LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 348-ter Codice di Procedura Civile — Anno 2026

Pagina 9 di 12

Altri anni per Art. 348-ter Codice di Procedura Civile

Contributo consortile: quando è legittimo il pagamento?
Un contribuente ha contestato una richiesta di pagamento per un contributo consortile, sostenendo la mancanza di opere di manutenzione e, di conseguenza, l'assenza di un beneficio per il suo fondo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che il contributo è dovuto se il consorzio dimostra l'esistenza di un beneficio diretto e specifico per l'immobile, derivante dalle opere nel loro complesso. La Corte ha inoltre precisato i limiti del ricorso per 'omesso esame di un fatto decisivo', che non può essere utilizzato per ottenere un riesame nel merito delle prove.
Continua »
Prova continuità lavoro: la Cassazione decide
Un lavoratore ha impugnato in Cassazione la sentenza che negava la continuità del suo rapporto di lavoro, svoltosi tramite contratti a termine intermittenti. La Corte ha respinto il ricorso, sottolineando che non può riesaminare i fatti già valutati dai giudici di merito. L'ordinanza ribadisce che la prova della continuità del lavoro spetta al lavoratore e che il ricorso per Cassazione non può trasformarsi in un terzo grado di giudizio sulla valutazione delle prove testimoniali, specialmente in presenza di una decisione "doppia conforme" dei tribunali inferiori.
Continua »
Appalto non genuino: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni lavoratori che contestavano la genuinità di un contratto d'appalto. I lavoratori, dipendenti di una società appaltatrice e operanti per una grande committente, sostenevano l'esistenza di un appalto non genuino e di una somministrazione irregolare di manodopera. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso, pur presentati come violazioni di legge, miravano in realtà a ottenere un riesame dei fatti e delle prove, attività preclusa nel giudizio di legittimità, confermando così la decisione della Corte d'Appello.
Continua »
Prova lavoro part time: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un'azienda contro la sentenza che riconosceva a una dipendente un rapporto di lavoro a tempo pieno. L'ordinanza sottolinea i rigidi limiti alla produzione di nuove prove in appello nel rito del lavoro, dichiarando inammissibile un documento presentato tardivamente perché non indispensabile. La Corte ha inoltre ribadito i requisiti di specificità necessari per i motivi di ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito sulla base della prova del lavoro part time già acquisita.
Continua »
Valore probatorio busta paga: la Cassazione decide
Un professionista contesta le differenze retributive richieste da un'ex dipendente, basate su buste paga non firmate. La Cassazione, confermando le decisioni di merito, dichiara inammissibile il ricorso, ribadendo il valore probatorio della busta paga emessa dal datore di lavoro e sanzionando l'inammissibile commistione dei motivi di ricorso.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente pubblico contro la sentenza che riconosceva a un dipendente differenze retributive e una somma una tantum. Il ricorso è stato giudicato generico, meramente riproduttivo dei motivi d'appello e privo di una specifica indicazione delle norme violate. La decisione sottolinea l'importanza di formulare censure precise e pertinenti nel giudizio di legittimità, evidenziando come la mancata specificità dei motivi porti a un esito di inammissibilità, anche in presenza della regola della "doppia conforme".
Continua »
Azione di rivendicazione: prova attenuata e usucapione
La Corte di Cassazione chiarisce i confini dell'azione di rivendicazione e il relativo onere della prova. In un caso di disputa su confini di proprietà, la Corte ha stabilito che la cosiddetta 'probatio diabolica' a carico di chi agisce in rivendica si attenua notevolmente quando il convenuto, per difendersi, eccepisce l'usucapione. Poiché l'usucapione presuppone il possesso di un bene altrui, tale difesa costituisce un riconoscimento della precedente titolarità dell'attore, esonerandolo dalla prova rigorosa della proprietà risalendo a un acquisto a titolo originario. La Corte ha quindi rigettato il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito che avevano ordinato l'arretramento di una costruzione edificata in violazione delle distanze legali.
Continua »
Inammissibilità del ricorso: motivi generici e tardivi
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da una società finanziaria contro la decisione della Corte d'Appello in una causa di diritto bancario. I motivi principali risiedono nella genericità delle censure, nel mancato rispetto del canone di specificità e nell'incapacità di intercettare la reale ratio decidendi della sentenza impugnata. La pronuncia ribadisce i rigorosi requisiti procedurali per l'accesso al giudizio di legittimità, inclusa l'applicazione della regola della "doppia conforme".
Continua »
Onere della prova correntista: chi produce il contratto?
La Corte di Cassazione ha confermato che, nelle azioni di ripetizione dell'indebito bancario, l'onere della prova correntista include la produzione del contratto. Un titolare di conto corrente, sostenendo di non ricordare di aver firmato un contratto, aveva agito contro la banca per addebiti illegittimi. La sua domanda è stata respinta perché non ha fornito il contratto necessario a dimostrare la nullità delle clausole contestate, confermando che chi agisce in giudizio deve provare i fatti a fondamento della propria pretesa.
Continua »
Divieto di anatocismo: Cassazione chiarisce la norma
