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Art. 1381 Codice Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 1381 Codice Civile

Mancato allaccio alla rete idrica: risarcimento e limiti
Un cittadino ha chiesto il collegamento dell'acqua per la propria abitazione, pagando quanto dovuto. Il Gestore del Servizio Idrico ha ritardato per anni la stipula del contratto adducendo la mancata autorizzazione da parte di enti terzi. La Corte d'Appello ha accertato la responsabilità dell'ente per il mancato allaccio alla rete idrica, condannandolo al risarcimento dei danni in via equitativa e a una sanzione giornaliera per il ritardo. Il Proprietario ha proposto ricorso in Cassazione per ottenere un ulteriore indennizzo per il fatto del terzo e una cifra risarcitoria più alta. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che il risarcimento per inadempimento esclude l'indennizzo aggiuntivo e che la liquidazione equitativa del danno era adeguatamente motivata.
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Promessa del fatto del terzo: costruttore salvo se la via manca
Alcuni acquirenti di appartamenti hanno fatto causa alla società costruttrice perché la strada pedonale di accesso alle case non era mai stata realizzata. I contratti di compravendita menzionavano un accordo tra il precedente proprietario del terreno e il Comune per la costruzione della strada. Gli acquirenti sostenevano che tale richiamo costituisse una promessa del fatto del terzo da parte della venditrice. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso degli acquirenti. I giudici hanno chiarito che la realizzazione delle opere di urbanizzazione spetta esclusivamente all'ente pubblico. Il semplice riferimento nei contratti all'accordo con il Comune non rappresenta una promessa del fatto del terzo, in quanto manca un impegno chiaro e inequivocabile della venditrice a garantire l'adempimento del Comune. Di conseguenza, la società costruttrice non è responsabile per la mancata costruzione della strada.
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Cessione del credito: perché non puoi risolvere il contratto
Una società acquistava tramite cessione del credito i diritti derivanti da un contratto preliminare di vendita di un terreno. Successivamente, chiedeva la risoluzione del contratto per inadempimento, lamentando che l'immobile appartenesse anche a terzi. La Corte d'Appello respingeva la domanda, rilevando che il preliminare era collegato a un appalto e subordinato al collaudo delle opere, non ancora eseguito. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso. I giudici hanno chiarito che la cessione del credito non trasferisce le azioni di risoluzione del contratto originario, spettanti solo in caso di cessione del contratto. Inoltre, l'inesigibilità del credito dovuta al mancato avveramento della condizione non ricade sulla garanzia del cedente, escludendo la mala fede poiché l'amministratore delle due società era lo stesso.
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Preliminare di cosa altrui: acquisto nullo, ragione al compratore
Un Promissario Acquirente si ritira da una proposta di acquisto per un immobile. Il bene apparteneva a un socio e non alla società in concordato che, tramite il suo Commissario, aveva accettato l'offerta. La Cassazione dà ragione all'Acquirente, stabilendo un principio chiave sul preliminare di vendita di cosa altrui: il promittente venditore deve assumere personalmente l'obbligo di far acquistare la proprietà al compratore. In questo caso, il Commissario non aveva il potere di disporre del bene del socio né si era personalmente obbligato a garantirne il trasferimento. L'accordo è quindi nullo e nessuna richiesta di risarcimento è dovuta dall'Acquirente.
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Inadempimento Contrattuale: Impianto Costruito ma Rete Assente
Una società concessionaria realizza un impianto di cogenerazione ma omette di costruire la rete di distribuzione. La società concedente, a sua volta, non si attiva per finalizzare l'erogazione di un contributo regionale, che viene poi revocato. Ne nasce una causa per inadempimento contrattuale reciproco. La Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito: la responsabilità è di entrambe le parti. La concessionaria è inadempiente per la mancata realizzazione della rete, mentre la concedente è responsabile per non aver curato la documentazione necessaria al pagamento del contributo. Il risarcimento del danno viene quindi riconosciuto solo in parte, confermando che quando le colpe sono condivise, le conseguenze economiche vengono ripartite.
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Promessa del fatto del terzo e revoca amministratore
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un ex amministratore delegato contro una sentenza che negava l'indennizzo pattuito in un accordo con la società controllante. Il caso riguarda la promessa del fatto del terzo, in cui la controllante si era impegnata a garantire la nomina e la durata triennale dell'incarico presso la controllata. La Suprema Corte ha stabilito che l'indennizzo è dovuto direttamente dal promittente se il terzo non compie il fatto, senza necessità di un previo giudizio contro la società terza.
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