La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione dagli arresti domiciliari. Il ricorrente si era allontanato volontariamente dalla propria abitazione dopo aver danneggiato i mobili e impugnato un coltello, fuggendo a bordo di un'auto in stato di ebbrezza. La Suprema Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, escludendo che le tensioni familiari o le condizioni psicofisiche potessero giustificare la fuga. È stata inoltre confermata l'applicazione della recidiva, dato il precedente per tentato omicidio, e sono state negate sia le attenuanti generiche sia la particolare tenuità del fatto, vista la gravità e la pericolosità della condotta. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
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