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Art. 28 Costituzione — Anno 2026

Altri anni per Art. 28 Costituzione

Prescrizione crediti retributivi: vince l’ente pubblico
Una lavoratrice ottiene in appello la riqualificazione in rapporto subordinato di molteplici contratti autonomi stipulati con un ente pubblico tra il 2012 e il 2015, con diritto a differenze economiche. L'ente ricorre in Cassazione contestando la mancata applicazione della prescrizione quinquennale sui crediti pregressi. La Suprema Corte accoglie il ricorso dell'ente: nel pubblico impiego privatizzato la prescrizione crediti retributivi decorre mese per mese già durante il rapporto di lavoro, anche in caso di contratti a termine o autonomi riqualificati. Non sussiste infatti alcun timore di ritorsione datoriale legalmente tutelabile che giustifichi il rinvio del termine alla fine del rapporto. Risultano prescritti tutti i crediti maturati oltre cinque anni prima del primo atto di notifica.
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Ingiustificato arricchimento: il Comune perde anche senza contratto
Un ingegnere esegue lavori stradali per un Comune senza un contratto scritto. Dopo il suo decesso, gli eredi chiedono il pagamento, ma l'ente pubblico si oppone per nullità del contratto. Gli eredi propongono quindi una domanda subordinata di ingiustificato arricchimento. La Corte d'Appello accoglie la richiesta ma fa decorrere gli interessi solo dalla messa in mora. La Cassazione respinge il ricorso del Comune, confermando la piena ammissibilità della domanda. Inoltre, accoglie il ricorso degli eredi stabilendo che, trattandosi di un debito di valore, la rivalutazione e gli interessi decorrono dal giorno in cui il Comune ha beneficiato delle opere e non dalla successiva richiesta di pagamento. La famiglia del professionista ottiene così una vittoria completa.
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Giurisdizione del giudice amministrativo: risarcimento o potere?
Un Magistrato ha citato in giudizio l'Organo di Autogoverno e la Presidenza del Consiglio dei Ministri per chiedere il risarcimento dei danni derivanti da presunte condotte diffamatorie tenute dai membri della commissione disciplinare durante un procedimento poi archiviato. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno risolto il conflitto stabilendo la giurisdizione del giudice amministrativo. La Corte ha chiarito che, sebbene la domanda sia qualificata come illecito civile, l'azione contesta l'esercizio del potere pubblico disciplinare ed è rivolta contro soggetti pubblici. Pertanto, la controversia rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo, escludendo che la vicinanza istituzionale tra giudicanti e giudicati mini l'imparzialità del giudizio.
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Permesso Edilizio Annullato: l’Affidamento Incolpevole Non Salva
Una società immobiliare ottiene un permesso di costruire da un Comune e inizia i lavori. Poco dopo, il Comune comunica l'avvio del procedimento per annullare il permesso, ritenuto illegittimo. Nonostante l'avviso, la società prosegue le opere e, a seguito dell'annullamento definitivo, chiede un maxi-risarcimento. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo un principio chiave: non esiste alcun affidamento incolpevole quando il privato è consapevole del rischio che l'atto venga annullato. Proseguire i lavori dopo la comunicazione formale equivale ad assumersi volontariamente il rischio, escludendo così il diritto al risarcimento del danno.
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Avvalimento Polizia Locale: si paga anche senza richiesta formale
Un'azienda organizza un evento e beneficia del servizio d'ordine della Polizia Municipale. Successivamente, si rifiuta di pagare i costi sostenuti dal Comune per le prestazioni aggiuntive di un'agente. Il Comune paga la dipendente e agisce in rivalsa contro l'azienda. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'effettivo avvalimento del servizio polizia locale crea l'obbligo di pagamento per l'organizzatore, anche in assenza di una richiesta formale. L'azienda è stata quindi condannata a rimborsare il Comune, poiché il fatto di aver concretamente usufruito del servizio è considerato decisivo.
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Finto Collaboratore in P.A.: Lavoro Subordinato ma con Prescrizione
Un lavoratore, assunto da un'Università pubblica con contratti di collaborazione dal 2008 al 2016, ottiene il riconoscimento di un unico rapporto di lavoro subordinato. L'ente pubblico si oppone, sollevando la questione della prescrizione dei crediti retributivi. La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale: la prescrizione crediti di lavoro pubblico decorre durante lo svolgimento del rapporto e non dalla sua cessazione. A differenza del settore privato, nel pubblico impiego non si presume che il lavoratore abbia timore di ritorsioni (metus) nel far valere i propri diritti. Pertanto, l'Università vince sul punto della prescrizione, limitando l'importo dovuto al lavoratore, mentre il caso torna alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Palestra in bene confiscato: no alla giurisdizione Corte dei Conti
Una cittadina occupava senza titolo un immobile confiscato alla criminalità organizzata, adibendolo a palestra. La Procura Contabile le ha contestato un danno erariale, sostenendo la giurisdizione della Corte dei Conti. La Corte di Cassazione ha però escluso tale competenza. La decisione si fonda sull'assenza di un 'rapporto di occasionalità necessaria' tra l'occupazione abusiva e un'eventuale funzione pubblica svolta dalla donna. L'atto è stato qualificato come un illecito puramente civilistico, estraneo alla giurisdizione Corte dei Conti, poiché non derivava dall'esercizio, anche di fatto, di poteri pubblici. La controversia per il risarcimento del danno dovrà quindi essere gestita da un tribunale ordinario.
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Permesso Inutile e Affidamento Incolpevole: Niente Risarcimento
Due proprietari costruiscono un frantoio su un terreno, basandosi su un permesso rilasciato dal Comune. Successivamente, scoprono che l'area era già oggetto di una procedura di esproprio. Fanno causa al Comune per ottenere un risarcimento, invocando il loro legittimo affidamento. La Cassazione ha negato il risarcimento, stabilendo che non si può parlare di **affidamento incolpevole** quando i cittadini erano o avrebbero dovuto essere a conoscenza della situazione reale usando l'ordinaria diligenza. La consapevolezza della procedura di esproprio esclude la buona fede necessaria per ottenere il risarcimento del danno.
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Responsabilità ufficiale giudiziario: la competenza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino che contestava la competenza territoriale in una causa di responsabilità ufficiale giudiziario. La Corte ha stabilito che, indipendentemente dalla natura contrattuale o extracontrattuale della responsabilità, il foro competente è quello dove l'obbligazione doveva essere eseguita o dove risiede il debitore, confermando la competenza del giudice del luogo di residenza del funzionario.
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Prescrizione crediti lavoro pubblico: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1701/2026, affronta il tema della prescrizione dei crediti di lavoro nel pubblico impiego. Il caso riguarda una dottoressa che, pur operando con contratti di collaborazione autonoma per un'Azienda Sanitaria, ha ottenuto il riconoscimento della natura subordinata del rapporto. La Corte ha stabilito che, a differenza del settore privato, nel lavoro pubblico la prescrizione quinquennale dei crediti retributivi decorre anche in costanza di rapporto, poiché non sussiste il cosiddetto 'metus' (timore) del licenziamento che giustifica la sospensione del termine. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame sulla base di questo principio.
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