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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico

La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché i motivi presentati dall’imputato erano una mera ripetizione di quelli già respinti in appello, senza un confronto critico con la sentenza impugnata. Il caso riguarda la contestazione della recidiva e la mancata concessione delle attenuanti generiche. La decisione sottolinea che l’impugnazione deve contenere una critica argomentata e specifica, altrimenti viene rigettata per genericità, con condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 1 febbraio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 19406 Anno 2024 (Cass. pen. sez. 7 n. 19406/2024)

Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico e ripetitivo

Presentare un ricorso in Cassazione richiede precisione e specificità. Quando i motivi di appello si limitano a ripetere argomentazioni già respinte, senza confrontarsi criticamente con la sentenza impugnata, il risultato è spesso un ricorso inammissibile. Un’ordinanza recente della Corte di Cassazione ci offre un chiaro esempio di questo principio, sottolineando l’importanza di una critica argomentata per accedere al giudizio di legittimità.

I Fatti del Processo

Il caso ha origine da una condanna emessa dal Tribunale di Pisa e successivamente confermata dalla Corte d’Appello di Firenze. L’imputato era stato condannato a due anni di reclusione e 1.000,00 euro di multa per una serie di reati, tra cui furto aggravato, possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli, ricettazione e resistenza a un pubblico ufficiale. La pena era stata calcolata tenendo conto della continuazione con i fatti di una precedente sentenza irrevocabile.

I Motivi del Ricorso in Cassazione

Sentendosi ingiustamente trattato, l’imputato ha proposto ricorso per cassazione tramite il suo difensore, basandolo su due motivi principali:

  1. Errata applicazione della recidiva: Si contestava la motivazione con cui i giudici avevano riconosciuto la recidiva specifica, reiterata e infraquinquennale, lamentando una presunta mancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità.
  2. Mancata concessione delle attenuanti generiche: Si criticava la decisione di non concedere le circostanze attenuanti generiche in un giudizio di equivalenza rispetto alla recidiva qualificata.

In sostanza, la difesa contestava aspetti cruciali relativi al trattamento sanzionatorio applicato.

La Decisione della Cassazione: un ricorso inammissibile

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione non è entrata nel merito delle questioni sollevate, ma si è fermata a un livello preliminare, quello dell’ammissibilità. Secondo i giudici, i motivi presentati non possedevano i requisiti minimi richiesti dalla legge per poter essere esaminati.

Le Motivazioni: Perché il ricorso inammissibile è stato respinto

La Corte ha spiegato in modo dettagliato le ragioni della sua decisione, basandosi su un principio consolidato nella giurisprudenza. La funzione tipica di un’impugnazione è quella di presentare una critica argomentata e specifica contro il provvedimento che si contesta. Questo significa che l’atto di appello deve:

  • Indicare specificamente le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che supportano la richiesta.
  • Confrontarsi puntualmente con le argomentazioni della sentenza impugnata, evidenziando le ragioni del dissenso.

Nel caso in esame, la Corte ha rilevato che i motivi del ricorso erano una semplice riproposizione delle stesse doglianze già sollevate nell’atto di appello e respinte dalla Corte territoriale con una motivazione congrua e logica. Il ricorrente, invece di contestare criticamente le ragioni esposte dai giudici di secondo grado, si è limitato a reiterare le medesime considerazioni. Un simile approccio svuota l’impugnazione della sua funzione essenziale, trasformandola in un tentativo generico di ottenere una nuova valutazione, non consentita in sede di legittimità. La Cassazione ha ribadito che un ricorso che non si confronta con la motivazione della sentenza impugnata è destinato all’inammissibilità.

Conclusioni: Lezioni Pratiche per un Ricorso Efficace

Questa ordinanza offre una lezione fondamentale: un ricorso, per essere efficace, non può essere un ‘copia e incolla’ dei precedenti atti. È indispensabile un’analisi critica e puntuale della decisione che si intende impugnare, evidenziando in modo specifico dove e perché il giudice abbia errato. La genericità e la ripetitività dei motivi portano inevitabilmente a una declaratoria di ricorso inammissibile, con la conseguenza non solo di vedere preclusa la via della revisione, ma anche di essere condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, come avvenuto nel caso di specie.

Quando un ricorso per cassazione viene dichiarato inammissibile?
Un ricorso viene dichiarato inammissibile quando è proposto con motivi non consentiti dalla legge o quando è generico. In particolare, è inammissibile se si limita a riprodurre e reiterare gli stessi motivi già presentati in appello e motivatamente respinti, senza confrontarsi criticamente con gli argomenti della sentenza impugnata.

Cosa significa che i motivi di ricorso devono confrontarsi con la motivazione della sentenza impugnata?
Significa che il ricorrente non può limitarsi a ripetere le proprie tesi, ma deve analizzare le ragioni esposte dal giudice nella sentenza che contesta e spiegare specificamente perché tali ragioni sono errate in fatto o in diritto. L’impugnazione deve essere un dialogo critico con la decisione precedente.

Quali sono le conseguenze della dichiarazione di inammissibilità di un ricorso?
La dichiarazione di inammissibilità comporta, per legge, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende. Nel caso specifico, la somma è stata fissata in 3.000,00 euro.

Termini giuridici

Inammissibilità
Causa di improcedibilità di un ricorso che si verifica quando non rispetta i requisiti di forma e contenuto previsti dalla legge, impedendo al giudice di esaminare il merito della questione.
Ricorrente
La parte che presenta un ricorso a un'autorità giudiziaria superiore per contestare una decisione presa da un giudice di grado inferiore.
Recidiva
Condizione giuridica di chi, dopo essere stato condannato per un reato, ne commette un altro. Può comportare un aumento della pena.
Circostanze attenuanti generiche
Elementi non specificamente previsti dalla legge che il giudice può considerare per diminuire la pena, tenendo conto della gravità del reato e della capacità a delinquere del colpevole.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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