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di alcuni clienti contro un istituto di credito, stabilendo principi chiave sul divieto di anatocismo. L'ordinanza chiarisce che il divieto, introdotto dalla legge n. 147/2013, è in vigore dal 1° gennaio 2014, senza necessità di attendere delibere attuative. La Corte ha inoltre censurato la decisione di merito per aver dichiarato inammissibili i motivi di appello dei ricorrenti, ritenendoli invece sufficientemente specifici. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per un nuovo esame alla luce di questi principi.
Continua »
Responsabilità associazione non riconosciuta: la guida
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti della responsabilità dell'associazione non riconosciuta e dei suoi membri. Un avvocato ha agito per il recupero dei suoi compensi contro un'associazione e i suoi associati, ma la Corte ha stabilito che la responsabilità personale non è automatica. Per far valere la responsabilità di chi agisce per l'ente, il creditore deve provare l'effettiva attività negoziale svolta, poiché la sola procura alle liti non basta a dimostrare il conferimento dell'incarico professionale a titolo personale.
Continua »
Recesso ad nutum: il Comune può recedere dal contratto?
Una società ottiene in comodato un capannone da un Comune e vi realizza migliorie. L'ente locale esercita il recesso ad nutum previsto dal contratto. La società si oppone, invocando il legittimo affidamento e l'abuso del diritto. La Corte di Cassazione conferma la validità del recesso, sottolineando che la chiara previsione contrattuale prevale, rendendo incerta la durata del godimento del bene sin dall'inizio e giustificando l'azione del Comune, motivata anche dalla necessità di sanare un'illegittimità.
Continua »
Omessa pronuncia sulle spese: la Cassazione decide
Un'attività di ristorazione ha citato in giudizio il comune e le imprese costruttrici per i danni subiti a causa di un cantiere durato 14 anni. Dopo due sentenze sfavorevoli, la Corte di Cassazione ha respinto i motivi relativi al risarcimento ma ha accolto quello sull'omessa pronuncia riguardo le spese legali, decidendo di compensarle integralmente per tutti i gradi di giudizio a causa della particolarità della vicenda.
Continua »
Crediti di lavoro erede: quando si paga?
Una lavoratrice domestica ha citato in giudizio l'erede testamentario dei suoi ex datori di lavoro per ottenere il pagamento di crediti retributivi. L'erede si è opposto, sostenendo che il processo dovesse essere sospeso in attesa della definizione di un'altra causa che impugnava il testamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che i crediti di lavoro dell'erede devono essere pagati, poiché l'impugnazione del testamento non sospende gli obblighi dell'erede fino a una sentenza definitiva di annullamento.
Continua »
Clausola sociale: limiti al diritto di assunzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni lavoratori che rivendicavano il diritto all'assunzione presso la nuova società appaltatrice in virtù della clausola sociale. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, i quali avevano escluso tale diritto poiché i lavoratori si erano dimessi e non risultavano in servizio al momento dell'indizione della nuova gara d'appalto. Il ricorso è stato respinto per vizi procedurali.
Continua »
Esenzione IVA broker: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente sentenza, ha chiarito i confini dell'esenzione IVA per i broker assicurativi. La Corte ha stabilito che per beneficiare dell'esenzione IVA broker, l'attività svolta non deve limitarsi a una generica consulenza, ma deve integrare gli elementi essenziali dell'intermediazione, come la ricerca di clienti e la messa in contatto con l'assicuratore. La sentenza di merito è stata cassata perché non aveva compiuto un'adeguata verifica sul contenuto effettivo del contratto, demandando al giudice del rinvio una nuova e più approfondita analisi.
Continua »
Garanzia vizi appalto: i termini per agire in giudizio
La Corte di Cassazione interviene sulla garanzia vizi appalto, annullando una sentenza d'appello. La Corte chiarisce che il riconoscimento dei difetti da parte dell'appaltatore fa venir meno solo l'onere di denuncia, ma non interrompe il termine annuale di prescrizione per l'azione legale, che inizia a decorrere da tale riconoscimento. Il caso riguardava gravi difetti apparsi nella pavimentazione esterna di due villette.
Continua »
Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, rigettando le richieste di risarcimento di un gruppo di medici per la mancata remunerazione durante gli anni di specializzazione. La Corte ha ribadito che il diritto al risarcimento è soggetto a prescrizione decennale, con decorrenza dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della legge n. 370/1999, che ha cristallizzato l'inadempimento dello Stato italiano alle direttive europee. Poiché l'azione legale è stata intrapresa oltre tale termine, il diritto è stato dichiarato estinto.
Continua »
Appello inammissibile: il ricorso basato su un non-motivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Comune condannato a risarcire i danni da allagamento causati da opere pubbliche. L'appello è stato ritenuto inammissibile perché i motivi erano generici, si limitavano a criticare le conclusioni del perito senza formulare censure specifiche e riproponevano questioni già coperte da giudicato, come la giurisdizione. La Corte ha ribadito che un ricorso non può essere una mera contestazione dei fatti accertati nei gradi precedenti.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando l’appello è infondato
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile in una causa possessoria. Il ricorrente, dopo aver perso in primo e secondo grado, ha presentato un appello con motivi generici, non pertinenti e volti a un riesame del merito, vietato in sede di legittimità. La decisione sottolinea l'importanza del principio della "doppia conforme" e le gravi conseguenze, inclusa la condanna per responsabilità aggravata, per chi abusa dello strumento processuale.
Continua »