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Spaccio di stupefacenti: no alla tenuità del fatto

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di stupefacenti a carico di un individuo sorpreso nella cessione di cocaina. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché le doglianze riguardavano valutazioni di fatto già correttamente analizzate nei gradi precedenti. La Corte ha escluso l’applicazione della particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) a causa della gravità della sostanza e dei contatti del ricorrente con circuiti di narcotraffico. È stata inoltre negata l’attenuante del danno di speciale tenuità, ritenendo il guadagno di cento euro per due dosi non esiguo nel contesto specifico.

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Pubblicato il 30 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 42000 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 42000/2023)

Spaccio di stupefacenti: quando la tenuità del fatto viene esclusa

Il reato di spaccio di stupefacenti è oggetto di un’attenzione rigorosa da parte della giurisprudenza di legittimità, specialmente quando si tratta di sostanze pesanti e contesti criminali strutturati. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito i confini entro cui è possibile invocare benefici di legge come la particolare tenuità del fatto o le attenuanti per danni patrimoniali minimi.

Il caso e la condotta contestata

La vicenda trae origine dalla cessione di due dosi di cocaina. Il ricorrente aveva basato la propria difesa sulla contestazione delle prove raccolte, principalmente intercettazioni telefoniche e dichiarazioni dell’acquirente, cercando di offrire una diversa interpretazione dei fatti. Tuttavia, i giudici di merito avevano già accertato la responsabilità penale, inserendo l’episodio in un quadro più ampio di contatti con soggetti dediti al narcotraffico.

Spaccio di stupefacenti e art. 131-bis c.p.

Uno dei punti centrali del ricorso riguardava la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha ribadito che, in tema di spaccio di stupefacenti, la gravità della condotta non può essere valutata solo in base al numero di dosi cedute. La tipologia di droga (cocaina) e la capacità del soggetto di reperire immediatamente la sostanza sono indici di una pericolosità sociale che esclude il beneficio della tenuità.

L’attenuante del danno di speciale tenuità

Un altro aspetto rilevante riguarda l’art. 62 n. 4 del codice penale. La difesa sosteneva che il lucro conseguito (cento euro) fosse minimo. La Cassazione ha però confermato che tale somma, rapportata alla vendita di sole due dosi, non può essere considerata esigua. Il concetto di “speciale tenuità” deve essere valutato oggettivamente e non può essere concesso quando il profitto è proporzionalmente significativo rispetto all’operazione illecita compiuta.

Le motivazioni

Le motivazioni della Suprema Corte si fondano sulla natura manifestamente infondata dei motivi di ricorso. I giudici hanno evidenziato come la Corte d’Appello avesse già fornito una motivazione logica e coerente circa la gravità del fatto. L’inserimento del ricorrente in un contesto di contatti frequenti con narcotrafficanti e la disponibilità immediata di cocaina dimostrano una condotta che va oltre l’episodio isolato di lieve entità. Inoltre, il tentativo di riproporre in Cassazione questioni di fatto già risolte rende il ricorso inammissibile, poiché il controllo di legittimità non può trasformarsi in un terzo grado di merito.

Le conclusioni

In conclusione, la decisione conferma che per il reato di spaccio di stupefacenti non basta l’esiguità della singola cessione per ottenere sconti di pena o l’esclusione della punibilità. La qualità della sostanza e il contesto relazionale del reo sono determinanti. Il rigetto del ricorso ha comportato non solo la conferma della condanna, ma anche l’obbligo per il ricorrente di versare una somma alla Cassa delle ammende, oltre al pagamento delle spese processuali, sottolineando la necessità di presentare ricorsi basati su violazioni di legge concrete e non su mere riletture dei fatti.

Quando viene esclusa la particolare tenuità del fatto nello spaccio?
Viene esclusa se la condotta coinvolge droghe pesanti come la cocaina o se il soggetto dimostra di essere inserito in circuiti criminali organizzati.

La vendita di poche dosi garantisce sempre l’attenuante del danno lieve?
No, se il guadagno economico è proporzionalmente rilevante (come cento euro per due dosi), l’attenuante della speciale tenuità del danno non viene riconosciuta.

Cosa accade se il ricorso in Cassazione è basato solo su fatti già valutati?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile e il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese e di una sanzione alla Cassa delle ammende.

Termini giuridici

Inammissibilità
Condizione processuale che impedisce al giudice di esaminare il merito di un ricorso a causa di vizi formali o sostanziali.
Tenuità
Causa di non punibilità applicabile quando l'offesa al bene giuridico protetto è di minima entità e la condotta non è abituale.
Attenuante
Circostanza che, se riconosciuta, comporta una diminuzione della pena prevista per il reato commesso.
Intercettazioni
Strumento di indagine che consiste nel captare comunicazioni riservate tra persone per acquisire prove di reato.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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