LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 28 Costituzione — Anno 2025

Altri anni per Art. 28 Costituzione

Litisconsorzio necessario: chi può eccepire il vizio?
In una complessa causa di risarcimento danni e regresso tra enti pubblici per una tragedia alluvionale, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Comune. Il Comune lamentava la nullità della notifica a un'altra parte in un'ipotesi di litisconsorzio necessario. La Corte ha stabilito che solo la parte direttamente pregiudicata dalla notifica viziata ha la legittimazione a sollevare la relativa eccezione, non gli altri litisconsorti.
Continua »
Responsabilità del legislatore: no a risarcimento
Una società agricola, dopo l'annullamento del suo permesso per un impianto a biogas a causa dell'incostituzionalità della legge regionale di riferimento, ha citato in giudizio la Regione per ottenere un risarcimento danni. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, confermando il principio di non giustiziabilità dell'attività legislativa. Secondo la Corte, non è dovuto alcun risarcimento per i danni derivanti da una legge dichiarata incostituzionale, escludendo così la responsabilità del legislatore in questo ambito, a differenza dei casi di violazione del diritto UE.
Continua »
Responsabilità professionista delegato: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31423/2025, definisce la responsabilità del professionista delegato nelle vendite giudiziarie. Un aggiudicatario aveva citato in giudizio un notaio per non aver indicato nell'avviso di vendita una trascrizione pregiudizievole, causa della successiva revoca del trasferimento. La Suprema Corte ha stabilito che il professionista delegato agisce come ausiliario del giudice e risponde per responsabilità extracontrattuale ai sensi dell'art. 2043 c.c. Tuttavia, nel caso specifico, il notaio non è stato ritenuto colpevole, poiché l'avviso di vendita era conforme alla legge (art. 570 c.p.c.) e rimandava alla perizia, dove la trascrizione era menzionata. Viene così ribadito l'onere di diligenza dell'offerente nel consultare tutta la documentazione.
Continua »
Risarcimento danni PA: quando decide il giudice ordinario
Una società chiede il risarcimento danni PA a un Comune e a una sua funzionaria per i ritardi nell'approvazione di un progetto urbanistico. La Corte di Cassazione, decidendo sul regolamento di giurisdizione, stabilisce una competenza ripartita: la causa contro la funzionaria spetta al giudice ordinario, mentre quella contro il Comune, inerente all'esercizio di potere pubblico, è di competenza del giudice amministrativo.
Continua »
Prescrizione pubblico impiego: la Cassazione chiarisce
Una lavoratrice, impiegata per anni presso una Pubblica Amministrazione con contratti precari, ha chiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro unico e il pagamento delle differenze retributive. L'amministrazione ha eccepito la prescrizione dei crediti più vecchi di cinque anni. La Corte di Cassazione, con una decisione importante sulla prescrizione pubblico impiego, ha stabilito che per i lavoratori precari del settore pubblico il termine di prescrizione quinquennale decorre in costanza di rapporto e non dalla sua cessazione. Questo perché, a differenza del settore privato, manca un'aspettativa giuridicamente tutelata alla stabilizzazione del rapporto, eliminando il cosiddetto "metus" (timore) del lavoratore nel far valere i propri diritti. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce di questo principio.
Continua »
Responsabilità P.A.: diretta anche per omissioni
In un caso originato da una tragica alluvione, la Corte di Cassazione ha stabilito un importante principio sulla responsabilità P.A. L'ordinanza chiarisce che la responsabilità di un Comune per le omissioni del proprio Sindaco (come la mancata evacuazione) è diretta e non indiretta. Questo perché le azioni del Sindaco, in quanto organo dell'ente, si configurano come espressione di un potere istituzionale. Di conseguenza, è ammissibile l'azione di regresso da parte dello Stato, anch'esso condannato in solido, per ripartire l'onere del risarcimento.
Continua »
Gestione Separata professionisti: no sanzioni retroattive
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9583/2025, si è pronunciata sul caso di due professionisti che contestavano l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS. La Corte ha confermato la necessità di iscrizione per i redditi non coperti dalla cassa professionale di appartenenza, ma ha annullato le sanzioni per le omissioni passate. La decisione si fonda su una recente sentenza della Corte Costituzionale, che ha riconosciuto l'incertezza normativa pregressa, tutelando così il legittimo affidamento dei professionisti. Viene quindi distinto l'obbligo contributivo, che sussiste, dalle sanzioni, che non sono dovute per il periodo controverso.
Continua »
Responsabilità PA: illecito del dipendente e risarcimento
La Corte di Cassazione ha stabilito che la Pubblica Amministrazione è responsabile per i danni causati dall'illecito penale del proprio dipendente, anche se commesso per fini personali. Il caso riguarda un funzionario comunale che per anni si è appropriato indebitamente delle somme versate dai cittadini per oneri di urbanizzazione. La Corte ha chiarito che la responsabilità PA sussiste quando le mansioni affidate al dipendente hanno rappresentato una condizione necessaria per commettere l'illecito (principio di 'occasionalità necessaria'). La sentenza della Corte d'Appello, che aveva escluso la responsabilità dell'ente, è stata cassata con rinvio.
