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Art. 28 Costituzione — Anno 2024

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Altri anni per Art. 28 Costituzione

Azione di regresso: il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da due Amministrazioni dello Stato che chiedevano l'azione di regresso nei confronti di un Comune, a seguito di un risarcimento danni per un tragico evento franoso. La decisione non è entrata nel merito della questione sulla responsabilità, ma si è basata su un vizio procedurale: la tardività dell'impugnazione, non avendo la parte ricorrente fornito la prova della tempestiva notifica del ricorso.
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Azione di regresso: inammissibile per ricorso tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'azione di regresso promossa da due Amministrazioni dello Stato contro un Comune. Il caso, originato da un tragico evento franoso, vedeva gli enti pubblici condannati in solido al risarcimento dei danni. La Suprema Corte non ha analizzato nel merito la questione della ripartizione della responsabilità, ma ha respinto il ricorso per un vizio procedurale: la tardività dell'impugnazione, determinata dalla mancata prova della data di pubblicazione della sentenza d'appello.
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Azione di regresso PA: inammissibile se tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcune Amministrazioni statali volto a esercitare un'azione di regresso nei confronti di un Comune, con cui erano state condannate in solido al risarcimento dei danni per una calamità naturale. La decisione si fonda su un vizio procedurale: i ricorrenti non hanno provato la tempestività dell'impugnazione, omettendo di depositare una copia della sentenza d'appello che attestasse la data di pubblicazione, rendendo così il ricorso tardivo.
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Prescrizione risarcimento: inammissibile appello tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato da due Amministrazioni dello Stato in una causa per risarcimento danni derivante da un tragico evento franoso. La richiesta di risarcimento era stata avanzata dagli eredi di una delle vittime. Sebbene il ricorso sollevasse importanti questioni sulla decorrenza della prescrizione del risarcimento e sull'azione di regresso tra enti pubblici, la Corte non ha esaminato il merito. La decisione si è basata su un vizio procedurale: il ricorso è stato depositato tardivamente, poiché i ricorrenti non hanno fornito prova della data di pubblicazione della sentenza d'appello, costringendo la Corte a fare riferimento alla precedente data di deliberazione, rispetto alla quale i termini per l'impugnazione erano già scaduti.
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Responsabilità funzionario pubblico: chi paga?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità per una prestazione lavorativa resa a un ente locale senza un formale impegno di spesa ricade direttamente sul funzionario pubblico che l'ha autorizzata, non sull'ente. Due collaboratori, dopo aver continuato a lavorare per un Comune oltre la scadenza del loro contratto, si sono visti negare l'azione per ingiustificato arricchimento contro l'ente. La Corte ha chiarito che, in questi casi, l'obbligazione sorge esclusivamente nei confronti del funzionario, escludendo la responsabilità del Comune.
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Prescrizione crediti lavoro pubblico: la Cassazione
Un medico con contratti di collaborazione con un ospedale pubblico ottiene la riqualificazione del rapporto. La Cassazione interviene sulla prescrizione crediti lavoro pubblico, stabilendo che decorre durante il rapporto, anche se precario, annullando la decisione d'appello e fissando un principio chiave per i rapporti con la Pubblica Amministrazione.
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Inammissibilità del ricorso: Cassazione su appello
Un tecnico radiologo, dipendente universitario ma operante in un ospedale in virtù di una convenzione, si è visto revocare tale accordo. Dopo una prima vittoria contro l'ospedale e una sconfitta contro l'università in Corte d'Appello, il lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione contro l'università, condizionandolo all'accoglimento del ricorso incidentale dell'ospedale. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso principale, affermando che la parte interamente vittoriosa non ha interesse a impugnare, neanche in via condizionata. Anche il ricorso incidentale dell'ospedale è stato dichiarato inammissibile per vizi procedurali.
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