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COSAP per viadotti: la concessione non esenta

La Corte di Cassazione ha stabilito che una società concessionaria di autostrade è tenuta al pagamento del COSAP per i viadotti che sovrastano le strade comunali. La concessione statale non esenta dal pagamento del canone, e l’occupazione senza un titolo rilasciato dal Comune è considerata abusiva, legittimando l’applicazione di sanzioni. Il soggetto passivo è l’operatore che trae un’utilità economica dall’occupazione.

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Pubblicato il 10 gennaio 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

COSAP per viadotti: Concessionario Autostradale Tenuto al Pagamento

L’intersezione tra le grandi infrastrutture statali e le competenze territoriali dei Comuni genera spesso complesse questioni giuridiche e fiscali. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha affrontato un tema cruciale: il pagamento del COSAP per viadotti autostradali che sovrastano le strade comunali. La Corte ha stabilito che la società concessionaria, pur agendo in base a una concessione statale, è tenuta a versare il canone al Comune per l’occupazione del soprassuolo pubblico. Questa decisione consolida un importante principio sulla responsabilità economica degli operatori privati che gestiscono beni pubblici.

I Fatti del Contenzioso

Una nota società concessionaria per la gestione della rete autostradale ha impugnato gli atti con cui un Comune, tramite la sua società di riscossione, le richiedeva il pagamento di una somma ingente a titolo di COSAP. La richiesta si riferiva all’occupazione, per il periodo 2013-2018, dello spazio aereo sovrastante diverse strade comunali, occupazione realizzata tramite la presenza di ponti e viadotti autostradali. La società concessionaria sosteneva di non dover pagare il canone per diverse ragioni. In primo luogo, l’infrastruttura era di proprietà dello Stato e realizzata per un fine di interesse nazionale, sottraendo di fatto l’area alla disponibilità del Comune. In secondo luogo, essa agiva come braccio operativo dello Stato, pertanto doveva beneficiare dell’esenzione prevista per le occupazioni effettuate direttamente da quest’ultimo. Infine, l’occupazione non poteva considerarsi “abusiva”, poiché legittimata dalla concessione statale per la gestione dell’autostrada.

La Decisione della Corte di Cassazione e il COSAP per viadotti

Sia il Tribunale che la Corte d’Appello hanno respinto le argomentazioni della società. Il caso è quindi giunto dinanzi alla Corte di Cassazione, che ha rigettato il ricorso, confermando l’obbligo di pagamento del canone e delle relative sanzioni. La Suprema Corte ha chiarito in modo definitivo i principi che regolano il COSAP per viadotti e infrastrutture simili.

La Natura del COSAP e il Soggetto Passivo

La Corte ha ribadito che il COSAP non è una tassa, ma il corrispettivo di una concessione (reale o, in assenza di titolo, presunta) per un uso particolare e speciale di un bene pubblico. Tale uso sottrae una porzione del bene alla fruizione generalizzata da parte della collettività. Il presupposto per l’applicazione del canone è proprio questa utilizzazione particolare, a prescindere dall’esistenza di un atto formale di concessione. Il soggetto tenuto al pagamento (soggetto passivo) è colui che materialmente effettua l’occupazione e ne trae un’utilità specifica ed economica. Nel caso di specie, questo soggetto è la società concessionaria, che gestisce l’infrastruttura per trarne profitto, e non lo Stato, che ne è il proprietario.

L’Esclusione dell’Esenzione Statale

Uno dei punti centrali del ricorso riguardava l’esenzione prevista per le occupazioni effettuate dallo Stato. La Cassazione ha specificato che tale esenzione è strettamente personale e si applica solo quando l’occupante è direttamente lo Stato o un altro ente pubblico esentato. Non può essere estesa a un soggetto privato, come la società concessionaria, anche se questa svolge un servizio di pubblica utilità. Il fatto che la società operi in regime di concessione, con vincoli e controlli pubblici, non ne altera la natura di soggetto giuridico autonomo che agisce per un proprio scopo di lucro.