Continua »
Responsabilità civile PA: lo Stato paga per il dipendente
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un funzionario pubblico per concussione ai danni di un imprenditore e la conseguente responsabilità civile PA. La sentenza stabilisce che lo Stato risponde del danno anche se il dipendente agisce per fini egoistici, qualora l'esercizio delle sue funzioni sia stata l'occasione necessaria per commettere il reato. Entrambi i ricorsi, del funzionario e del Ministero, sono stati rigettati.
Continua »
Debito fuori bilancio: chi paga senza contratto?
Un professionista ha eseguito una prestazione per un ente pubblico senza un contratto formale. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta di pagamento per arricchimento senza causa, qualificando l'obbligazione come debito fuori bilancio. La Suprema Corte ha stabilito che, in assenza di un formale e specifico atto di riconoscimento del debito da parte dell'ente, la responsabilità ricade direttamente sul funzionario o amministratore che ha commissionato la prestazione, non sull'ente stesso. Di conseguenza, l'azione del professionista contro l'ente pubblico è stata dichiarata inammissibile.
Continua »
Responsabilità oggettiva: Comune non paga per illeciti
Una cittadina ha citato in giudizio un Comune per ottenere un risarcimento, invocando la sua responsabilità oggettiva a seguito di un affare immobiliare fallito con un costruttore locale, che era anche un funzionario municipale. L'operazione è saltata a causa di uno sviluppo edilizio abusivo, che ha portato alla confisca della proprietà da parte dello stesso Comune. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo che il Comune non è responsabile per le azioni private dei suoi funzionari e che la quietanza di pagamento rilasciata da un terzo (il costruttore) non costituisce prova legale vincolante nei confronti dell'ente.
Continua »
Responsabilità oggettiva depositario: Cassazione decide
Una società operante nel settore energetico è stata ritenuta responsabile per il mancato pagamento delle accise su prodotti petroliferi, illecitamente sottratti da un dipendente infedele. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando la sua responsabilità oggettiva. La decisione si fonda sull'interpretazione del diritto dell'Unione Europea, secondo cui il depositario fiscale è sempre tenuto al pagamento, a meno che non si verifichi una distruzione fisica o una perdita irrimediabile del prodotto. La frode di terzi non è considerata una causa di esonero.
Continua »
Prescrizione risarcimento reato: quando decorre?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16132/2025, affronta il tema della prescrizione del risarcimento del danno derivante da reato. Il caso riguarda una richiesta di risarcimento da parte dei familiari di una vittima di un'alluvione. La Corte ha stabilito che, se il danneggiato non si costituisce parte civile nel processo penale, il termine di prescrizione per l'azione civile decorre dalla data del fatto illecito e non dalla data in cui la sentenza penale diventa irrevocabile. Di conseguenza, l'azione dei danneggiati è stata dichiarata prescritta.
Continua »
Responsabilità PA dipendente: quando lo Stato risponde?
La Corte di Cassazione esclude la responsabilità PA dipendente nel caso di un duplice omicidio seguito da suicidio commesso da un agente. Si è ritenuto che l'atto fosse uno sviluppo anomalo e imprevedibile delle sue funzioni, interrompendo così il nesso di occasionalità necessaria con il servizio.
Continua »
Danno erariale: la Corte dei Conti è competente
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la domanda dello Stato per recuperare somme pagate a terzi a causa di illeciti commessi da propri dipendenti rientra nella giurisdizione della Corte dei Conti per danno erariale. Questa azione è distinta e non sovrapponibile all'azione civile di regresso tra coobbligati, in quanto mira a sanzionare la violazione dei doveri di servizio che ha causato un pregiudizio alle finanze pubbliche. La competenza si radica nella natura risarcitoria della pretesa per il danno causato all'erario, non nel rapporto interno tra debitori solidali.
Continua »
Prescrizione crediti lavoro: il caso LSU nella PA
Una lavoratrice impiegata per anni da un Comune come lavoratrice socialmente utile (LSU) ha ottenuto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato di fatto. La Corte di Cassazione ha però stabilito che la prescrizione crediti lavoro decorre anche in costanza di rapporto. A differenza del settore privato, nel pubblico impiego non si può configurare un timore del licenziamento (metus) che sospenda la prescrizione, poiché la legge esclude la possibilità di stabilizzazione. La Corte ha quindi confermato la decisione d'appello che aveva ridotto le somme dovute alla lavoratrice applicando la prescrizione quinquennale.
Continua »
Arricchimento senza causa: appalto pubblico nullo
Una società di costruzioni ha citato in giudizio un ente pubblico per l'edilizia residenziale per ottenere il pagamento di lavori eseguiti in assenza di un contratto scritto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando l'inammissibilità della domanda di arricchimento senza causa perché proposta tardivamente nel corso del processo. La Corte ha inoltre chiarito che le norme sulla responsabilità diretta dei funzionari degli enti locali non si estendono a questa tipologia di ente pubblico.
Continua »
Nesso di occasionalità: la responsabilità della P.A.
Un cittadino, feritosi mentre assisteva un dipendente comunale, si è visto negare il risarcimento nei primi due gradi di giudizio per l'assenza di un rapporto di lavoro. La Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando la responsabilità del Comune in base al principio del nesso di occasionalità: l'ente risponde del fatto illecito del proprio dipendente se commesso nell'esercizio delle sue funzioni, a prescindere da un contratto formale con il danneggiato, che in questo caso va considerato un terzo.
Continua »