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Art. 288 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 288 Codice di Procedura Civile

Correzione errore materiale: cosa succede in Cassazione
La Corte di Cassazione interviene d'ufficio per la correzione errore materiale di una propria ordinanza che, per un disguido, conteneva due dispositivi contrastanti. La Corte ha stabilito che la pagina errata dovesse essere eliminata, dando prevalenza al dispositivo coerente con la motivazione del provvedimento e chiarendo che in tale procedura non vi è condanna alle spese.
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Correzione errore materiale: quando e come si fa
La Corte di Cassazione interviene per la correzione di un errore materiale in una sua precedente ordinanza, dove una società era stata indicata con una denominazione errata. La Corte ha chiarito che tale correzione può avvenire su istanza di parte o anche d'ufficio, senza condanna alle spese, data la natura amministrativa del procedimento.
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Correzione errore materiale: come rimediare a sviste
Un'amministrazione pubblica era stata condannata al pagamento delle spese legali a favore di un gruppo di cittadini. Il loro avvocato ha richiesto una correzione errore materiale perché l'ordinanza originaria aveva omesso di disporre il pagamento diretto delle spese a suo favore (distrazione delle spese) e aveva indicato un indirizzo errato. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, correggendo il provvedimento per includere sia la distrazione delle spese sia l'indirizzo corretto, chiarendo che tali sviste sono emendabili con l'apposita procedura di correzione.
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Errore materiale: quando la Cassazione lo esclude
Un contribuente ha richiesto la correzione di un presunto errore materiale in una sentenza della Corte di Cassazione, sostenendo che la Corte avesse erroneamente convalidato la notifica di un appello da parte dell'Amministrazione finanziaria. La Cassazione ha respinto l'istanza, qualificandola come inammissibile. La Corte ha chiarito che la sua precedente decisione non era frutto di una svista, ma di una precisa valutazione dei fatti e delle prove, che non può essere messa in discussione tramite la procedura di correzione dell'errore materiale.
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Distrazione spese legali: la correzione dell’errore
La Corte di Cassazione chiarisce che l'omessa pronuncia sulla distrazione spese legali, richiesta dal difensore, costituisce un errore materiale. Pertanto, il rimedio corretto non è l'appello, ma la più rapida procedura di correzione. La Corte ha accolto l'istanza di un contribuente, modificando una precedente ordinanza per includere la distrazione delle spese in favore del suo avvocato, che si era dichiarato antistatario.
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Distrazione spese avvocato: la correzione d’ufficio
Un'ordinanza della Corte di Cassazione corregge un proprio precedente provvedimento per un errore materiale. La Corte aveva omesso di disporre la distrazione spese avvocato a favore del difensore, dichiaratosi antistatario. Con la nuova ordinanza, viene sanata l'omissione, assicurando che le spese legali liquidate siano pagate direttamente al legale anziché al suo cliente, in un caso originariamente conclusosi per cessata materia del contendere a seguito di autotutela fiscale.
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Distrazione delle spese: errore materiale e correzione
A seguito di un ricorso tributario dichiarato inammissibile, la Corte di Cassazione aveva omesso di pronunciarsi sulla richiesta di distrazione delle spese legali avanzata dal difensore di una delle parti resistenti. Con una successiva ordinanza, la Corte ha corretto il proprio errore materiale, chiarendo che il rimedio corretto per tale omissione non è l'impugnazione, ma la più celere procedura di correzione. La decisione ribadisce che la richiesta di distrazione delle spese non è una domanda autonoma e la sua omissione va sanata per garantire al difensore un rapido ottenimento del titolo esecutivo.
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Errore materiale: Cassazione corregge rinvio errato
Una società ha richiesto alla Corte di Cassazione la correzione di un errore materiale contenuto in una sua precedente ordinanza. Nello specifico, la Corte aveva annullato una sentenza tributaria e, nel rinviare la causa per un nuovo giudizio, aveva erroneamente indicato la Corte di giustizia tributaria di una regione diversa da quella di competenza. Riconosciuto l'evidente errore, la Suprema Corte ha accolto l'istanza e disposto la correzione del provvedimento, sostituendo il nome della regione errata con quello corretto.
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Correzione errore materiale: spese all’avvocato
La Corte di Cassazione interviene per la correzione di un errore materiale in una propria ordinanza. In precedenza, le spese legali erano state liquidate a favore della parte vittoriosa anziché del suo avvocato, nonostante quest'ultimo avesse richiesto la distrazione delle spese. La Corte ha accolto il ricorso, affermando che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione costituisce un errore materiale sanabile con l'apposita procedura, e ha modificato l'ordinanza per attribuire le spese direttamente al difensore.
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Distrazione spese legali: come correggere l’omissione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34022/2025, ha stabilito che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione spese legali in favore dell'avvocato antistatario costituisce un errore materiale. Pertanto, il rimedio corretto non è l'impugnazione, ma la procedura di correzione dell'errore materiale. La Corte ha accolto il ricorso di due legali, correggendo una precedente ordinanza che non aveva disposto la distrazione delle spese a loro favore, pur essendo stata richiesta.
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Pubblicazione della sentenza: integrale o per estratto?
