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Art. 288 Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

Altri anni per Art. 288 Codice di Procedura Civile

Distrazione delle spese: la correzione della sentenza
La Corte di Cassazione aveva respinto il ricorso presentato da una società contro una lavoratrice, condannando l'azienda a pagare le spese legali. Tuttavia, i giudici hanno dimenticato di inserire nel provvedimento finale la distrazione delle spese a favore dell'avvocato della lavoratrice, benché il legale ne avesse fatto esplicita richiesta negli atti difensivi. L'avvocato ha quindi promosso un ricorso per correzione di errore materiale. La Suprema Corte ha accolto la richiesta del difensore, correggendo il dispositivo della decisione e disponendo formalmente che il pagamento delle spese legali sia eseguito direttamente a favore del legale distrattario, senza applicare ulteriori oneri per il procedimento di rettifica.
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Termine a difesa per gli eredi: stop se manca il preavviso
Un professionista riceve tre avvisi di addebito dall'ente previdenziale per contributi omessi relativi a una dipendente. Il professionista contesta la pretesa eccependo una compensazione con crediti vantati verso l'erario. I giudici di merito rigettano la richiesta. L'interessato difende se stesso e propone ricorso per cassazione, ma decede prima dell'udienza. La cancelleria notifica l'avviso di trattazione ai suoi eredi senza rispettare i sessanta giorni di anticipo previsti dalla legge. La Suprema Corte blocca la causa e dispone un nuovo rinvio. I giudici tutelano il pieno termine a difesa per gli eredi, consentendo loro di nominare un nuovo difensore, depositare memorie e decidere se proseguire il contenzioso previdenziale con adeguate garanzie procedurali.
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Correzione Sentenza: Avvocato chiede spese, ma serve notifica al cliente
Un avvocato, difensore di un'Azienda, ha chiesto alla Corte di Cassazione la correzione sentenza di una precedente pronuncia che aveva omesso la distrazione delle spese processuali a suo favore. La sentenza precedente aveva condannato un Lavoratore a pagare le spese legali all'Azienda. La Corte ha ribadito che l'omissione sulla distrazione delle spese può essere corretta come errore materiale. Tuttavia, ha stabilito che il ricorso per la correzione sentenza, anche se presentato dall'avvocato in nome del cliente, deve essere notificato anche alla parte rappresentata (l'Azienda stessa). La Cassazione ha quindi ordinato la notifica del ricorso all'Azienda entro sessanta giorni e ha rinviato la causa per la successiva valutazione.
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Correzione errore materiale sentenza: Quando il pagamento va allo Stato
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di Correzione errore materiale sentenza. Un'Azienda aveva licenziato un Lavoratore, che aveva ottenuto il patrocinio a spese dello Stato. La Corte d'Appello aveva condannato l'Azienda a pagare le spese legali al Lavoratore. Successivamente, la stessa Corte ha emesso un'ordinanza di correzione, disponendo che il pagamento andasse allo Stato, come previsto per il patrocinio gratuito. L'Azienda ha impugnato, sostenendo che la correzione fosse una modifica sostanziale e che avesse già pagato. La Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando la legittimità della correzione, intesa come adeguamento a una norma di legge non considerata, e non come un'innovazione.
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Correzione errore materiale: la Cassazione rettifica il nome
A seguito di un'ordinanza depositata dalla Corte di Cassazione, la cancelleria ha riscontrato un'inesattezza nell'intestazione del provvedimento. L'atto indicava per errore un difensore diverso per Il Ricorrente nella causa contro l'Ente Previdenziale. Dopo la segnalazione trasmessa tramite posta elettronica certificata, la presidenza ha avviato il procedimento per la correzione errore materiale. La Suprema Corte ha verificato che la sostituzione del nome del legale rientra nell'ipotesi di semplice svista formale. Di conseguenza, i giudici hanno disposto la correzione dell'ordinanza sostituendo il nominativo errato con quello del vero avvocato. La Corte non ha emesso alcuna decisione sulle spese processuali, trattandosi di un procedimento non contenzioso.
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Correzione errore materiale: il pagamento estingue il ricorso
Un Ente Sanitario perde la causa contro tre Lavoratori e riceve la condanna al pagamento delle spese di giudizio. La decisione omette però di indicare il pagamento diretto al difensore. I Lavoratori presentano quindi istanza di correzione errore materiale per ottenere la distrazione delle spese a favore del proprio avvocato. Nelle more del procedimento, l'Ente Sanitario esegue il pagamento integrale di tutte le somme dovute a titolo di onorari e rimborso spese. A fronte dell'avvenuto incasso, il difensore dei Lavoratori comunica la sopravvenuta mancanza di interesse a proseguire la causa. La Corte di Cassazione accoglie la richiesta e dichiara il non luogo a provvedere. Il pagamento spontaneo delle somme elimina infatti ogni utilità pratica della decisione giudiziale, chiudendo definitivamente la vertenza tra le parti.
