LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 348-ter Codice di Procedura Civile — Anno 2026

Pagina 11 di 12

Altri anni per Art. 348-ter Codice di Procedura Civile

Recesso per giusta causa agente: la Cassazione decide
Un agente commerciale ha rassegnato le dimissioni invocando il recesso per giusta causa a causa di presunti inadempimenti da parte dell'istituto di credito preponente. I tribunali di merito hanno respinto la tesi dell'agente, condannandolo a pagare l'indennità di mancato preavviso. La Corte di Cassazione, con la presente ordinanza, ha rigettato il ricorso dell'agente, confermando le decisioni precedenti. La Corte ha chiarito che non può riesaminare i fatti, ma solo le violazioni di legge, e ha ribadito i limiti del ricorso in caso di 'doppia conforme', ovvero quando due sentenze di merito giungono alla stessa conclusione.
Continua »
Elusione fiscale vendita auto: la Cassazione decide
Una concessionaria di auto attuava una pratica di "vendita differita", concedendo veicoli in prova per lunghi periodi prima di formalizzare la vendita, al fine di posticipare la tassazione dei ricavi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'azienda, qualificando tale pratica come elusione fiscale. È stato stabilito che, ai fini fiscali, la vendita si perfeziona con il consenso delle parti e la consegna del bene, non con la successiva registrazione al PRA. La Corte ha inoltre confermato l'indeducibilità di alcuni costi non ritenuti inerenti all'attività.
Continua »
Ripartizione spese condominiali: il criterio legale
Una condomina ha impugnato una delibera condominiale che ripartiva in parti uguali, anziché per millesimi, le spese per la riparazione di una conduttura di scarico a servizio solo di alcuni appartamenti. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che la corretta ripartizione delle spese condominiali deve sempre seguire il criterio di proporzionalità basato sul valore della proprietà (millesimi), anche in assenza di tabelle parziali specifiche. La Corte ha chiarito che le tabelle millesimali generali possono essere adattate per calcolare le quote corrette tra i soli condomini interessati dai lavori.
Continua »
Delibera condominiale: impugnazione e termini
La Corte di Cassazione chiarisce che una delibera condominiale successiva, che si limita ad attuare una decisione precedente non impugnata, non può essere contestata per vizi che avrebbero dovuto essere sollevati contro la prima. Nel caso di specie, alcuni condomini avevano impugnato la delibera di ripartizione delle spese per la riparazione dell'impianto di riscaldamento centralizzato, sostenendo che una decisione ancora precedente ne avesse deliberato la dismissione. La Corte ha respinto il ricorso, evidenziando che i condomini avrebbero dovuto impugnare la delibera intermedia che, di fatto, aveva revocato la dismissione e approvato la riparazione. Non avendolo fatto nei termini di legge, tale decisione era divenuta definitiva e vincolante.
Continua »
Operazioni inesistenti: onere della prova e IVA
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di una società accusata di aver simulato vendite di auto all'estero. A causa della mancanza di prove documentali, come i modelli Intrastat e le prove di trasporto, le transazioni sono state riqualificate come vendite interne e soggette a IVA. La Corte ha rigettato il ricorso della società, sottolineando che l'onere di provare la natura intracomunitaria delle operazioni grava sul contribuente e che il contraddittorio preventivo era stato di fatto garantito durante la verifica fiscale. La sentenza ribadisce l'inammissibilità in Cassazione di una nuova valutazione dei fatti già esaminati nei gradi di merito, specialmente in caso di "doppia conforme", consolidando i principi sulle operazioni soggettivamente inesistenti.
Continua »
Responsabilità del vettore: rapina e colpa grave
Una società di trasporti ha presentato ricorso in Cassazione dopo essere stata condannata per la perdita di merci a seguito di una rapina. La Corte ha respinto il ricorso, confermando la responsabilità del vettore. I giudici hanno stabilito che la rapina non costituiva un caso fortuito a causa della colpa grave del vettore e del sub-vettore, evidenziata da scelte come percorrere una strada insicura e avere precedenti di incidenti simili. Questa ordinanza chiarisce gli standard di diligenza necessari per escludere la responsabilità.
Continua »
Errore attivo autorità doganale: la Cassazione nega
Una società importatrice si è vista negare il beneficio di dazi preferenziali dopo che la reale origine taiwanese di merci, dichiarate come filippine, è stata accertata. Nonostante la presenza di certificati di origine apparentemente validi, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della società. La Corte ha stabilito che non sussisteva un 'errore attivo autorità doganale', poiché i certificati errati erano basati su false dichiarazioni dell'esportatore, non su un errore delle autorità. L'importatore, in qualità di operatore professionale, avrebbe dovuto esercitare una maggiore diligenza, non potendo invocare la semplice buona fede per evitare il recupero dei dazi.
Continua »
Doppia conforme: ricorso inammissibile in Cassazione
Un garante ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro una società finanziaria per un debito derivante da contratti bancari. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile a causa della regola della "doppia conforme", poiché le decisioni del tribunale e della corte d'appello erano identiche nella valutazione dei fatti. La Suprema Corte ha inoltre ritenuto inammissibili gli altri motivi di ricorso per mancanza di specificità e perché sollevavano questioni di merito non proponibili in sede di legittimità.
Continua »
Presunzioni bancarie: come difendersi dall’Agenzia
Un contribuente, attivo nella compravendita immobiliare, ha impugnato un avviso di accertamento basato su presunzioni bancarie per redditi non dichiarati. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. L'ordinanza ribadisce che per superare le presunzioni legali sui prelievi non basta indicare il beneficiario, ma occorre dimostrare l'estraneità dell'operazione all'attività d'impresa. La Corte ha inoltre validato l'estensione degli accertamenti ai conti di terzi (come il coniuge) su cui il contribuente aveva operatività, e ha ritenuto congrua la percentuale di redditività del 20% applicata ai ricavi presunti.