In un caso di diffamazione a mezzo stampa, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla pubblicazione della sentenza come forma di riparazione. L'ordinanza chiarisce che, se un giudice ordina la "pubblicazione della sentenza" senza ulteriori specifiche, si intende la pubblicazione dell'intero provvedimento, comprensivo di motivazioni e dispositivo. La Corte ha cassato la decisione d'appello che, erroneamente, aveva interpretato tale ordine come una pubblicazione per mero estratto, sottolineando che la parola "sentenza" ha un preciso significato giuridico che non può essere limitato in via interpretativa.
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Procedimento disciplinare notaio: il termine non scade
Un notaio veniva sanzionato dal Consiglio Notarile per aver assunto dipendenti di un collega senza preavviso. La Corte d'Appello annullava la sanzione per un presunto ritardo nell'avvio del procedimento. La Corte di Cassazione, con una decisione innovativa, ha annullato la sentenza d'appello, stabilendo che il termine per l'avvio del procedimento disciplinare notaio è ordinatorio e non perentorio. Di conseguenza, un semplice ritardo non comporta la decadenza dell'azione, essendo la prescrizione l'unico limite temporale.
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Correzione errore materiale: distrazione spese omessa
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, chiarisce che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese legali a favore dell'avvocato antistatario costituisce un errore sanabile tramite il procedimento di correzione errore materiale. La Corte ha accolto l'istanza dei difensori di un contribuente, ordinando di integrare una precedente ordinanza che, pur condannando l'Agenzia delle Entrate al pagamento delle spese, aveva omesso di disporne la distrazione a favore dei legali che ne avevano fatto richiesta.
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Errore di fatto: quando il ricorso è inammissibile
Una società, dopo aver ottenuto un risarcimento per vizi immobiliari, ha impugnato una decisione della Corte di Cassazione tramite un ricorso per revocazione, lamentando un errore di fatto. La società sosteneva una contraddizione nel trattamento di motivi di ricorso identici presentati da parti diverse. La Suprema Corte ha respinto la richiesta, dichiarandola inammissibile. Ha chiarito che la questione non era una svista percettiva, ma una valutazione di merito giuridico, non contestabile con lo strumento della revocazione per errore di fatto, sanzionando inoltre la ricorrente per abuso del processo.
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Decreto di liquidazione: non modificabile d’ufficio
Un avvocato si è visto ridurre il compenso da un secondo decreto del Tribunale, che correggeva un precedente decreto di liquidazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'avvocato, stabilendo un principio fondamentale: una volta emesso, il decreto di liquidazione è un atto giurisdizionale definitivo. Il giudice esaurisce il suo potere e non può modificarlo o revocarlo d'ufficio, non avendo poteri di autotutela tipici della pubblica amministrazione. La modifica è illegittima.
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Errore materiale sentenza: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che l'omissione di un avviso di accertamento dal dispositivo di una sentenza, pur essendo stato oggetto di discussione per l'intero processo, costituisce un errore materiale sentenza. Di conseguenza, è possibile correggerlo tramite l'apposita procedura, senza necessità di impugnazione, in quanto non altera la sostanza della decisione ma si limita a rettificare una palese svista grafica.
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Correzione errore materiale: quando la Corte corregge
La Corte di Cassazione interviene per una correzione errore materiale su una propria precedente ordinanza. L'errore consisteva nell'aver omesso, nel dispositivo finale, il nome di una parte soccombente tenuta al pagamento delle spese e nell'aver indicato solo una delle amministrazioni vincitrici come beneficiaria. La Corte ha accolto il ricorso, modificando il dispositivo per allinearlo alla chiara volontà espressa nella motivazione della decisione originale, ripristinando così la corretta attribuzione delle responsabilità e dei diritti.
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Distrazione spese legali: come correggere l’omissione
La Corte di Cassazione chiarisce che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione spese legali costituisce un errore materiale. Pertanto, il rimedio corretto non è l'impugnazione, ma la più rapida procedura di correzione, garantendo al difensore antistatario di ottenere celermente il titolo esecutivo per il pagamento diretto dei suoi onorari.
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Rumori condominiali: la prova dell’intollerabilità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31021/2025, ha chiarito i criteri per il risarcimento del danno da rumori condominiali. Nel caso esaminato, la domanda di alcuni condomini contro i proprietari degli appartamenti ai piani superiori, locati a studenti, è stata respinta. La Corte ha stabilito che, per ottenere un risarcimento, non basta lamentare il disturbo, ma è necessario fornire una prova rigorosa che i rumori superino la normale tollerabilità, prova che non è stata raggiunta a causa di testimonianze contrastanti e degli esiti negativi degli interventi delle forze dell'ordine. La sentenza ha anche affrontato l'importante principio della causalità nella ripartizione delle spese legali.
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Distrazione delle spese: come correggere l’omissione
La Corte di Cassazione ha corretto una propria ordinanza per un'omissione sulla distrazione delle spese. Un avvocato aveva chiesto il pagamento diretto delle spese legali a suo favore, ma la Corte aveva dimenticato di inserirlo nella decisione. Con questo provvedimento, la Cassazione chiarisce che tale dimenticanza costituisce un errore materiale e va rettificata con un'apposita procedura, senza bisogno di un nuovo ricorso, aggiungendo la clausola mancante.
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