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Correzione errore materiale: il cognome sbagliato in Cassazione
L'Ente Ricorrente ha richiesto alla Corte di Cassazione la correzione errore materiale contenuta in una precedente ordinanza. Nello specifico, il cognome di una delle parti intimate era stato erroneamente trascritto come 'Villani' anziché 'Villari'. La Suprema Corte, riscontrando l'effettiva presenza del refuso di trascrizione, ha accolto il ricorso. Di conseguenza, ha disposto la correzione del cognome in tutti i punti del provvedimento originario in cui compariva l'errore. Trattandosi di un procedimento di natura non contenziosa, i giudici non hanno assunto alcuna decisione in merito alle spese di giudizio.
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Correzione errore materiale: la Cassazione rettifica la svista
Il Lavoratore ha richiesto la correzione errore materiale di una precedente ordinanza della Corte di Cassazione che aveva dichiarato inammissibile il suo ricorso contro l'Azienda. La Suprema Corte, riscontrando l'effettiva presenza di una svista materiale nel testo del provvedimento precedente, ha accolto la richiesta disponendo la correzione della decisione originaria senza alterarne la sostanza decisoria. L'Azienda ha partecipato al procedimento come controricorrente. La decisione finale ripristina la corretta formulazione del testo originario.
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Errore in Cassazione: correzione di errore materiale sulle spese
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione di errore materiale presentata da un Ente Sanitario. In una precedente ordinanza, la Corte aveva dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino, condannandolo a pagare le spese di giudizio. Tuttavia, nel dispositivo finale, il giudice aveva erroneamente indicato l'INPS come beneficiario del rimborso delle spese, nonostante l'ente previdenziale non avesse mai preso parte al processo. La motivazione della decisione indicava invece correttamente l'Ente Sanitario come destinatario del pagamento. Rilevata la palese svista, i giudici di legittimità hanno disposto la correzione dell'ordinanza, sostituendo il nome dell'INPS con quello dell'effettivo Ente Sanitario creditore.
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Correzione errore materiale: la Cassazione corregge il difensore
La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza di correzione errore materiale presentata dal difensore di un cittadino straniero. Nel precedente provvedimento, riguardante una domanda di protezione internazionale, la Corte aveva erroneamente indicato come difensore del ricorrente il precedente legale revocato, anziché il nuovo avvocato regolarmente subentrato e costituitosi in giudizio. Verificata la presenza della comparsa di costituzione del nuovo difensore depositata prima della decisione, la Suprema Corte ha disposto la correzione dell'ordinanza, sostituendo il nome del vecchio difensore con quello del nuovo professionista.
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Correzione di errore materiale: dal cognome errato alle spese
Il Lavoratore ha richiesto la correzione di errore materiale di una precedente ordinanza della Corte di Cassazione. Il provvedimento conteneva due sviste: il cognome del ricorrente era stato erroneamente trascritto come Saura anziché Rausa, e la Corte aveva omesso di disporre la distrazione delle spese in favore del suo avvocato, nonostante l'esplicita richiesta. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, confermando che l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese e il refuso sul cognome costituiscono errori materiali rilevabili a prima vista (ictu oculi). Di conseguenza, ha disposto la correzione dell'ordinanza inserendo il cognome corretto e la formula di distrazione delle spese a favore del difensore, senza applicare ulteriori spese per il procedimento di correzione.
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Errore materiale in Cassazione: come correggere i dati dei difensori
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso per la correzione di errore materiale di una propria precedente ordinanza. Nel provvedimento originario, l'epigrafe riportava erroneamente difensori e domicilio diversi rispetto a quelli reali del ricorrente. I giudici hanno chiarito che l'errore materiale consiste in una fortuita divergenza tra il giudizio e la sua espressione letterale, dovuta a una semplice svista e rilevabile a prima vista. Di conseguenza, la Corte ha disposto la correzione dell'ordinanza inserendo il corretto difensore e il relativo studio come domicilio eletto, senza applicare alcuna condanna alle spese per questa procedura.
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Correzione errore materiale: spese dimenticate dalla Cassazione
Il Lavoratore ha proposto ricorso per la correzione errore materiale di una precedente ordinanza della Corte di Cassazione. In tale provvedimento, pur essendo il Lavoratore risultato vittorioso contro l'Ente Previdenziale, la Corte aveva omesso di liquidare le spese del giudizio di legittimità. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato. Di conseguenza, ha disposto la correzione della precedente ordinanza inserendo la condanna dell'Ente Previdenziale al pagamento delle spese di lite, pari a 200 euro per esborsi e 1.000 euro per compensi, oltre accessori di legge, con distrazione in favore del difensore del Lavoratore. Non sono state liquidate spese per il procedimento di correzione, data la sua natura amministrativa.