Continua »
Commissione massimo scoperto: quando è valida?
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito contestando la legittimità della commissione massimo scoperto (CMS) addebitata sul proprio conto corrente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. L'ordinanza stabilisce che la CMS è legittima anche per i periodi precedenti alla normativa del 2009, in quanto la legge successiva ne ha implicitamente riconosciuto la causa negoziale. Inoltre, ha ritenuto sufficientemente determinata la clausola contrattuale che ne indicava la percentuale, anche in assenza di esplicita menzione della periodicità di addebito, se quest'ultima è desumibile dal contratto.
Continua »
Interessi moratori: imposta di registro e principio IVA
Una banca ha contestato l'applicazione dell'imposta di registro proporzionale sugli interessi liquidati in un decreto ingiuntivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che si tratta di interessi moratori esclusi dal campo di applicazione dell'IVA. Di conseguenza, non opera il principio di alternatività IVA/registro e la tassazione proporzionale è legittima.
Continua »
Contratto a progetto: quando si converte in subordinato
La Corte di Cassazione conferma la conversione di un contratto a progetto in rapporto di lavoro subordinato. La mancanza di un progetto specifico e distinto dall'attività ordinaria aziendale rende il contratto nullo, con conseguente trasformazione automatica in un impiego a tempo indeterminato. Il ricorso dell'azienda è stato respinto in toto.
Continua »
Responsabilità professionale direttore lavori: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per due professionisti, un direttore dei lavori e un progettista strutturale, per i danni causati durante una ristrutturazione edilizia. La sentenza sottolinea che la responsabilità professionale del direttore lavori include un dovere inderogabile di vigilanza, che non può essere eluso fidandosi delle rassicurazioni del committente o di terzi. Anche l'assoluzione in sede penale è stata ritenuta irrilevante ai fini della responsabilità civile, che si fonda sulla semplice colpa. I ricorsi sono stati respinti in quanto miravano a un riesame del merito, inammissibile in sede di legittimità.
Continua »
Ricorso inammissibile: limiti alla critica delle prove
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in una causa di lavoro per differenze retributive di una badante. La decisione si fonda sull'impossibilità di rivalutare in sede di legittimità i fatti già accertati conformemente nei primi due gradi di giudizio (principio della "doppia conforme") e sulla genericità e impropria formulazione dei motivi, che mescolavano questioni di fatto e di diritto.
Continua »
Collaborazione parasubordinata post-amministratore
La Corte di Cassazione conferma che la cessazione della carica di amministratore non impedisce la configurazione di una successiva collaborazione parasubordinata con la stessa società. L'ordinanza chiarisce che il nuovo rapporto va valutato autonomamente, sulla base delle concrete modalità di svolgimento della prestazione lavorativa, distinguendolo nettamente dal precedente incarico societario.
Continua »
Intimazione testi telefax: quando è valida per la Cassazione
Un'azienda ricorre in Cassazione contestando la validità di un'intimazione testi telefax che aveva portato alla revoca di una decadenza dalla prova. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'intimazione via telefax è prevista dalla legge e che la sua validità può essere provata anche dalle dichiarazioni dei testimoni stessi, in base al principio del raggiungimento dello scopo dell'atto.
Continua »
Motivazione avviso di liquidazione: l’onere dell’Ufficio
Una società assicurativa e un'azienda ospedaliera hanno impugnato un avviso di liquidazione dell'imposta di registro relativo a un complesso decreto del Tribunale Fallimentare. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando l'atto fiscale per difetto di motivazione. Secondo la Corte, l'Agenzia delle Entrate non aveva spiegato in modo chiaro e analitico come avesse calcolato la base imponibile, violando così il diritto di difesa del contribuente. Il caso sottolinea l'importanza di una corretta motivazione avviso di liquidazione, specialmente in presenza di atti giudiziari articolati.
Continua »
Identità delle parti: la Cassazione e l’enunciazione
Una società, condannata a pagare una somma a una banca in virtù di una fideiussione, ha ricevuto un avviso di liquidazione per l'imposta di registro. L'avviso si basava sull'enunciazione del contratto di fideiussione nella sentenza di condanna. La società ha impugnato l'atto, sostenendo la mancanza di identità delle parti tra il contratto e il processo, poiché alcuni fideiussori originari non erano parte in causa. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che per l'applicazione dell'imposta per enunciazione è sufficiente un'identità sostanziale e anche solo parziale tra le parti dell'atto enunciato e quelle del processo.
Continua »
Ente non commerciale: quando un’ASD perde i benefici
La Corte di Cassazione conferma il disconoscimento della qualifica di ente non commerciale a un'associazione sportiva dilettantistica. La decisione si fonda sulla prevalenza dell'attività commerciale di fatto rispetto ai requisiti puramente formali. La Corte sottolinea che per beneficiare delle agevolazioni fiscali, non basta uno statuto conforme, ma è necessario dimostrare l'effettivo svolgimento di attività senza scopo di lucro e il rispetto dei principi di democraticità, onere probatorio che ricade sul contribuente.
Continua »
Danno prevedibile: auto a fuoco dopo riparazione
Un'officina meccanica è stata ritenuta responsabile per l'incendio di un'autovettura causato da una riparazione difettosa. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, respingendo le eccezioni procedurali e chiarendo il concetto di danno prevedibile. Secondo la Corte, la distruzione completa del veicolo rientra nel danno prevedibile che può derivare da una riparazione negligente, anche se di modesto valore economico.
Continua »