LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 13, comma 1 quater, d.p.r. n. 115 del 2002 — Anno 2024

Pagina 27 di 40

Altri anni per Art. 13, comma 1 quater, d.p.r. n. 115 del 2002

Premio di risultato: spetta in caso di licenziamento?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto al premio di risultato spetta anche ai lavoratori licenziati prima della data di maturazione, se l'accordo aziendale esclude dal beneficio solo chi "risolve" volontariamente il rapporto. Il termine "risolvono" è stato interpretato come riferito alle dimissioni e non al licenziamento, in quanto la cessazione del rapporto non è dipesa dalla volontà del lavoratore. La Corte ha quindi rigettato il ricorso di un'azienda che negava il premio a un gruppo di dipendenti che aveva licenziato.
Continua »
Risarcimento danni software: il caso della Cassazione
Una società cliente ha richiesto un risarcimento danni software a un fornitore per inadempimento. A seguito del recesso anticipato del fornitore, si sono verificate anomalie e carenze di assistenza che hanno compromesso l'archiviazione digitale delle fatture. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del fornitore, confermando la condanna al pagamento dei danni per l'acquisto di un nuovo software e per la perdita di produttività, stabilita dalla Corte d'Appello.
Continua »
Ricorso inammissibile: i requisiti del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile a causa della sua formulazione generica e del mancato rispetto del principio di autosufficienza. La decisione sottolinea che l'appello non può essere un pretesto per richiedere un nuovo esame dei fatti, ma deve limitarsi a censure di legittimità, formulate in modo specifico e completo. Il caso nasceva da una controversia su un contratto di fornitura, ma la Cassazione si è concentrata esclusivamente sui vizi procedurali dell'atto di impugnazione.
Continua »
Giurisdizione giudice amministrativo: il giudicato prevale
Un ex dipendente pubblico chiede di essere ammesso al passivo di un ente in liquidazione per un credito da retribuzione. La Cassazione respinge il ricorso, confermando che la giurisdizione del giudice amministrativo, una volta consolidata da un giudicato, prevale sulla procedura concorsuale. Il Tribunale fallimentare non può riesaminare un diritto già negato in via definitiva dall'organo giurisdizionale competente.
Continua »
Chiamata in garanzia: quando si estende la domanda?
Una società siderurgica ha citato in giudizio una banca per il pagamento di un assegno alterato. La banca convenuta ha chiamato in causa un terzo istituto di credito in garanzia. La Corte di Cassazione ha stabilito che in un caso di chiamata in garanzia, la domanda dell'attore non si estende automaticamente al terzo. L'attore avrebbe dovuto formulare esplicitamente una domanda anche contro il terzo, cosa che non ha fatto tempestivamente, portando al rigetto delle sue pretese verso quest'ultimo.
Continua »
Onere della prova conti correnti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, interviene su un caso di addebiti illegittimi su un conto corrente, chiarendo la ripartizione dell'onere della prova tra cliente e banca. La Corte ha stabilito che per interessi ultralegali e anatocismo, l'illegittimità può emergere dagli estratti conto, mentre per la commissione di massimo scoperto spetta al cliente provare l'assenza di un accordo. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione sulla prescrizione e sulla commissione di massimo scoperto.
Continua »
Equiparazione retributiva: no agli arretrati senza atto
Un ex militare di un corpo ausiliario ha richiesto il pagamento di arretrati per l'equiparazione retributiva al personale delle Forze Armate. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'interpretazione degli atti amministrativi interni che dispongono l'adeguamento è una questione di fatto, non di diritto. Inoltre, né tali atti né i regolamenti contabili interni costituiscono norme di diritto idonee a fondare la pretesa economica.
Continua »
Mutuo di scopo nullo: onere della prova e Cassazione
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito sostenendo la nullità di alcuni contratti di mutuo di scopo, poiché le somme erogate sarebbero state utilizzate per ripianare debiti pregressi anziché per le finalità pattuite. I giudici di primo e secondo grado hanno respinto la domanda. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'onere di provare la diversa destinazione delle somme grava sul mutuatario. La Corte ha inoltre precisato che il mancato rispetto dello scopo non rende automaticamente il mutuo di scopo nullo, configurandosi piuttosto come un inadempimento contrattuale.
Continua »
Finanziamento valuta estera: non è uno strumento derivato
La Corte di Cassazione ha stabilito che un finanziamento in valuta estera non si trasforma in uno strumento finanziario derivato solo per la presenza del rischio di cambio. Analizzando un caso in cui un debitore contestava la natura di un prestito, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la causa del contratto resta quella del finanziamento e non della speculazione, non applicando quindi la normativa del Testo Unico della Finanza.
Continua »
Occupazione abusiva demanio: no a sanatorie e sconti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un privato al pagamento di un ingente indennizzo per l'occupazione abusiva del demanio marittimo, derivante dalla trasformazione di una cabina balneare in abitazione. La Corte ha stabilito che tali opere non sono sanabili e ha legittimato l'applicazione retroattiva di sanzioni più severe, basate sui valori di mercato, introdotte dalla legge finanziaria del 2007.
Continua »
