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Resistenza a pubblico ufficiale: Ricorso generico, condanna certa

Due individui, condannati per tentato furto in abitazione e resistenza a pubblico ufficiale, hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna. I motivi sono stati giudicati troppo generici e semplici ripetizioni di argomenti già respinti in appello. La sentenza ribadisce un principio fondamentale: la valutazione della pena spetta al giudice di merito e non può essere discussa in Cassazione se la decisione è logica e ben motivata. La condanna per la resistenza a pubblico ufficiale e il tentato furto diventa così definitiva.

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Pubblicato il 11 maggio 2026 in Giurisprudenza Penale

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 19784 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 19784/2023)

Tentato Furto e Resistenza a Pubblico Ufficiale: la Cassazione fa Chiarezza

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha confermato la condanna di due persone per tentato furto in abitazione e resistenza a pubblico ufficiale. Questa decisione è importante perché chiarisce i limiti del ricorso in Cassazione e il potere del giudice nel determinare la pena. La vicenda dimostra come la presentazione di un ricorso generico, senza argomenti nuovi e specifici, porti inevitabilmente a una dichiarazione di inammissibilità, rendendo la condanna definitiva. Il caso offre spunti pratici sulla necessità di una difesa tecnica e puntuale in ogni fase del processo penale.

Il Fatto: Un Tentativo di Furto Finito Male

La vicenda ha origine da un episodio di cronaca. Due individui vengono sorpresi mentre tentano di commettere un furto all’interno di un’abitazione. L’intervento delle forze dell’ordine interrompe la loro azione criminale. A questo punto, i due non si limitano alla fuga, ma oppongono attiva resistenza agli agenti intervenuti per fermarli. Questo comportamento aggrava la loro posizione, aggiungendo al reato di tentato furto quello, non meno grave, di resistenza a pubblico ufficiale. A seguito del processo, i due vengono condannati in primo grado e la loro condanna viene confermata anche dalla Corte d’Appello.

Il Ricorso in Cassazione: Motivi Generici e Ripetitivi

Non soddisfatti della decisione dei giudici di merito, i due condannati decidono di giocare l’ultima carta a loro disposizione: il ricorso alla Corte di Cassazione. Tuttavia, la loro difesa si rivela inefficace. Gli avvocati presentano un atto che, secondo la Suprema Corte, è una mera fotocopia dei motivi già presentati in appello. Non vengono sollevate nuove questioni di diritto né vengono contestate in modo specifico le argomentazioni della sentenza d’appello. Il ricorso si concentra anche sulla presunta eccessività della pena, un argomento che raramente trova accoglimento in sede di legittimità.

La Pena per Resistenza a Pubblico Ufficiale e la Discrezionalità del Giudice

Uno dei punti centrali del ricorso riguardava la quantificazione della pena. I ricorrenti la ritenevano sproporzionata. La Cassazione, però, ha ribadito un principio consolidato. La determinazione della pena, inclusa quella per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, rientra nel potere discrezionale del giudice di merito (Tribunale e Corte d’Appello). Questo potere deve essere esercitato seguendo i criteri indicati dagli articoli 132 e 133 del codice penale, come la gravità del danno e la capacità a delinquere del reo. La Cassazione può intervenire solo se la decisione è palesemente illogica, arbitraria o priva di motivazione, circostanze che in questo caso non sussistevano.

Le motivazioni: Perché il Ricorso è Stato Rifiutato

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per due ragioni principali. La prima è la mancanza di specificità: il ricorso era una semplice ripetizione delle doglianze già esaminate e respinte dalla Corte d’Appello, senza un reale confronto con le motivazioni di quella sentenza. La seconda ragione è la genericità intrinseca delle censure, specialmente riguardo alla pena. La difesa non ha saputo indicare precise violazioni di legge, limitandosi a chiedere una nuova valutazione dei fatti, cosa che la Cassazione non può fare. La motivazione della Corte d’Appello sulla congruità della pena è stata ritenuta logica e sufficiente, chiudendo ogni porta a una possibile revisione.

Le conclusioni: Condanna Definitiva e Principio di Diritto

L’esito finale è la conferma definitiva della condanna per entrambi gli imputati. Oltre a questo, sono stati condannati a pagare le spese processuali e una somma di 3.000 euro alla Cassa delle ammende. La decisione riafferma che il ricorso in Cassazione non è un terzo grado di giudizio dove si possono ridiscutere i fatti. È uno strumento per controllare la corretta applicazione del diritto. Se un ricorso è vago, ripetitivo e non coglie nel segno, il suo destino è segnato. La condanna per tentato furto e resistenza a pubblico ufficiale diventa così irrevocabile.

Cosa succede se un ricorso in Cassazione è troppo generico?
Se un ricorso è generico o si limita a ripetere argomenti già respinti, la Corte di Cassazione lo dichiara inammissibile. Ciò significa che non viene nemmeno esaminato nel merito e la condanna precedente diventa definitiva.

È possibile contestare l’ammontare della pena in Cassazione?
Generalmente no. La quantificazione della pena è una decisione discrezionale del giudice di merito. Si può contestare in Cassazione solo se la decisione è palesemente illogica, arbitraria o non motivata, cosa che accade molto raramente.

Cosa si rischia per il reato di resistenza a pubblico ufficiale?
Il reato di resistenza a pubblico ufficiale, previsto dall’articolo 337 del codice penale, prevede la reclusione da sei mesi a cinque anni. La pena viene decisa dal giudice in base alla gravità specifica del fatto.

Termini giuridici

Ricorso per cassazione
L'ultimo grado di giudizio in cui non si riesaminano i fatti, ma si verifica solo la corretta applicazione della legge da parte dei giudici precedenti.
Inammissibilità
Una decisione con cui il giudice dichiara che un ricorso non può essere esaminato nel merito perché privo dei requisiti formali o sostanziali richiesti dalla legge.
Discrezionalità del giudice
Il potere del giudice di decidere la pena all'interno dei limiti minimi e massimi fissati dalla legge, basandosi sulla gravità del reato e sulla personalità del colpevole.
Pubblico ufficiale
Una persona che esercita una funzione pubblica, come un poliziotto o un carabiniere, e che gode di una particolare tutela da parte della legge.
Cassa delle ammende
Un ente statale a cui vengono versate le somme derivanti da alcune condanne penali, come nel caso di ricorsi dichiarati inammissibili.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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