LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 288 Codice di Procedura Civile — Sezione Prima Civile

Pagina 5 di 6

Altri anni per Art. 288 Codice di Procedura Civile

Errore di fatto concordato: la revocazione è il rimedio
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato un decreto di omologazione di un concordato preventivo, sostenendo che il Tribunale avesse approvato una versione superata della proposta. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che in caso di un palese errore di fatto concordato, lo strumento corretto per l'impugnazione non è il ricorso per cassazione, bensì la revocazione ai sensi dell'art. 395, n. 4, c.p.c.
Continua »
Errore materiale stato passivo: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione chiarisce la disciplina per la correzione dell'errore materiale nello stato passivo fallimentare. Un'azienda creditrice, ritenendo che il proprio credito fosse stato ammesso per un importo inferiore al dovuto a causa di un errore di calcolo sugli interessi, ha presentato istanza di correzione. L'istanza è stata rigettata e la società ha proposto reclamo. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che il provvedimento di rigetto di un'istanza di correzione di errore materiale non è impugnabile, in quanto atto di natura amministrativa. Lo strumento corretto per contestare il merito della quantificazione del credito sarebbe stata l'opposizione allo stato passivo.
Continua »
Nullità contratto bancario: chi può farla valere?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di opposizione allo stato passivo fallimentare. Un creditore contestava l'ammissione di un credito bancario, sostenendo la nullità del contratto bancario per mancanza della firma dell'istituto di credito. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che, secondo un orientamento consolidato, la mancata sottoscrizione da parte della banca non determina la nullità del contratto quando la volontà di quest'ultima di vincolarsi è inequivocabile, come nel caso dell'effettiva erogazione del finanziamento. La pronuncia ribadisce la natura funzionale, e non meramente strutturale, del requisito della forma scritta a protezione del cliente.
Continua »
Correzione errore materiale: il caso della Cassazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta un'istanza di correzione errore materiale. Un precedente provvedimento presentava una palese contraddizione tra la motivazione, che accoglieva il primo motivo di ricorso di un istituto bancario, e il dispositivo, che invece accoglieva il secondo. La Corte, riconoscendo l'errore palese, ha rettificato l'ordinanza per garantire coerenza, affermando che tale procedura non serve a modificare la decisione, ma solo a sanare discordanze evidenti.
Continua »
Correzione errore materiale: l’importanza dei nomi
La Corte di Cassazione interviene con un'ordinanza per effettuare una correzione errore materiale su un suo precedente provvedimento. Il caso riguardava l'omessa indicazione di uno dei due ricorrenti, un socio accomandatario, menzionando solo la società. La Corte ha stabilito che, essendo l'identità della parte omessa inequivocabilmente desumibile dagli atti processuali, si trattava di un mero errore materiale sanabile e non di una causa di nullità della decisione, disponendo quindi la correzione del provvedimento originale.
Continua »
Correzione errore materiale: quando il giudice sbaglia
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta un caso di correzione errore materiale. In un precedente giudizio, un istituto bancario era risultato perdente, ma il dispositivo della sentenza aveva erroneamente condannato la parte vittoriosa al pagamento delle spese legali. La Corte ha accolto l'istanza di correzione, ripristinando il corretto onere delle spese a carico della parte soccombente, in applicazione del principio generale.
Continua »
Distrazione delle spese: come correggere l’omissione
La Corte di Cassazione chiarisce che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese legali in favore dell'avvocato costituisce un errore materiale. Pertanto, il rimedio corretto non è l'impugnazione, ma la più rapida procedura di correzione. La Corte ha accolto l'istanza di un legale, disponendo la modifica di una precedente ordinanza per includere la distrazione delle spese a suo diretto favore, sottolineando che la richiesta è implicitamente comprensiva della dichiarazione di anticipo delle somme.
Continua »
Prestazione artistica infungibile: no gara pubblica
Una società orchestrale ha citato in giudizio una fondazione teatrale per inadempimento contrattuale. I tribunali di merito avevano dichiarato nullo il contratto per mancanza di una gara pubblica, ritenendo la fondazione un organismo di diritto pubblico. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che una prestazione artistica infungibile, come quella di un'orchestra, non è una mera fornitura di servizi e può essere affidata tramite procedura negoziata senza gara. L'unicità e le qualità specifiche dell'ensemble giustificano l'eccezione alle regole sugli appalti pubblici. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
Errore materiale ordinanza: no doppio contributo
La Corte di Cassazione ha corretto una propria precedente ordinanza per un errore materiale. Aveva erroneamente previsto il pagamento del doppio contributo unificato in un caso di estinzione del processo per rinuncia al ricorso. Con questa ordinanza di correzione di errore materiale, la Corte ha ribadito che tale obbligo di pagamento si applica solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso, e non in caso di rinuncia, eliminando quindi la clausola errata.
Continua »
Distrazione delle spese: correzione errore materiale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4114/2024, ha chiarito che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese a favore del difensore antistatario costituisce un errore materiale. Pertanto, il rimedio corretto non è l'impugnazione, ma la più rapida procedura di correzione. La Corte ha integrato un proprio precedente provvedimento, disponendo che le spese legali liquidate fossero pagate direttamente al legale che ne aveva fatto richiesta, in linea con il principio della ragionevole durata del processo.