Le Motivazioni della Corte

Le motivazioni della Corte si fondano su una chiara distinzione tra i diversi piani giuridici coinvolti. La concessione statale per la costruzione e gestione della rete autostradale è un atto che regola i rapporti tra lo Stato concedente e la società concessionaria. Tuttavia, questo titolo non ha alcuna efficacia nei confronti del Comune, proprietario delle aree sovrastate. L’occupazione di tali aree, per essere legittima nei confronti dell’ente locale, richiederebbe un autonomo titolo concessorio comunale.

L’Occupazione “Abusiva” e le Relative Sanzioni

In assenza di una concessione rilasciata dal Comune, l’occupazione dello spazio aereo è stata correttamente qualificata come “abusiva”. Questa qualifica non implica un giudizio di illiceità generale, ma descrive una situazione di fatto: l’utilizzo di un bene pubblico locale senza il permesso dell’ente titolare. Di conseguenza, è legittima l’applicazione non solo del canone base, ma anche delle maggiorazioni e delle sanzioni pecuniarie previste dalla normativa e dal regolamento comunale per le occupazioni abusive. La Corte ha confermato che la previsione di una sanzione fino al 200% del canone è autorizzata dalla legge nazionale (d.lgs. n. 446/1997).

Irrilevanza della Concessione Statale ai Fini Locali

Infine, la Corte ha smontato l’argomento secondo cui la società avrebbe agito nell’adempimento di un dovere derivante dalla concessione statale. Sebbene la gestione dell’autostrada sia un obbligo, ciò non crea una causa di giustificazione che escluda la responsabilità per il mancato pagamento del canone locale. La concessione statale e l’obbligo di pagare il COSAP operano su due binari paralleli e non confliggenti: il primo autorizza la gestione dell’infrastruttura, il secondo regola l’impatto di tale infrastruttura sul patrimonio di un altro ente pubblico.

Conclusioni e Implicazioni Pratiche

Questa ordinanza consolida un orientamento giurisprudenziale ormai stabile, con importanti implicazioni per tutte le società che gestiscono infrastrutture di rete (energetiche, di telecomunicazione, di trasporto). La decisione afferma con forza il principio secondo cui la titolarità di una concessione statale per la realizzazione di un’opera di interesse nazionale non comporta una “franchigia” generalizzata rispetto agli oneri e ai tributi locali. Gli enti locali mantengono la loro potestà impositiva sui beni di loro proprietà, e i gestori privati che ne fanno un uso particolare per scopi di lucro sono tenuti a versare il relativo corrispettivo, indipendentemente dalla natura pubblica del servizio offerto.

Una società concessionaria di autostrade deve pagare il COSAP per i viadotti che sovrastano le strade di un Comune?
Sì, la Corte di Cassazione ha confermato che il soggetto che effettua l’occupazione e ne trae un’utilità economica, ovvero la società concessionaria, è tenuto al pagamento del canone anche per lo spazio aereo sovrastante le strade comunali.

La concessione rilasciata dallo Stato per costruire e gestire un’autostrada esenta dal pagamento del COSAP comunale?
No, la concessione statale regola i rapporti tra Stato e concessionario ma non sostituisce il necessario titolo autorizzativo comunale. Pertanto, non esenta dal pagamento del canone dovuto all’ente locale per l’occupazione di sue aree.

L’occupazione dello spazio aereo comunale con un viadotto, senza un permesso del Comune, è considerata “abusiva”?
Sì, secondo la Corte, in assenza di uno specifico atto di concessione rilasciato dal Comune, l’occupazione è da considerarsi “di fatto” o “abusiva”. Questa qualifica giustifica l’applicazione di maggiorazioni e sanzioni pecuniarie previste dalla legge e dai regolamenti comunali.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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