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Art. 1381 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 1381 Codice Civile

Promessa del fatto del terzo: quando il parente risponde dei danni
Il Comproprietario di un terreno ha firmato una procura a vendere in favore della Società Acquirente, convinto dal Nipote (socio della stessa) che, con scrittura privata, gli aveva promesso il trasferimento di quote societarie per un valore di 100.000 euro. A fronte del mancato trasferimento delle quote, il Comproprietario ha chiesto il risarcimento dei danni. La Corte d'Appello aveva rigettato la domanda qualificando l'accordo come obbligazione alternativa estinta con il pagamento del prezzo del terreno. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che non può esservi obbligazione alternativa se i soggetti obbligati sono diversi. La fattispecie va invece inquadrata come promessa del fatto del terzo ex art. 1381 c.c., rinviando alla Corte d'Appello per valutare l'inadempimento del Nipote e il relativo risarcimento.
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Contratto di mandato: scontro tra rimborsi e vizi procedurali
Una società produttrice ha richiesto il rimborso delle spese a una società committente, sostenendo l'esistenza di un contratto di mandato per la stampa e la vendita di tessuti a un terzo soggetto, che poi non ha pagato la merce. La Corte d'appello ha accolto la domanda qualificando il rapporto come un contratto di mandato in rem propriam. La società committente ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando, tra i vari motivi, la mancata comunicazione dell'udienza di precisazione delle conclusioni. La Suprema Corte, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione finale ordinando l'acquisizione dei fascicoli d'ufficio per verificare l'effettiva violazione del contraddittorio.
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Mandato professionale gratuito: l’avvocato deve restituire i soldi
Alcuni lavoratori si sono rivolti a un avvocato tramite un patronato per ottenere benefici previdenziali legati all'amianto. Nonostante l'accordo prevedesse un mandato professionale gratuito, il legale ha preteso e incassato somme di denaro. I lavoratori hanno quindi promosso un'azione di ripetizione dell'indebito per riavere quanto pagato. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno condannato l'avvocato alla restituzione di oltre ventunomila euro, accertando l'esistenza del patto di gratuità tramite testimonianze. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del professionista, confermando la decisione precedente. La Suprema Corte ha inoltre rilevato l'inammissibilità delle difese dei resistenti per un conflitto di interessi virtuale, avendo essi nominato lo stesso difensore. L'avvocato perde definitivamente la causa e deve restituire le somme indebitamente percepite.
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Promessa del fatto del terzo: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30003/2023, ha esaminato un caso riguardante la qualificazione di una clausola in un contratto di cessione di quote societarie. La clausola impegnava gli acquirenti a liberare il venditore da una fideiussione pregressa. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, che avevano qualificato l'impegno come un patto di manleva piuttosto che una promessa del fatto del terzo. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per motivi procedurali, in particolare per la violazione del principio di autosufficienza, poiché i ricorrenti non avevano specificato adeguatamente le norme violate né trascritto la clausola contestata. La decisione ribadisce che un impegno ad attivarsi per estinguere un debito altrui costituisce un'obbligazione di garanzia diretta.
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