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Ricorso inammissibile: quando è solo una ripetizione

La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da due imputati condannati per evasione. La Corte ha stabilito che il ricorso si limitava a riproporre le stesse argomentazioni già valutate e respinte dalla Corte d’Appello, trasformandosi in una richiesta inammissibile di riesame dei fatti. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.

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Pubblicato il 22 febbraio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 47506 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 47506/2023)

Ricorso Inammissibile: La Cassazione non è un Terzo Grado di Giudizio

Quando si presenta un ricorso alla Corte di Cassazione, è fondamentale comprendere che non si sta chiedendo un nuovo processo. La Suprema Corte è un giudice di legittimità, non di merito. Questo significa che il suo compito non è rivalutare i fatti, ma verificare che la legge sia stata applicata correttamente nei gradi precedenti. Una recente ordinanza ha ribadito questo principio, dichiarando un ricorso inammissibile perché si limitava a ripetere argomentazioni già esaminate e respinte.

Il Caso in Esame

La vicenda riguarda due persone condannate in primo e secondo grado per il reato di evasione, previsto dall’art. 385 del codice penale. La Corte d’Appello di Bari aveva confermato la sentenza di primo grado. Non soddisfatti della decisione, gli imputati hanno proposto ricorso per Cassazione, sperando di ottenere un annullamento della condanna.

Le Argomentazioni dei Ricorrenti

Nel loro ricorso, gli imputati hanno sollevato diverse questioni, sostenendo violazioni di legge e vizi di motivazione da parte della Corte d’Appello. Nello specifico, le loro doglianze si concentravano su tre punti principali:

  1. L’elemento psicologico del reato: Contestavano la sussistenza della volontà colpevole.
  2. Lo stato di necessità: Sostenevano di aver agito in una situazione che escludeva la loro punibilità (esimente).
  3. L’aggravante: Chiedevano l’esclusione di una circostanza aggravante o, in subordine, un bilanciamento più favorevole.

La Decisione della Cassazione e il Ricorso Inammissibile

La Corte di Cassazione ha analizzato il ricorso e lo ha dichiarato inammissibile. La ragione di questa decisione è cruciale per comprendere i limiti del giudizio di legittimità. Secondo gli Ermellini, gli imputati non hanno presentato nuove critiche giuridiche contro la sentenza d’appello, ma si sono limitati a riproporre le stesse identiche argomentazioni già adeguatamente valutate e respinte dalla Corte territoriale. In sostanza, il ricorso non era altro che una richiesta, neanche troppo velata, di una terza valutazione dei fatti, attività preclusa alla Corte di Cassazione. Un ricorso inammissibile come questo non può trovare accoglimento.

Le Motivazioni

La motivazione della Corte è chiara e didattica. Viene spiegato che le doglianze erano “reiterative” di quelle già esaminate e disattese “con corretti argomenti” dalla Corte d’Appello. I ricorrenti hanno cercato di “rimettere in discussione” gli elementi di fatto con una “mera sollecitazione alla rivalutazione”. Questo approccio è contrario alla natura stessa del ricorso per Cassazione. Il ruolo della Suprema Corte non è quello di stabilire se i giudici precedenti abbiano interpretato correttamente le prove (come farebbe un “terzo giudice” del merito), ma solo di controllare se abbiano applicato correttamente la legge e se la loro motivazione sia logica e non contraddittoria. La reiterazione di argomenti fattuali, senza individuare un preciso vizio di legittimità nella sentenza impugnata, porta inevitabilmente alla declaratoria di inammissibilità.

Le Conclusioni

La decisione ha importanti implicazioni pratiche. Chi intende presentare un ricorso in Cassazione deve formulare motivi specifici che attengano a errori di diritto o a palesi vizi logici nella motivazione della sentenza impugnata. Non è sufficiente essere in disaccordo con la valutazione dei fatti compiuta dai giudici di merito. Un ricorso che si limita a ripetere le difese già respinte è destinato all’insuccesso e comporta conseguenze economiche negative: la condanna al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma, in questo caso fissata in tremila euro, a favore della Cassa delle ammende.

Quando un ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
Un ricorso viene dichiarato inammissibile quando, tra le altre ragioni, si limita a riproporre le stesse argomentazioni già esaminate e respinte nei precedenti gradi di giudizio, chiedendo di fatto una nuova valutazione delle prove, compito che non spetta alla Corte di Cassazione.

Cosa significa che i motivi di ricorso sono ‘reiterativi’?
Significa che le critiche (doglianze) mosse alla sentenza impugnata sono una semplice ripetizione di quelle già presentate e rigettate dal giudice del grado precedente, senza che vengano evidenziati specifici errori di diritto o vizi logici della decisione.

Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile?
La declaratoria di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma di denaro a favore della Cassa delle ammende, il cui importo viene stabilito dal giudice.

Termini giuridici

Inammissibilità
Condizione di un atto giuridico, come un ricorso, che impedisce al giudice di esaminarlo nel merito perché privo dei requisiti formali o sostanziali richiesti dalla legge.
Doglianze
Nel linguaggio giuridico, sono i motivi di critica o lamentela presentati in un atto di impugnazione contro una decisione del giudice.
Esimente
Una circostanza prevista dalla legge che, se presente, esclude la punibilità di un fatto che altrimenti costituirebbe reato. Ad esempio, la legittima difesa o lo stato di necessità.
Cassa delle ammende
Un ente pubblico che utilizza le somme versate a seguito di condanne penali per finanziare programmi di reinserimento sociale per i detenuti.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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