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Art. 1759 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 1759 Codice Civile

Provvigione del mediatore: va pagata anche con vizi visibili
Un acquirente si è opposto al pagamento della provvigione del mediatore richiesta da un'agenzia immobiliare per l'acquisto di un appartamento. L'acquirente lamentava che l'agenzia avesse nascosto la reale natura di un ingombrante blocco di cemento nel soggiorno, rivelatosi poi essere il vano scale del palazzo adiacente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'acquirente, confermando il suo obbligo di pagare la provvigione del mediatore. I giudici hanno chiarito che l'acquirente era pienamente consapevole della presenza del blocco di cemento, avendo visitato personalmente l'immobile prima di firmare la proposta d'acquisto. Di conseguenza, non vi è stata alcuna violazione dell'obbligo informativo da parte dell'agenzia, poiché la condizione dell'immobile era nota e non ha impedito la conclusione dell'affare.
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Diritto alla provvigione: agenzia pagata anche senza vendita?
Un promissario acquirente chiede la restituzione di un deposito di 5.000 euro versato a un'agenzia immobiliare dopo la mancata conclusione di una compravendita. L'agenzia chiede in via riconvenzionale il pagamento di oltre 19.000 euro, sostenendo che il diritto alla provvigione sia sorto con l'accettazione della proposta d'acquisto. L'acquirente contesta la validità della clausola che anticipa il compenso e accusa l'agenzia di aver taciuto informazioni essenziali sull'urgenza dei venditori. La Corte di Cassazione, rilevando la particolare importanza delle questioni relative al diritto alla provvigione, ai limiti dell'autonomia contrattuale e alla buona fede, decide di non decidere immediatamente in camera di consiglio, ma rinvia la causa alla pubblica udienza per un esame più approfondito.
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Responsabilità del mediatore: quando la forma batte la sostanza
Una società acquirente stipula un preliminare per l'acquisto di un immobile, scoprendo solo dopo che la venditrice non è l'unica proprietaria. A causa del mancato acquisto, la società chiede il risarcimento dei danni ai presunti mediatori, accusandoli di aver taciuto la comproprietà. Il Tribunale rigetta la domanda per mancanza di prove sul ruolo dei mediatori e sul danno. La Corte d'Appello dichiara inammissibile l'impugnazione per difetto di specificità dei motivi. La Cassazione conferma l'inammissibilità del ricorso: la società ha contestato solo il merito della vicenda, senza impugnare la decisione procedurale di inammissibilità dell'appello. Di conseguenza, viene esclusa ogni responsabilità del mediatore e la ricorrente viene condannata a pagare le spese di giudizio.
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Provvigione del mediatore immobiliare dovuta anche con vizi noti
I Promissari Acquirenti firmano un contratto preliminare per un immobile, scoprendo poi un'ordinanza comunale di inagibilità per problemi strutturali. Chiedono quindi la risoluzione del contratto e la restituzione delle somme pagate all'Agenzia Immobiliare e alla Società di Mediazione Creditizia. La Corte d'Appello rigetta le domande poiché l'Acquirente conosceva i difetti prima della firma e i lavori di consolidamento avevano risolto il problema, portando alla revoca dell'inagibilità. La Corte di Cassazione conferma questa decisione, stabilendo che la provvigione del mediatore immobiliare è dovuta se l'affare si è concluso con il preliminare, anche in presenza di vizi noti. I ricorrenti perdono la causa e devono pagare le spese legali.
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Agente informa, venditore sa: esclusa la responsabilità del mediatore
La Cassazione affronta il tema della responsabilità del mediatore immobiliare. Dei venditori avevano citato in giudizio la loro agenzia perché costretti a ridurre il prezzo di vendita a causa di un'autorimessa abusiva e priva del certificato di agibilità. La Corte ha stabilito che la responsabilità del mediatore è esclusa quando questi adempie al suo obbligo di informazione, indicando ai venditori i documenti necessari per la vendita. Se i venditori, pur essendo pienamente consapevoli dell'irregolarità, decidono di procedere, le conseguenze negative ricadono su di loro in base al principio di autoresponsabilità. L'agente non è tenuto a svolgere indagini tecniche per verificare la conformità urbanistica dell'immobile.
