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Querela di falso: quando la notifica è solo irregolare

Una società e i suoi soci hanno proposto una querela di falso contro alcune relate di notifica di un avviso di accertamento, sostenendo che la dichiarazione di irreperibilità fosse falsa. La Corte d’Appello ha rigettato l’impugnazione, chiarendo che la querela di falso non è lo strumento corretto per contestare vizi procedurali come l’omessa indicazione dell’indirizzo o la valutazione di irreperibilità da parte del messo. Tali questioni sono considerate irregolarità e non falsità, e devono essere fatte valere con altri mezzi.

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Querela di Falso: Quando la Notifica è Irregolare ma non Falsa

La querela di falso è uno strumento giuridico potente ma dai confini applicativi molto precisi. Non può essere utilizzata per contestare qualsiasi anomalia in un atto pubblico, come una relata di notifica. Una recente sentenza della Corte d’Appello di L’Aquila ha ribadito questo principio, chiarendo la netta distinzione tra un atto falso e un atto meramente irregolare. Il caso riguardava una società e i suoi soci che avevano impugnato per falsità le notifiche di un avviso di accertamento fiscale, ma la loro azione è stata respinta.

I fatti del caso: Notifiche contestate e l’accusa di falsità

Una società, ormai cancellata dal registro delle imprese, il suo liquidatore e il legale rappresentante proponevano appello contro la sentenza del Tribunale di Teramo che aveva rigettato la loro querela di falso. L’azione era diretta contro tre relate di notifica relative a un avviso di accertamento fiscale. Gli appellanti sostenevano che le notifiche fossero false perché il messo notificatore aveva erroneamente attestato l’irreperibilità della società e dei soci, omettendo di indicare l’indirizzo della sede e di compiere tutte le ricerche necessarie. Secondo la loro tesi, queste omissioni e valutazioni errate integravano una falsità ideologica dell’atto pubblico.

Le doglianze degli appellanti sulla querela di falso

Le principali contestazioni degli appellanti si concentravano su due aspetti:
1. Notifica alla società: Si lamentava che l’attestazione di irreperibilità fosse falsa, in quanto il messo non aveva specificato l’indirizzo presso cui erano state fatte le ricerche né considerato che la società, seppur cancellata, aveva una sede nota. L’omissione di questi elementi, a loro dire, rendeva l’attestazione non veritiera.
2. Notifiche ai soci: Venivano contestati vizi procedurali, come il mancato invio della Comunicazione di Avvenuto Deposito (CAD) o la mancanza di elementi identificativi sulla documentazione, che avrebbero dovuto provare il perfezionamento della notifica.

La decisione della Corte d’Appello

La Corte d’Appello ha rigettato integralmente l’appello, confermando la decisione di primo grado. I giudici hanno stabilito che le questioni sollevate dagli appellanti non rientravano nell’ambito di applicazione della querela di falso, ma configuravano, al più, vizi del procedimento notificatorio.

Le motivazioni: la distinzione tra falsità e irregolarità procedurale

Il cuore della decisione risiede nella precisa delimitazione dell’oggetto della querela di falso. La Corte ha spiegato che questo strumento serve a contestare la “pubblica fede” di un atto, ovvero la veridicità dei fatti che il pubblico ufficiale attesta essere avvenuti in sua presenza o da lui compiuti.

Nel caso specifico, i giudici hanno chiarito che:

* Le omissioni non sono falsità: L’omessa indicazione dell’indirizzo della società nella relata di notifica è un fatto negativo, un’omissione appunto, e non un’attestazione positiva di un fatto. Non è quindi suscettibile di essere impugnata per falsità.
* Le valutazioni non sono coperte da pubblica fede: La qualificazione dell’irreperibilità come “assoluta” o “relativa” è una valutazione, un giudizio del messo notificatore basato sulle circostanze riscontrate. Tale valutazione non è assistita da pubblica fede e, pertanto, non può essere oggetto di querela di falso. Eventuali errori in questa valutazione costituiscono un vizio della notifica, da far valere nelle sedi competenti (in questo caso, davanti alla Commissione Tributaria).
* I vizi procedurali sono distinti dalla falsità: Anche le presunte irregolarità nelle notifiche ai soci (mancato invio della CAD, ecc.) attengono alla regolarità del procedimento e possono portare alla nullità o inesistenza della notifica, ma non alla sua falsità. La querela di falso attacca la genuinità estrinseca del documento, non la correttezza della procedura che esso documenta.

La Corte ha inoltre dichiarato inammissibile il motivo relativo alla mancata ammissione della prova testimoniale, in quanto la parte non aveva reiterato la richiesta in sede di precisazione delle conclusioni in primo grado, manifestando così una rinuncia implicita.

Conclusioni: le implicazioni pratiche della sentenza

Questa sentenza offre un importante monito pratico: la querela di falso non è un rimedio universale contro ogni presunta anomalia di un atto pubblico. È un’azione circoscritta a contestare la veridicità di fatti specifici che il pubblico ufficiale dichiara di aver personalmente compiuto o verificato. Confondere un’irregolarità procedurale, un vizio di notifica o un errore di valutazione con una falsità documentale può portare al rigetto dell’azione e alla condanna al pagamento delle spese legali. I contribuenti e i loro difensori devono quindi scegliere con attenzione lo strumento processuale più adeguato per far valere le proprie ragioni, distinguendo nettamente i profili di validità dell’atto da quelli di veridicità del suo contenuto.

È possibile utilizzare la querela di falso per contestare l’omessa indicazione dell’indirizzo in una relata di notifica?
No. La Corte ha stabilito che un’omissione è un fatto negativo non suscettibile di querela di falso, la quale può aggredire solo le attestazioni positive di fatti che il pubblico ufficiale dichiara di aver compiuto o che sono avvenuti in sua presenza.

La valutazione di ‘irreperibilità’ fatta dal messo notificatore può essere contestata con la querela di falso?
No. Secondo la sentenza, la qualificazione della natura dell’irreperibilità (relativa o assoluta) è una valutazione del pubblico ufficiale e non un fatto coperto da pubblica fede. Come tale, non può essere oggetto di querela di falso, ma rientra nei vizi del procedimento notificatorio.

Cosa succede se si propone una querela di falso per motivi che la giurisprudenza considera semplici irregolarità procedurali?
La querela di falso viene rigettata in quanto infondata. Come accaduto nel caso di specie, la parte che ha proposto l’azione viene condannata alla rifusione delle spese di giudizio in favore della controparte.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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