Continua »
Errore materiale e distrazione spese: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha corretto una propria precedente ordinanza per un errore materiale, consistente nell'aver omesso di disporre la distrazione delle spese processuali a favore del difensore, nonostante la richiesta esplicita. La Corte ha stabilito che, in questi casi, lo strumento corretto non è l'impugnazione, ma il procedimento di correzione dell'errore materiale. Questa procedura è più rapida e in linea con il principio della ragionevole durata del processo, permettendo al legale di ottenere un titolo esecutivo in tempi brevi.
Continua »
Errore materiale e spese: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato un'istanza di correzione per errore materiale presentata da un cittadino. L'istante, pur avendo vinto il ricorso in Cassazione, lamentava la mancata condanna della controparte al pagamento delle spese legali. La Corte ha chiarito che non si tratta di errore materiale, ma di una corretta applicazione della legge: quando una causa viene cassata con rinvio, spetta al giudice del rinvio decidere sulle spese di tutti i gradi di giudizio, in base all'esito finale dell'intera lite.
Continua »
Correzione errore materiale: no se c’è rinvio spese
Un cittadino, dopo aver ottenuto l'annullamento con rinvio di un provvedimento, ha richiesto una correzione di errore materiale dell'ordinanza della Cassazione, sostenendo che avrebbe dovuto condannare subito la controparte al pagamento delle spese legali. La Suprema Corte ha rigettato l'istanza, chiarendo che non si tratta di un errore. In caso di cassazione con rinvio, la competenza a decidere sulle spese di tutti i gradi di giudizio spetta al giudice del rinvio, che valuterà l'esito finale complessivo della lite.
Continua »
Correzione errore materiale: no se c’è rinvio
Un cittadino, dopo aver vinto un ricorso in Cassazione con rinvio, ha chiesto una correzione di errore materiale sostenendo che l'ordinanza non avesse liquidato le spese a suo favore. La Suprema Corte ha rigettato l'istanza, chiarendo che non si trattava di un errore. In caso di cassazione con rinvio, spetta infatti al giudice del rinvio decidere sulle spese di tutti i gradi del giudizio, sulla base dell'esito finale dell'intera causa. Pertanto, l'omessa liquidazione delle spese nell'ordinanza di Cassazione non costituisce un errore materiale da correggere.
Continua »
Risarcimento occupazione illegittima: la Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di risarcimento per occupazione illegittima di un terreno da parte di un Comune, iniziato nel 1978. La sentenza chiarisce importanti principi: l'inapplicabilità della procedura di 'acquisizione sanante' (art. 42-bis) ai procedimenti avviati prima dell'entrata in vigore del Testo Unico sull'Espropriazione. La Corte ha rigettato il ricorso principale del Comune, confermando l'obbligo risarcitorio, e ha parzialmente accolto il ricorso incidentale del privato, specificando le corrette modalità di calcolo del danno e di detrazione di un acconto versato in passato. La decisione sottolinea che la richiesta di risarcimento non comporta un automatico trasferimento della proprietà.
Continua »
Correzione errore materiale: spese e valore causa
La Corte di Cassazione ha respinto un'istanza di correzione errore materiale relativa alla liquidazione delle spese legali. La Corte ha chiarito che se l'oggetto del ricorso è il rango di un credito (e non il suo ammontare), la causa è di valore indeterminato, giustificando l'applicazione di uno scaglione tariffario superiore. Inoltre, ha stabilito che nel procedimento di correzione non si liquidano le spese.
Continua »
Distrazione delle spese: la correzione per errore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23153/2025, ha chiarito che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese legali in favore dell'avvocato antistatario costituisce un errore materiale. Pertanto, il rimedio corretto non è l'impugnazione, ma la più celere procedura di correzione. La Corte ha accolto il ricorso dei legali, disponendo la modifica del precedente decreto per includere la clausola di distrazione, garantendo così una tutela più rapida del credito professionale.
Continua »
Distrazione delle spese: la correzione per l’omissione
La Corte di Cassazione ha chiarito che l'omessa pronuncia del giudice sulla richiesta di distrazione delle spese legali, presentata da un avvocato dichiaratosi antistatario, costituisce un errore materiale. Di conseguenza, l'unico rimedio esperibile non è un nuovo ricorso, ma la procedura di correzione prevista dal codice di procedura civile. La Corte ha quindi ordinato di integrare la precedente ordinanza, inserendo la clausola per la distrazione delle spese a favore del difensore.
Continua »
Privilegio spese esecutive: prova di utilità essenziale
Una creditrice ha impugnato in Cassazione il provvedimento del Tribunale che negava il riconoscimento di un privilegio speciale per le spese di procedure esecutive avviate prima del fallimento di una società. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che per ottenere tale privilegio è necessario dimostrare l'effettiva utilità delle azioni esecutive per la massa dei creditori e indicare specificamente i beni su cui grava la prelazione. Inoltre, è stata confermata l'inammissibilità della richiesta di interessi ulteriori, in quanto costituiva una modifica non consentita della domanda originaria di insinuazione al passivo.
Continua »
Correzione errore materiale: quando il giudice sbaglia
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione d'ufficio di un evidente errore materiale contenuto in una sua precedente ordinanza. Nel dispositivo era stato erroneamente indicato il 'Comune' come beneficiario delle spese legali, anziché la 'parte controricorrente'. L'ordinanza in esame rettifica la decisione, specificando che la procedura di correzione errore materiale non prevede una nuova pronuncia sulle spese.
Continua »