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Abuso edilizio taciuto: scatta la responsabilità del mediatore
La Corte di Cassazione ha affermato la responsabilità del mediatore immobiliare per non aver informato un acquirente dell'esistenza di irregolarità urbanistiche, anche se sanabili. Secondo i giudici, una generica menzione di 'aggiornamento catastale e urbanistico in corso' nella proposta d'acquisto non è sufficiente ad adempiere al dovere di corretta informazione. Il mediatore ha l'obbligo di comunicare ogni circostanza rilevante che possa influire sulla conclusione del contratto o sulle sue condizioni. La mancata comunicazione di un abuso edilizio, anche se non tale da rendere l'immobile incommerciabile, configura un inadempimento che giustifica la richiesta di risarcimento danni da parte dell'acquirente, commisurata anche alla provvigione versata.
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Vende casa a due persone: grave inadempimento del contratto preliminare
Un promittente venditore, dopo aver firmato un contratto preliminare, vende l'immobile a un'altra persona, rendendo impossibile la stipula del rogito definitivo. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale condotta costituisce un grave e decisivo inadempimento del contratto preliminare. Non si tratta di una risoluzione consensuale, ma di una chiara violazione degli obblighi da parte del venditore. La scelta del promissario acquirente di cercare un altro immobile è solo una conseguenza di tale illecito. La Corte ha quindi annullato la precedente sentenza, riconoscendo la responsabilità del venditore e rinviando il caso per una nuova valutazione del risarcimento del danno.
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Intermediario finanziario: responsabilità e controlli
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da alcuni professionisti operanti come intermediario finanziario in merito alla responsabilità per l'erogazione di prestiti basati su documenti falsi. La controversia nasce dalla richiesta di risarcimento di un istituto di credito verso una società di mediazione, la quale ha chiamato in causa i propri collaboratori esterni. La Corte d'Appello aveva accertato che i collaboratori, in quanto iscritti agli elenchi professionali e soggetti alla disciplina del Testo Unico Bancario, avrebbero dovuto verificare l'autenticità dei documenti oltre la semplice apparenza formale. La Suprema Corte ha rilevato che il ricorso non ha contestato in modo specifico la qualifica professionale attribuita ai ricorrenti, rendendo l'impugnazione carente dei requisiti necessari.
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Responsabilità professionale: notaio e mediatore
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità professionale del notaio e del mediatore immobiliare in una vicenda di compravendita di un immobile rivelatosi parte del demanio marittimo. Il notaio è stato ritenuto responsabile per non aver verificato la commerciabilità del bene e per aver omesso di informare l'acquirente sui rischi di incameramento statale. Parallelamente, il mediatore è stato condannato per aver taciuto circostanze decisive relative alla sicurezza dell'affare, nonostante fosse a conoscenza dell'avvio delle procedure di acquisizione da parte dello Stato. La decisione ribadisce che la responsabilità professionale impone obblighi informativi e di verifica che vanno oltre la semplice consultazione dei registri immobiliari.
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Provvigione mediatore: quando è dovuta la commissione?
Un acquirente si rifiutava di stipulare il contratto preliminare dopo aver scoperto oneri sull'immobile. La Corte di Cassazione ha stabilito che la provvigione mediatore non è dovuta se l'accordo raggiunto è un mero "preliminare di preliminare", non azionabile in forma specifica, ma un semplice accordo che regola le fasi successive della trattativa. Il diritto alla commissione sorge solo con la conclusione di un vero e proprio "affare" giuridicamente vincolante.
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Obblighi informativi banca: ricorso inammissibile
Un investitore ha citato in giudizio una banca per le perdite subite su obbligazioni estere, lamentando la violazione degli obblighi informativi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda su vizi procedurali, come la commistione di diversi motivi di ricorso e la mancata impugnazione di tutte le ragioni giuridiche autonome della sentenza d'appello. Questo caso sottolinea l'importanza della corretta formulazione tecnica del ricorso in materia di obblighi informativi banca.
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Domanda nuova in appello e i limiti della modifica
In una causa per una compravendita immobiliare fallita, la Cassazione ha stabilito che introdurre in secondo grado un nuovo motivo di responsabilità a carico del mediatore, come la mancanza del certificato di agibilità, costituisce una domanda nuova in appello, inammissibile ai sensi dell'art. 345 c.p.c. Tale allegazione tardiva altera infatti il tema della controversia, violando i limiti processuali e il diritto di difesa. La sentenza d'appello è stata quindi annullata con rinvio.
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Provvigione mediatore: quando è dovuta? Analisi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 109/2023, ha stabilito che la provvigione del mediatore matura alla conclusione del contratto preliminare, in quanto questo costituisce un vincolo giuridico che abilita le parti ad agire per l'esecuzione. La presenza di una condizione, anche se successivamente rinunciata da una parte, non esclude il diritto al compenso, confermando un principio consolidato.
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