Ricorso Inammissibile: La Cassazione Sottolinea l’Importanza dei Motivi Specifici
L’esito di un processo non dipende solo dalla fondatezza delle proprie ragioni, ma anche dal modo in cui queste vengono presentate nelle sedi giudiziarie. Un ricorso inammissibile è la sanzione processuale per chi non rispetta le regole formali e sostanziali dell’impugnazione. Con l’ordinanza in commento, la Corte di Cassazione ribadisce un principio fondamentale: un ricorso, per essere esaminato, deve contenere critiche specifiche e argomentate, non mere e generiche lamentele.
I Fatti del Caso
Il procedimento ha origine dalla condanna di un imputato da parte del Tribunale per il reato previsto dall’art. 95 del Testo Unico sulle spese di giustizia (d.P.R. 115/2002), relativo a false dichiarazioni. La Corte d’Appello, pur rideterminando la pena, aveva confermato la responsabilità penale dell’imputato.
Contro questa decisione, l’imputato ha proposto ricorso per cassazione, affidandosi a un unico motivo: la violazione dell’art. 129 del codice di procedura penale. A suo avviso, non vi erano elementi sufficienti per giustificare un giudizio di colpevolezza e, pertanto, si sarebbe dovuta pronunciare una sentenza di proscioglimento.
La Decisione della Corte e il principio del ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha stroncato sul nascere le doglianze del ricorrente, dichiarando il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Gli Ermellini hanno evidenziato come l’impugnazione fosse del tutto generica. Il ricorrente si era limitato ad affermare la necessità di un proscioglimento senza illustrare in modo specifico quali fossero gli errori logici o giuridici commessi dalla Corte d’Appello nella valutazione delle prove.
Un ricorso, specialmente in sede di legittimità, non può consistere in una semplice riproposizione della propria tesi difensiva, ma deve assolvere alla funzione tipica di una critica argomentata e puntuale avverso la sentenza impugnata. In assenza di ciò, l’atto è considerato inidoneo a introdurre un valido giudizio.
Le Motivazioni della Suprema Corte
La motivazione della Corte è chiara e perentoria. Il ricorso è stato giudicato come una raccolta di ‘deduzioni vaghe ed assolutamente non specifiche’. La doglianza, secondo i giudici, si risolveva in una ‘mera asserzione’ circa la necessità di un proscioglimento, senza essere supportata da un’analisi critica della sentenza di secondo grado.
La Corte ha richiamato la propria giurisprudenza consolidata (tra cui la sentenza n. 42046/2019), secondo cui un’impugnazione, per superare il vaglio di ammissibilità, deve confrontarsi specificamente con le ragioni esposte nel provvedimento impugnato, indicando le lacune o gli errori che lo vizierebbero. Poiché il ricorso in esame era privo di tali elementi, è stato ritenuto manifestamente infondato.
Le Conclusioni e le Implicazioni Pratiche
La declaratoria di inammissibilità ha comportato due conseguenze negative per il ricorrente. In primo luogo, la condanna al pagamento delle spese del procedimento. In secondo luogo, ai sensi dell’art. 616 c.p.p., la condanna al versamento di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, non essendo emersa una sua assenza di colpa nel determinare la causa di inammissibilità.
Questa ordinanza è un monito importante per gli operatori del diritto: la redazione di un atto di impugnazione richiede rigore, specificità e un confronto serrato con la decisione che si intende contestare. Affermazioni generiche o la semplice richiesta di una decisione diversa non sono sufficienti per attivare il controllo della Corte di Cassazione e possono portare a conseguenze economiche significative per l’assistito.
Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché ritenuto manifestamente infondato, in quanto basato su motivi vaghi e generici che non contenevano una critica argomentata e specifica contro la sentenza della Corte d’Appello.
Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso inammissibile?
La dichiarazione di inammissibilità comporta per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, in questo caso fissata in tremila euro, da versare alla Cassa delle ammende.
Cosa deve contenere un ricorso per essere considerato ammissibile dalla Corte di Cassazione?
Un ricorso deve contenere una critica specifica, puntuale e argomentata della decisione impugnata, evidenziando gli errori di diritto o i vizi logici della motivazione, e non può limitarsi a una generica richiesta di riforma della sentenza.