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Ricorso Penale Inammissibile: Tempestività e Sede di Deposito Cruciali

Un Cittadino ha presentato un ricorso contro un’ordinanza del Tribunale di Napoli. La Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso penale per tardività. Il ricorso era stato depositato oltre il termine di dieci giorni dalla notifica dell’ordinanza impugnata e in un ufficio non competente. La Cassazione ha ribadito che il rischio della tardività ricade sul ricorrente, condannandolo al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle Ammende.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 6 Num. 30392 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 6 n. 30392/2022)

L’importanza della tempestività nel ricorso penale: un caso di inammissibilità

La tempestività è un requisito fondamentale nel diritto, specialmente quando si tratta di impugnare una decisione giudiziaria. Un recente caso esaminato dalla Corte di Cassazione ha ribadito con forza questo principio, dichiarando l’inammissibilità del ricorso penale presentato da un Cittadino. La vicenda sottolinea come il rispetto dei termini e delle procedure sia cruciale per la validità di qualsiasi atto processuale. Un errore nella tempistica può compromettere irrimediabilmente la possibilità di far valere le proprie ragioni in sede giudiziaria, portando a conseguenze negative.

Il caso specifico: un ricorso presentato fuori tempo

Un Cittadino ha deciso di impugnare un’ordinanza emessa dal Tribunale di Napoli. Ha presentato un ricorso, sperando di ottenere una revisione della decisione. Tuttavia, la sua iniziativa si è scontrata con un ostacolo insormontabile: la tardività. L’ordinanza che il Cittadino voleva contestare gli era stata notificata in date specifiche. La legge stabilisce un termine perentorio di dieci giorni per la presentazione del ricorso contro tali provvedimenti. Il mancato rispetto di questo termine rende l’impugnazione non valida fin dall’origine.

La presentazione del ricorso e l’errore procedurale

Il Cittadino ha depositato il suo ricorso in una data successiva al termine di dieci giorni previsto dalla legge. L’ordinanza era stata notificata il 31 maggio e il 23 maggio, ma il ricorso è pervenuto alla cancelleria del Tribunale del Riesame solo il 15 giugno. Questo superava chiaramente il limite temporale. Inoltre, il ricorso è stato inizialmente presentato presso un ufficio giudiziario diverso da quello competente a riceverlo. La legge è chiara: il ricorso per Cassazione contro un’ordinanza del tribunale del riesame deve essere presentato nella cancelleria del tribunale che ha emesso la decisione. Il rischio di un deposito errato o tardivo ricade interamente sul ricorrente.

Inammissibilità del ricorso penale: le conseguenze della tardività

La Corte di Cassazione ha esaminato il caso e ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso penale. L’inammissibilità (cioè l’impossibilità di esaminare il ricorso nel merito) è stata pronunciata con una procedura “de plano” (senza una discussione approfondita), proprio a causa del vizio originario legato alla tempestività dell’impugnazione. La Corte ha sottolineato che la data rilevante per la tempestività è quella in cui l’atto perviene all’ufficio competente a riceverlo, non quella di un eventuale deposito in un ufficio sbagliato.

Le motivazioni: perché la tempestività del ricorso penale è un requisito inderogabile

La Suprema Corte ha spiegato che l’articolo 311, comma 3, del codice di procedura penale contiene una disciplina specifica per la presentazione del ricorso per cassazione, che deroga alle norme generali sulle impugnazioni. Questa norma impone che il ricorso sia presentato nella cancelleria del tribunale che ha emesso la decisione impugnata. La Corte ha ribadito che il ricorrente si assume il rischio che l’impugnazione, se presentata in un ufficio diverso, venga dichiarata inammissibile per tardività. Non spetta alla cancelleria l’obbligo di trasmettere gli atti al giudice competente. La data di presentazione rilevante è quella in cui l’atto perviene all’ufficio effettivamente competente. Questa interpretazione rigorosa garantisce la certezza del diritto e la corretta gestione dei procedimenti giudiziari.

Le conclusioni: il Cittadino perde e deve pagare per l’inammissibilità

A seguito della dichiarazione di inammissibilità del ricorso penale, il Cittadino ha subito le conseguenze previste dalla legge. La Corte lo ha condannato al pagamento delle spese processuali. Inoltre, il Cittadino dovrà versare una somma di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende (un fondo statale che raccoglie le sanzioni pecuniarie). L’ordinanza impugnata, essendo stata dichiarata esecutiva dal giudice di primo grado, è già in corso di esecuzione. Questo esito evidenzia l’importanza cruciale di affidarsi a professionisti legali esperti per gestire correttamente i termini e le procedure, specialmente in materia di ricorso penale.

Cosa significa che un ricorso è inammissibile?
Significa che non può essere esaminato nel merito perché non rispetta i requisiti formali o temporali previsti dalla legge, come ad esempio i termini per la presentazione.

Qual è il termine per presentare un ricorso in Cassazione contro un’ordinanza del Tribunale del Riesame?
Il termine è di dieci giorni dalla notifica dell’ordinanza, come stabilito dall’articolo 311, comma 3, del codice di procedura penale.

Dove si deve presentare il ricorso per Cassazione contro un’ordinanza del Tribunale del Riesame?
Si deve presentare nella cancelleria del tribunale che ha emesso la decisione impugnata. Il deposito in un ufficio diverso non garantisce la tempestività.

Termini giuridici

Inammissibilità
Situazione in cui un atto legale non può essere esaminato nel merito perché non rispetta i requisiti formali o temporali previsti dalla legge.
Ricorso
Una richiesta formale presentata a un'autorità superiore, come una corte, per chiedere la revisione di una decisione.
Tempestività
Il rispetto dei termini di tempo stabiliti dalla legge per compiere un atto processuale.
De plano
Una decisione presa rapidamente da un giudice, senza la necessità di un'udienza o di una discussione approfondita.
Cassa delle ammende
Un fondo statale dove vengono versate le somme derivanti da sanzioni pecuniarie e ammende penali.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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