Fideiussione art 1956: oneri prova e ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un fideiussore che invocava la liberazione dalla garanzia ai sensi dell'art. 1956 c.c. La Corte ha stabilito che le allegazioni del ricorrente sulla presunta conoscenza da parte della banca del peggioramento delle condizioni economiche della società debitrice erano generiche e non supportate da prove decisive. Il caso di fideiussione art 1956 si conclude con la condanna del ricorrente per abuso del processo.
Continua »
Società a ristretta base: i conti dei soci contano
Una società a ristretta base e i suoi soci sono stati oggetto di accertamento fiscale per maggiori imposte. L'Agenzia delle Entrate ha imputato alla società i movimenti non giustificati sui conti correnti personali dei soci, presumendo che si trattasse di ricavi non dichiarati e successivamente distribuiti ai soci stessi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei contribuenti, confermando la legittimità di tale presunzione e ribadendo che l'onere di provare la natura extra-aziendale delle movimentazioni spetta al contribuente.
Continua »
Impugnazione stato passivo: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni creditori postergati contro l'ammissione di un credito ipotecario allo stato passivo di un fallimento. L'ordinanza sottolinea l'importanza dei requisiti procedurali, come l'autosufficienza del ricorso e il divieto di sollevare nuove questioni in sede di legittimità. La decisione ribadisce che l'impugnazione dello stato passivo deve essere fondata su motivi specifici, completi e tempestivamente dedotti nei gradi di merito, pena la sua reiezione per vizi formali.
Continua »
Valore del bene evitto: come si calcola nella permuta
Una società, a seguito di evizione da un immobile ricevuto tramite permuta, ha richiesto l'ammissione al passivo fallimentare della controparte per il valore indicato nel contratto. La Cassazione ha stabilito che, in caso di permuta, il credito per il valore del bene evitto si calcola in base al suo valore di mercato effettivo al momento della stipula, e non secondo il prezzo consensualmente pattuito, confermando la decisione del tribunale di merito.
Continua »
Falsità consulenza tecnica: limiti all’impugnazione
Una società, dopo una sentenza definitiva sfavorevole basata su una consulenza tecnica d'ufficio (CTU), ha intentato una nuova causa per accertarne la falsità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che per contestare la falsità della consulenza tecnica non si possono riproporre le stesse prove già valutate nel giudizio precedente, ma è necessario fornire elementi nuovi e diversi, idonei a dimostrare la falsità della perizia.
Continua »
Poteri rappresentativi: i limiti della delibera del CdA
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti dei poteri rappresentativi di un direttore generale. Una delibera del CdA che autorizza la stipula di un finanziamento e la concessione di garanzie specifiche (ipoteca e pegno) non abilita implicitamente alla firma di una fideiussione personale, anche in presenza di clausole generiche. La Corte ha inoltre ribadito che l'accertamento dei crediti in sede di concordato preventivo non costituisce giudicato opponibile in un successivo giudizio ordinario.
Continua »
Giudizio di rinvio: limiti e poteri del giudice
Un dipendente di una società di servizi finanziari, licenziato per presunte irregolarità, ha visto il suo caso arrivare in Cassazione. La Corte Suprema ha annullato la precedente sentenza d'appello che disponeva la reintegra, rinviando la causa. Con la nuova ordinanza, la Cassazione conferma la decisione del giudice del rinvio, che ha escluso la reintegrazione e concesso solo un'indennità risarcitoria. Viene così ribadito che nel giudizio di rinvio il giudice deve attenersi strettamente ai limiti fissati dalla Cassazione, senza poter riesaminare il caso liberamente.
Continua »
Data certa vendita veicolo: come evitare le multe
Una società ha ricevuto numerose multe per infrazioni commesse con un veicolo che sosteneva di aver venduto. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, sottolineando che la prova della vendita, per essere valida contro terzi come la Pubblica Amministrazione, deve avere una data certa. Nel caso specifico, la documentazione prodotta, inclusa una scrittura privata e un permesso di circolazione provvisorio, non era idonea a dimostrare l'avvenuto trasferimento di proprietà prima delle violazioni, poiché priva del requisito della data certa o perché il documento era già scaduto. La Corte ha quindi confermato la responsabilità della società per le sanzioni.
Continua »
Onere della prova usura: oneri del debitore
Una società utilizzatrice di beni in leasing ha contestato la validità del contratto per usura. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'onere della prova usura grava interamente sul debitore. Quest'ultimo deve dimostrare non solo i termini contrattuali ma anche il tasso soglia applicabile, che non costituisce un fatto notorio. La produzione tardiva di documenti in appello è stata ritenuta inammissibile.
Continua »
Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema della prescrizione dei crediti vantati da un gruppo di medici specializzandi nei confronti dello Stato per il mancato recepimento di direttive europee. L'ordinanza conferma la decisione dei giudici di merito, stabilendo che il termine di prescrizione decennale ha iniziato a decorrere dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Secondo la Corte, tale legge ha generato la "ragionevole certezza" che lo Stato non avrebbe più adempiuto alla normativa europea, rendendo così esigibile il diritto al risarcimento. Il ricorso è stato quindi giudicato inammissibile in quanto contrario a un orientamento giurisprudenziale consolidato, confermando la prescrizione del diritto dei ricorrenti.
Continua »