LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 288 Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

Pagina 4 di 4

Altri anni per Art. 288 Codice di Procedura Civile

Distrazione spese: quando va richiesta in Cassazione?
La Corte di Cassazione ha rigettato un'istanza di correzione di errore materiale relativa a una mancata statuizione sulla distrazione delle spese. La Corte ha chiarito che tale richiesta deve essere specificamente formulata in ogni grado del giudizio. Inoltre, richiamando una recente sentenza delle Sezioni Unite, ha stabilito che nel procedimento di correzione non è configurabile una soccombenza e, pertanto, non si può provvedere alla liquidazione delle spese.
Continua »
Distrazione delle spese: errore materiale e correzione
Un avvocato, dopo aver vinto una causa per il proprio cliente contro una società, ha richiesto la correzione di un'ordinanza della Corte di Cassazione. Il provvedimento originale, pur condannando la controparte al pagamento delle spese legali, aveva omesso di disporre la distrazione delle spese in favore del difensore, che ne aveva fatto esplicita richiesta. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, qualificando l'omissione come un errore materiale e chiarendo che il rimedio corretto è la procedura di correzione, più rapida di un appello. Di conseguenza, ha integrato la precedente ordinanza, garantendo al legale il diretto pagamento delle competenze.
Continua »
Correzione errore materiale: ricorso inammissibile
Due lavoratori hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione dopo che la Corte d'Appello aveva respinto la loro richiesta di correzione di errore materiale in una precedente sentenza, relativa all'omessa inclusione di alcune indennità nel calcolo dello stipendio. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che un'ordinanza che nega la correzione di un errore materiale non è un provvedimento impugnabile, poiché non costituisce un nuovo esercizio di potere giurisdizionale. Il rimedio corretto sarebbe stato impugnare la sentenza originale.
Continua »
Distrazione delle spese: errore materiale e correzione
La Corte di Cassazione ha corretto una propria ordinanza per aver omesso di pronunciarsi sulla richiesta di distrazione delle spese legali a favore del difensore. La Corte ha stabilito che tale omissione costituisce un errore materiale, sanabile con la procedura di correzione e non con un'impugnazione ordinaria. Questa decisione rafforza la tutela del legale che ha anticipato le spese, garantendogli uno strumento rapido per ottenere un titolo esecutivo diretto nei confronti della parte soccombente.
Continua »
Correzione errore materiale: quando è inesistente?
La Corte di Cassazione ha rigettato l'istanza di un ente previdenziale volta alla correzione di un errore materiale in una precedente ordinanza. L'ente sosteneva un'errata identificazione delle parti, ma la Corte ha stabilito che non vi era alcun errore, essendo le parti appellate correttamente identificate come eredi della ricorrente originaria. L'ordinanza sottolinea che il procedimento di correzione errore materiale ha natura amministrativa, escludendo la condanna alle spese e il raddoppio del contributo unificato in caso di rigetto.
Continua »
Distrazione delle spese: come correggere l’omissione
La Corte di Cassazione ha corretto una propria ordinanza per un errore materiale, avendo omesso di pronunciarsi sulla richiesta di distrazione delle spese a favore del difensore. L'ordinanza chiarisce che il rimedio corretto in questi casi è la procedura di correzione dell'errore materiale e non l'impugnazione, accogliendo il ricorso della cittadina contro l'ente previdenziale e disponendo l'aggiunta della clausola di distrazione delle spese.
Continua »
Correzione errore materiale: quando è possibile
Un ricorrente chiede la correzione errore materiale di un'ordinanza della Corte di Cassazione che lo aveva erroneamente condannato al pagamento delle spese legali a favore di una controparte non costituitasi in giudizio. La Corte accoglie parzialmente l'istanza, eliminando la condanna alle spese in quanto 'mera svista redazionale', ma rigetta le richieste relative al contributo unificato e al patrocinio a spese dello Stato, poiché non costituiscono errori materiali.
Continua »
Errore materiale: codice fiscale errato non salva
Un datore di lavoro, condannato a un cospicuo risarcimento per una collaboratrice domestica, ha tentato di invalidare la sentenza a causa di un codice fiscale errato. Sostenendo si trattasse di uno scambio di persona, ha presentato ricorso. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, qualificando l'inesattezza come un semplice errore materiale correggibile, che non intacca la validità della decisione, poiché l'identità del datore di lavoro era stata chiaramente accertata durante il processo.
Continua »
Correzione errore materiale: quando il nome è omesso
La Corte di Cassazione interviene con un'ordinanza per la correzione di un errore materiale, disponendo l'inserimento del nominativo di una parte omesso nell'epigrafe di una precedente sentenza. Il caso chiarisce che, data la natura amministrativa del procedimento, non è prevista la liquidazione delle spese legali, poiché non si configura una situazione di soccombenza tra le parti.
Continua »
Distrazione delle spese: errore materiale e correzione
Un gruppo di ricorrenti si è opposto a un'azienda ospedaliera in Cassazione. La Corte, in una precedente ordinanza, aveva condannato i ricorrenti al pagamento delle spese legali ma aveva omesso di pronunciarsi sulla richiesta di distrazione delle spese a favore del legale dell'azienda. Con un nuovo provvedimento, la Corte ha riconosciuto l'omissione come un errore materiale e ha corretto la precedente ordinanza, disponendo che le spese vengano pagate direttamente al difensore antistatario, come richiesto.
Continua »
Contrasto dispositivo-motivazione: Cassazione chiarisce
Una lavoratrice ottiene un risarcimento, ma la sentenza di primo grado indica 5 mensilità in motivazione e 4 nel dispositivo. La Cassazione, ribaltando l'appello, chiarisce che il contrasto dispositivo-motivazione nel rito del lavoro non causa nullità se la volontà del giudice emerge chiaramente dalla motivazione letta contestualmente, la quale deve quindi prevalere.
Continua »
Errore materiale in sentenza: la Cassazione corregge
La Corte di Cassazione interviene per correggere un palese errore materiale in una propria sentenza. Il provvedimento errato condannava delle inesistenti 'società ricorrenti' al pagamento del doppio del contributo unificato, mentre la parte soccombente era una persona fisica. La Corte, accogliendo l'istanza della parte vittoriosa, ha sostituito la dicitura errata con il nominativo corretto, ripristinando la coerenza tra la motivazione e il dispositivo della decisione.
Continua »