Deducibilità IRAP dall’IRES: La Cassazione Mette un Punto Fermo
La questione della deducibilità IRAP dalla base imponibile IRES rappresenta da anni un tema centrale e dibattuto nel diritto tributario italiano. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione è intervenuta per ribadire i principi cardine che regolano la materia, ponendo fine alle speranze di chi auspicava un’apertura verso una deducibilità totale. Analizziamo la decisione per comprendere la sua portata e le implicazioni pratiche per le imprese.
I Fatti del Caso: Dal Rimborso Negato al Ricorso in Cassazione
Una società contribuente aveva presentato due distinte istanze di rimborso IRES per gli anni 2008 e 2009. La richiesta si fondava su un presupposto ambizioso: la completa deducibilità dell’IRAP versata in quegli anni. Di fronte al silenzio dell’Amministrazione finanziaria, che per legge equivale a un rigetto (il cosiddetto ‘silenzio-rifiuto’), la società aveva adito la giustizia tributaria.
Sia la Commissione Tributaria Provinciale che quella Regionale avevano dato ragione all’impresa, accogliendo la tesi della deducibilità e condannando l’Agenzia delle Entrate a rimborsare le somme. L’Amministrazione, tuttavia, non si è arresa e ha proposto ricorso per cassazione, portando la questione di fronte ai giudici di legittimità.
Un Dettaglio Cruciale
È importante notare che la stessa società, in un’altra sede, aveva già richiesto e ottenuto il rimborso della quota di IRAP relativa alle spese per il personale per gli anni dal 2007 al 2011. Questo rimborso parziale era stato concesso in base a una specifica norma introdotta nel 2011, che mitigava la generale indeducibilità dell’imposta.
La Questione Giuridica sulla Deducibilità IRAP
Il nodo centrale del contendere era se l’IRAP potesse essere considerata un costo interamente deducibile ai fini IRES, in contrasto con la normativa che ne sancisce, in via di principio, la non deducibilità. La tesi della società si basava sull’idea che l’IRAP, gravando su una base imponibile che include anche costi oltre agli utili, dovesse essere interamente sottratta dal reddito imponibile IRES. L’Agenzia delle Entrate, al contrario, sosteneva la validità della regola generale della non deducibilità, salvo l’eccezione espressamente prevista dal legislatore.
Le Motivazioni della Suprema Corte
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, smontando pezzo per pezzo la tesi della società. Il ragionamento dei giudici si fonda su principi chiari e consolidati.
In primo luogo, la legge istitutiva dell’IRAP (d.lgs. n. 446/1997) stabilisce in modo inequivocabile che ‘l’imposta ha carattere reale e non è deducibile ai fini delle imposte sui redditi’. Questa è una norma speciale che prevale sulla regola generale di deducibilità dei tributi (contenuta nell’art. 99 del TUIR). Pertanto, il legislatore ha volutamente escluso l’IRAP dal novero dei costi deducibili.
In secondo luogo, la successiva introduzione di una deducibilità parziale (con il d.l. n. 201/2011) non ha cambiato la regola generale, ma ha solo creato un’eccezione limitata. Questa eccezione riguarda esclusivamente la quota di IRAP che incide sul costo del personale dipendente e assimilato. La Corte sottolinea che questa modifica normativa ha ‘parzialmente mitigato’ l’indeducibilità, ma non l’ha eliminata. Permettere una deduzione totale significherebbe andare oltre la volontà del legislatore.
Le Conclusioni
La decisione della Cassazione riafferma con forza un principio fondamentale: l’IRAP non è deducibile dall’IRES. L’unica eccezione ammessa è quella, specificamente prevista dalla legge, relativa alla quota di imposta calcolata sulle spese per il personale. La richiesta di un rimborso basato sulla deducibilità integrale dell’imposta è, pertanto, priva di fondamento giuridico. Le imprese devono attenersi a questa interpretazione restrittiva, consapevoli che ogni tentativo di estendere la deducibilità oltre i limiti normativi è destinato a scontrarsi con un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato.
L’IRAP è generalmente deducibile dall’IRES?
No, la regola generale, stabilita espressamente dalla legge istitutiva dell’IRAP (d.lgs. n. 446/1997), è la non deducibilità dell’imposta ai fini delle imposte sui redditi.
Esiste un’eccezione alla regola della non deducibilità dell’IRAP?
Sì, il legislatore (con il d.l. n. 201/2011) ha introdotto un’eccezione che permette una deducibilità parziale. Tale deduzione è limitata alla quota di IRAP che grava sulle spese per il personale dipendente e assimilato, al netto di specifiche deduzioni.
Una società che ha già ottenuto il rimborso parziale per le spese del personale può chiedere un ulteriore rimborso per la restante IRAP versata?
No. Secondo la Corte di Cassazione, la richiesta di un rimborso integrale è infondata perché si basa sul presupposto errato che l’IRAP sia interamente deducibile. L’unica deduzione ammessa è quella parziale già prevista dalla legge e della quale, nel caso di specie, la società aveva già beneficiato.