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Art. 191 Codice della Strada — Anno 2024

Altri anni per Art. 191 Codice della Strada

Responsabilità conducente: investito vicino alle strisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22833/2024, ha confermato la condanna di un autista di autobus per l'omicidio colposo di un pedone. Il caso analizza la responsabilità conducente, chiarendo che essa sussiste anche se il pedone attraversa non esattamente sulle strisce, ma nelle loro vicinanze. La colpa del guidatore viene esclusa solo se la condotta della vittima risulta eccezionale e imprevedibile, e se vi era un'oggettiva impossibilità di avvistamento.
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Omicidio stradale in retromarcia: colpa e nesso
La Corte di Cassazione conferma la condanna per omicidio stradale a carico di un automobilista che, effettuando una manovra di retromarcia su una strada ripida, aveva investito e ucciso un'anziana con difficoltà deambulatorie. La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile, stabilendo che la condotta del conducente fosse colposa e l'evento prevedibile. La presenza di un pedone, anche durante una manovra di retromarcia, non costituisce un evento eccezionale tale da interrompere il nesso di causalità. Viene inoltre confermata l'impossibilità di accedere alla messa alla prova per questo tipo di reato.
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Sospensione patente motivazione: quando è d’obbligo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1719/2024, ha stabilito che il giudice deve fornire una motivazione adeguata per la durata della sospensione della patente, anche in caso di patteggiamento. Il caso riguardava un conducente condannato per omicidio stradale, al quale era stata applicata la sanzione accessoria della sospensione della patente per due anni. La Corte ha annullato la sentenza su questo punto, ritenendo insufficiente il generico richiamo alla 'condotta dell'imputato'. È necessaria una sospensione patente motivazione basata sui criteri specifici di legge.
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Omicidio stradale: prevedibilità e colpa del conducente
Un automobilista condannato per omicidio stradale ricorre in Cassazione, sostenendo l'imprevedibilità dell'attraversamento del pedone. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, confermando la colpa del conducente per velocità non adeguata alle condizioni di visibilità e per la prevedibilità del pericolo, data la presenza di auto parcheggiate e di una casa funeraria in zona.
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