procedurali che rendono la rinuncia efficace con il solo deposito dell'atto, senza necessità di accettazione, assorbendo di conseguenza il ricorso incidentale. Le spese vengono compensate.
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Estinzione del processo: cosa accade con la rinuncia
Un soggetto, dopo aver proposto ricorso per cassazione contro una sentenza, decide di rinunciare all'azione. La Corte di Cassazione, accertata la regolarità della rinuncia, dichiara l'estinzione del processo. In questa circostanza, le spese legali vengono compensate tra le parti e il rinunciante non è tenuto a versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
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Estinzione del processo: rinuncia e accordo tra parti
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce gli effetti della rinuncia al ricorso accettata dalla controparte. Un tour operator italiano aveva citato in giudizio un fornitore di servizi estero per essere manlevato dalle richieste di risarcimento a seguito di un incidente. Dopo due gradi di giudizio che avevano negato la giurisdizione italiana, le parti hanno raggiunto un accordo. La Suprema Corte, prendendo atto della volontà delle parti, ha dichiarato l'estinzione del processo, senza pronunciarsi nel merito della complessa questione di giurisdizione internazionale.
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Estinzione del giudizio: la guida completa
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio di legittimità a seguito della rinuncia al ricorso da parte della società ricorrente e dell'accettazione della controparte. La decisione chiarisce che, in caso di rinuncia accettata con richiesta di compensazione delle spese, non vi è condanna alle spese né obbligo di versare il doppio del contributo unificato. Questo caso illustra un meccanismo procedurale che porta alla chiusura definitiva di una controversia in Cassazione, evitando una pronuncia nel merito.
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Difetto di giurisdizione e tour operator: caso estinto
Un tour operator italiano, citato in giudizio da un turista per un incidente all'estero, ha chiamato in garanzia il suo fornitore di servizi locale, una società extra-UE. I tribunali di merito hanno dichiarato il difetto di giurisdizione sulla domanda di garanzia. A seguito della rinuncia delle parti al ricorso, la Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il procedimento, senza pronunciarsi nel merito della questione giurisdizionale.
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Rinuncia al ricorso e spese legali: chi paga?
Due società, dopo aver perso in appello in una causa relativa alla falsità di verbali di conciliazione, hanno proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, hanno presentato una rinuncia al ricorso. La controparte non ha accettato la rinuncia, chiedendo la condanna alle spese. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio, ma, applicando il principio della soccombenza virtuale, ha condannato le società ricorrenti al pagamento delle spese legali, ritenendo il loro ricorso originario verosimilmente improcedibile.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un procedimento a seguito della rinuncia al ricorso da parte della società appellante, una S.r.l. del settore turistico. La società controparte, una Limited internazionale, ha accettato la rinuncia. La decisione, basata sull'applicazione del codice di procedura civile, chiude definitivamente la controversia senza alcuna statuizione sulle spese legali, rendendo definitiva la sentenza impugnata.
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Rinuncia al ricorso: inammissibile per disinteresse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro l'Agenzia delle Entrate. La decisione si basa sul fatto che la società, presentando un'istanza di definizione agevolata della controversia (c.d. pace fiscale), ha manifestato un sopravvenuto disinteresse alla decisione nel merito. Secondo la Corte, tale atto, pur non essendo una rinuncia al ricorso formale, ne produce gli stessi effetti, portando all'inammissibilità per carenza di interesse.
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Estinzione giudizio tributario: il caso di rinuncia
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario a seguito della rinuncia al ricorso da parte di due contribuenti. Il caso riguardava un accertamento IVA sull'assegnazione di un immobile da una società cessata ai soci. La rinuncia è avvenuta dopo l'adesione dei ricorrenti a una procedura di "rottamazione", portando alla chiusura del contenzioso e alla compensazione delle spese legali.
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Estinzione giudizio tributario per rottamazione
Un ex socio di una società di persone aveva impugnato dinanzi alla Corte di Cassazione un avviso di accertamento relativo a plusvalenze non dichiarate. Durante il procedimento, il contribuente ha aderito a una procedura di "rottamazione" e ha rinunciato al ricorso. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, compensando integralmente le spese legali tra le parti, riconoscendo la rinuncia come motivata dall'adesione alla sanatoria.
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