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Correzione di errore materiale: esenzione salvata contro l’Inps
Il Cittadino ha proposto ricorso per la correzione di errore materiale contro una precedente ordinanza della Corte di Cassazione. Il provvedimento lo aveva condannato al pagamento delle spese processuali in favore dell'Ente Previdenziale, nonostante il deposito di una regolare dichiarazione di esenzione basata sui limiti di reddito. La Corte, verificata la presenza della documentazione nei fascicoli di causa, ha accolto il ricorso. Di conseguenza, ha eliminato la condanna alle spese dal testo della precedente decisione, confermando che l'omessa considerazione della dichiarazione costituisce un errore materiale emendabile.
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Distrazione delle spese: la Cassazione corregge la propria svista
Il Lavoratore ha proposto ricorso per la correzione di un errore materiale contenuto in una precedente ordinanza della Corte di Cassazione. Il provvedimento, pur avendo accolto il ricorso del Lavoratore e condannato l'Azienda al pagamento delle spese legali, aveva omesso di disporre la distrazione delle spese in favore dei difensori, nonostante la formale richiesta formulata nei gradi di merito e di legittimità. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, confermando che l'omessa pronuncia sull'istanza di distrazione non richiede un'impugnazione ordinaria, ma può essere risolta rapidamente tramite la procedura di correzione dell'errore materiale. Di conseguenza, i giudici hanno integrato il testo della precedente decisione, disponendo il pagamento diretto delle spese legali ai rispettivi avvocati.
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Esenzione spese processuali: la Cassazione corregge l’errore
Il Lavoratore ha presentato ricorso per la correzione di un errore materiale contenuto in una precedente ordinanza della Cassazione. La Corte lo aveva condannato a pagare le spese di giudizio a favore dell'Ente Previdenziale, ignorando la sua dichiarazione di esenzione per limiti di reddito (ex art. 152 disp. att. c.p.c.). La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che l'omessa valutazione di tale dichiarazione costituisce un errore materiale correggibile con la procedura semplificata degli articoli 287 e 288 c.p.c. Di conseguenza, la condanna alle spese è stata annullata, confermando l'esenzione del Lavoratore.
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Distrazione delle spese dimenticata: basta la correzione rapida
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una società cooperativa per correggere un'omissione in una precedente sentenza. Il giudice aveva condannato la parte soccombente a pagare le spese di giudizio, ma aveva dimenticato di disporre la distrazione delle spese a favore dell'avvocato della società, che ne aveva fatto esplicita richiesta. La Suprema Corte ha chiarito che, in caso di mancata pronuncia su tale richiesta, il difensore può utilizzare la procedura di correzione dell'errore materiale. Questo strumento è rapido, garantisce il diritto del professionista a ottenere direttamente il pagamento e non richiede la notifica dell'atto al proprio cliente, poiché l'avvocato agisce in forza della procura già ricevuta. La sentenza è stata quindi integrata a favore del legale.
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Correzione errore materiale: notifica alla parte e non all’avvocato
La Corte di Cassazione ha esaminato un procedimento avviato d'ufficio per la correzione errore materiale di un'ordinanza del 2018, riguardante il calcolo delle spese processuali. Poiché era decorso più di un anno dalla pubblicazione del provvedimento da correggere, la Corte ha stabilito che la notifica deve essere effettuata direttamente alla parte personalmente e non al suo difensore. Questo principio si applica anche quando il procedimento è avviato d'ufficio per garantire il rispetto del contraddittorio. Di conseguenza, la Corte ha rinviato la causa per consentire alla cancelleria di eseguire correttamente la notifica personale.
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Correzione errore materiale: quando il giudice sbaglia i nomi
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale contenuta nell'intestazione di una propria precedente sentenza. Nel provvedimento originario, i nomi di alcuni magistrati erano stati indicati in modo errato: in particolare, un giudice era stato scambiato per un altro e il relatore della causa era stato indicato erroneamente. Rilevato il palese scambio di persona e di ruoli, la Suprema Corte, applicando l'articolo 391-bis del codice di procedura civile, ha ordinato la rettifica formale dei nomi dei magistrati e del relatore effettivo nell'intestazione della decisione, disponendo che la Cancelleria annoti le correzioni a margine della sentenza originale.
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Correzione errore materiale: quando il giudice dimentica le spese
Il difensore di un Ente Pubblico ha richiesto la correzione errore materiale di una precedente ordinanza della Cassazione. La Corte aveva condannato la controparte al pagamento delle spese processuali, omettendo però di disporre la distrazione delle stesse in favore del legale, nonostante la formale richiesta. La Cassazione ha accolto il ricorso, confermando che l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese si risolve con il procedimento di correzione e non con l'impugnazione ordinaria. Di conseguenza, il dispositivo è stato integrato disponendo il pagamento diretto al difensore.
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