LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Ricorso inammissibile per evasione: la Suprema Corte conferma la condanna

La Suprema Corte ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un Recorrente, condannato per il reato di evasione (Art. 385 c.p.). Il Recorrente aveva impugnato la sentenza della Corte d’Appello che aveva confermato la sua responsabilità e la pena di un anno di reclusione. La Suprema Corte ha ritenuto i motivi del ricorso manifestamente infondati, sia per questioni procedurali che di merito, inclusa la mancata applicazione di un’attenuante. Di conseguenza, il Recorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro alla cassa delle ammende.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Aggiungi LexCED alle tue fonti preferite su Google

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 23538 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 7 n. 23538/2022)

Il Ricorso Inammissibile: Quando la Giustizia Penale dice No

Nel panorama giuridico italiano, la possibilità di presentare un ricorso inammissibile alla Suprema Corte rappresenta l’ultimo grado di giudizio. Questa azione legale permette di contestare una sentenza, ma solo a determinate condizioni. Recentemente, la Suprema Corte si è pronunciata su un caso che chiarisce bene i limiti di tale strumento, dichiarando un ricorso inammissibile. La vicenda riguarda un Recorrente condannato per evasione, il quale ha visto respingere il suo tentativo di impugnare la condanna.

Il caso specifico: l’accusa di evasione

Un Recorrente era stato condannato per il reato di evasione, previsto dall’Articolo 385 del Codice Penale. Questa norma punisce chiunque, essendo legalmente detenuto o arrestato, si allontana senza permesso dal luogo di custodia. La Corte d’Appello aveva già confermato la sua responsabilità e la pena di un anno di reclusione. Il Recorrente, non rassegnato, ha deciso di presentare un ricorso alla Suprema Corte, sperando di ottenere un annullamento o una revisione della sentenza.

I motivi del ricorso e la loro valutazione

Il Recorrente ha basato il suo ricorso su diversi motivi. Ha contestato la corretta determinazione di un rinvio d’udienza da parte della Corte d’Appello, sostenendo che non avrebbe consentito una difesa adeguata. Ha poi sollevato questioni direttamente sul merito dell’accusa, cercando di rimettere in discussione i fatti già accertati. Infine, ha lamentato la mancata applicazione di un’attenuante specifica, prevista dal quarto comma dell’Articolo 385 del Codice Penale, che riguarda l’imputato che non si costituisce in carcere o presso un ufficio di polizia giudiziaria. Ha anche criticato la motivazione della sentenza d’Appello, ritenendola insufficiente.

Le motivazioni: perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile

La Suprema Corte ha esaminato attentamente tutti i motivi presentati dal Recorrente. Tuttavia, li ha ritenuti tutti manifestamente infondati. Per quanto riguarda la questione procedurale, la Corte ha osservato che il rinvio dell’udienza era stato congruo, garantendo un tempo sufficiente per la difesa, anche in assenza dell’imputato. Le contestazioni sul merito dell’accusa sono state giudicate improponibili, poiché la Suprema Corte non può riesaminare direttamente i fatti, ma solo verificare la corretta applicazione del diritto. Anche la mancata applicazione dell’attenuante è stata ritenuta corretta, in quanto il Recorrente non rientrava nelle condizioni previste dalla legge per beneficiarne. Infine, la motivazione della sentenza d’Appello, sebbene sintetica, è stata considerata adeguata e sufficiente a giustificare la decisione. Per tutte queste ragioni, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

Le conseguenze di un Ricorso inammissibile

Quando un ricorso viene dichiarato inammissibile, significa che la Suprema Corte non lo ha neanche esaminato nel merito, perché non rispetta i requisiti minimi per essere preso in considerazione. Questo comporta delle conseguenze dirette per il Recorrente. Nel caso specifico, la Suprema Corte ha condannato il Recorrente al pagamento delle spese processuali. Inoltre, ha disposto il versamento di una somma di tremila euro in favore della cassa delle ammende. Questo è un fondo statale che raccoglie le somme derivanti da multe e sanzioni pecuniarie, e il suo scopo è finanziare iniziative legate all’amministrazione della giustizia. La decisione della Suprema Corte è definitiva e non ulteriormente impugnabile.

Le conclusioni: l’esito finale per il ricorrente

In sintesi, il Recorrente ha visto respingere il suo tentativo di contestare la condanna per evasione. La Suprema Corte ha confermato la validità della sentenza d’Appello, dichiarando il ricorso inammissibile a causa della manifesta infondatezza dei motivi addotti. Questo caso sottolinea l’importanza di presentare ricorsi basati su solide argomentazioni giuridiche e procedurali, evitando di riproporre questioni già decise o di competenza di altri gradi di giudizio. La condanna alle spese e alla somma per la cassa delle ammende rappresenta la conseguenza pratica di un ricorso che non ha superato il vaglio di ammissibilità.

Cos’è un ricorso inammissibile?
Un ricorso inammissibile è un’azione legale che la Corte non può esaminare nel merito perché non rispetta i requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge, come la mancanza di motivi validi o la riproposizione di questioni già decise.

Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile?
Le conseguenze principali sono il rigetto del ricorso senza esame del merito, la conferma della sentenza precedente e, spesso, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma aggiuntiva in favore della cassa delle ammende.

Cosa si intende per ‘evasione’ nel codice penale?
Nel codice penale italiano, l’evasione (Art. 385 c.p.) è il reato commesso da chi, essendo legalmente detenuto, arrestato o sottoposto a misure restrittive della libertà personale, si allontana senza permesso dal luogo di custodia.

Termini giuridici

Ricorso per cassazione
Un appello finale presentato alla Corte Suprema (Cassazione) per contestare una sentenza, basandosi su errori di diritto o vizi procedurali.
Inammissibile
Si dice di un ricorso o di un'azione legale che non può essere esaminato nel merito perché non rispetta i requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge.
Attenuante
Una circostanza che, se riconosciuta, può ridurre la gravità del reato o la pena da applicare all'imputato.
Cassa delle ammende
Un fondo statale dove vengono versate le somme derivanti da multe e sanzioni pecuniarie, destinate a scopi di giustizia.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)