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Norma di salvaguardia

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Distanze legali tra edifici: stop alle deroghe comunali
I proprietari di due immobili storici hanno citato in giudizio i costruttori di un nuovo fabbricato condominiale limitrofo, contestando la violazione della servitù di veduta e il mancato rispetto delle distanze legali tra edifici. La Corte d'appello aveva respinto le richieste sulle distanze ritenendo sufficiente la presenza di un piano di ricostruzione post-bellico comunale. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, accogliendo il ricorso dei vicini. La Suprema Corte ha chiarito che il piano locale regolava solo i prospetti interni dello stesso stabile e non i fabbricati frontistanti. Si applicano quindi le norme statali di salvaguardia più severe sulle distanze legali tra edifici. La sentenza è stata cassata con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello.
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Trattenimento in servizio: no al rinnovo oltre i 65 anni
Un Dirigente Scolastico ha impugnato la risoluzione del proprio rapporto di lavoro disposta dall'Amministrazione Scolastica al compimento dei sessantacinque anni. La lavoratrice richiedeva il trattenimento in servizio, sostenendo che il proprio contratto individuale triennale avesse scadenza successiva al compimento dei sessantacinque anni e di non aver maturato i nuovi requisiti pensionistici. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. I giudici hanno chiarito che il limite massimo d'età lavorativa di sessantacinque anni rimane valido e non viene automaticamente modificato dall'innalzamento dell'età pensionabile. La stipula del contratto dirigenziale non costituisce autorizzazione implicita. Poiché la dipendente aveva già maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia prima della riforma previdenziale, il collocamento a riposo d'ufficio risulta pienamente legittimo.
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Riporto dell’anzianità di servizio: no al doppio aumento
Un gruppo di dipendenti pubblici ha chiesto il riconoscimento dell'anzianità maturata prima della loro promozione, pretendendo il conseguente aumento di stipendio. I lavoratori invocavano il regolamento interno per ottenere il riporto dell'anzianità di servizio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione d'appello. I giudici hanno chiarito che la norma del regolamento ha una funzione di salvaguardia: serve solo a evitare perdite economiche nel passaggio di qualifica, non a garantire un automatico incremento retributivo a chi ha già ottenuto un aumento significativo, pari ad almeno il quindici per cento, grazie alla promozione. I lavoratori hanno perso la causa e sono stati condannati a pagare le spese processuali.
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