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Art. 191 Codice della Strada — Anno 2026

Altri anni per Art. 191 Codice della Strada

Omicidio stradale: scatola nera e pedone fuori strisce
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio stradale a carico di un'automobilista che aveva investito e ucciso una persona anziana mentre attraversava fuori dalle strisce pedonali. Il giudice di primo grado aveva assolto la conducente svalutando i dati registrati dalla scatola nera del veicolo. La Corte d'Appello ha invece ribaltato l'esito, ritenendo pienamente validi i dati telematici che attestavano una velocità superiore al limite consentito. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputata, chiarendo che l'attraversamento di un pedone fuori dagli appositi passaggi non costituisce un evento imprevedibile o eccezionale per chi guida. I giudici hanno inoltre stabilito che i dati del dispositivo satellitare costituiscono una valida prova documentale nel processo penale.
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Responsabilità per omicidio stradale: i criteri
Il caso analizza la responsabilità per omicidio stradale in seguito all'investimento di un pedone. La Corte ha confermato la condanna del conducente, ribadendo che la responsabilità non viene meno se il comportamento della vittima, pur negligente, risultava prevedibile e l'impatto evitabile con una velocità adeguata.
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Investimento di pedone: condanna per l’autista oltre i limiti
Un conducente di autobus è stato condannato per omicidio colposo a seguito dell'investimento di pedone che attraversava sulle strisce pedonali. L'imputato viaggiava a una velocità superiore al limite di 50 km/h e non adeguata alla scarsa visibilità causata da un altro mezzo in sosta. La difesa sosteneva l'imprevedibilità della condotta della vittima, scesa da un autobus e passata dietro di esso di corsa. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la responsabilità penale del conducente. I giudici hanno chiarito che l'imprudenza del pedone non esclude la colpa del guidatore se l'evento era prevedibile ed evitabile con una velocità moderata.
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Omicidio Stradale: Condanna Anche con Visuale Ostacolata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio stradale a carico di un'automobilista che aveva investito e ucciso un pedone su un attraversamento pedonale. Nonostante la difesa sostenesse che la visuale era ostruita da veicoli parcheggiati, i giudici hanno stabilito che la responsabilità del conducente non viene meno. Il guidatore ha l'obbligo di moderare la velocità e usare la massima prudenza in prossimità delle strisce, prevedendo la possibile presenza di pedoni. La condotta del pedone non è stata ritenuta imprevedibile al punto da escludere la colpa dell'automobilista, la cui velocità, seppur sotto il limite, era inadeguata alle condizioni di scarsa visibilità.
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Omicidio stradale: responsabilità e revoca patente
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio stradale nei confronti di una conducente che ha investito un pedone su un attraversamento segnalato. L'incidente, avvenuto in orario notturno e in assenza di illuminazione pubblica, è stato causato dalla velocità inadeguata e dal mancato rispetto della precedenza. La difesa sosteneva l'imprevedibilità del comportamento della vittima, che avrebbe indietreggiato improvvisamente, ma i giudici hanno ribadito che l'obbligo di attenzione del conducente impone di prevedere anche le imprudenze altrui, specialmente in prossimità delle strisce pedonali. La sentenza ha inoltre confermato la legittimità della revoca della patente, ritenuta sanzione proporzionata alla gravità della condotta e del danno.
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