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LexCEDpedia

Pubblico Ufficiale

Definizione

Soggetto che esercita una funzione pubblica legislativa, giudiziaria o amministrativa.

Orientamento della Cassazione

Su LexCED 320 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2022–2026). Nel 72% dei casi il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

Esito del ricorso

  • Accolto, anche in parte 14%
  • Rigettato 13%
  • Inammissibile 72%
  • Altro 0%

Provvedimenti per anno

2022 2023 2024 2025 2026

Sezioni

  • Penale Sez. 761%
  • Penale Sez. 628%
  • Penale Sez. 512%

Precedenti più richiamati

  • Cass. S.U. 7958/1992in 10 provvedimenti
  • Cass. 47044/2019in 8 provvedimenti
  • Cass. 7286/2014in 9 provvedimenti
  • Cass. S.U. 10086/1998in 8 provvedimenti

Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Peculato dell’amministratore di sostegno: da custode a colpevole
Un amministratore di sostegno gestiva i beni di un soggetto fragile. L'incaricato ha prelevato ingenti somme dai conti dell'amministrato senza autorizzazione del Giudice tutelare. Con questo denaro ha acquistato più automobili eccedenti i bisogni dell'assistito e ha intestato una polizza assicurativa a se stesso. La difesa ha chiesto la riqualificazione dei fatti in uso momentaneo del denaro. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale per peculato dell'amministratore di sostegno, chiarendo che l'appropriazione del denaro è incompatibile con una destinazione temporanea e che l'uso di risorse per finalità estranee al beneficiario integra il delitto. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato e lo ha condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Minaccia a pubblico ufficiale: ricorso respinto e sanzione
Un detenuto ha rivolto gravi intimidazioni a un agente di polizia penitenziaria, compiendo il reato di minaccia a pubblico ufficiale. I giudici di merito hanno inflitto una condanna con un aumento di pena a titolo di continuazione per via di un episodio analogo avvenuto poco prima. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando un difetto di motivazione proprio sul calcolo di questo aumento sanzionatorio. La Corte Suprema ha giudicato l'impugnazione inammissibile perché generica e ripetitiva di argomenti già ampiamente superati dai giudici territoriali. Di conseguenza, la condanna originaria resta confermata e il ricorrente deve pagare le spese di lite oltre a tremila euro alla Cassa delle ammende.
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False generalità a pubblico ufficiale: nessuna scusa per il dolo
Un uomo ha fornito false generalità a pubblico ufficiale durante un controllo di polizia, dichiarando un nome fittizio. La difesa ha sostenuto l'assenza di dolo, giustificando la menzogna con un improvviso malore, la paura di ritorsioni per una presunta parentela con un ex dittatore e il timore di conseguenze penali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'imputato, confermando integralmente la condanna per il delitto di false attestazioni. I giudici hanno chiarito che il timore personale costituisce solo un movente e non cancella la consapevolezza di mentire, confermando anzi la precisa volontà di eludere i controlli. La Suprema Corte ha inoltre convalidato la revoca della sospensione condizionale della pena precedentemente accordata, poiché l'uomo ha commesso il nuovo reato entro i cinque anni dal passaggio in giudicato della precedente condanna.
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Notaio: Illecito Disciplinare per Debiti Fiscali Personali? La Cassazione Decide
Un Notaio ha subito un illecito disciplinare per gravi e reiterate inadempienze fiscali personali, inclusi ritardi nel versamento IVA e contributi INPS. Il Consiglio Notarile Distrettuale ha avviato il procedimento, e la Corte d'Appello ha inflitto la sanzione dell'avvertimento. La Cassazione ha confermato che la condotta privata di un pubblico ufficiale, anche se non immediatamente nota al pubblico, può compromettere la dignità e la reputazione della categoria professionale. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso del Notaio, ribadendo che l'omesso pagamento dei tributi personali rientra nell'ambito delle condotte sanzionabili.
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Resistenza a pubblico ufficiale: lo stato confusionale non salva
L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando la condanna per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. La difesa ha sostenuto che uno stato confusionale avesse annullato la consapevolezza e la volontà di compiere l'illecito durante l'intervento delle forze dell'ordine. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che lo stato confusionale allegato non esclude l'elemento psicologico del reato, specialmente di fronte a un comportamento apertamente violento e minaccioso che ha ostacolato l'attività degli agenti. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Oltraggio a Pubblico Ufficiale: Offese in Strada, Condanna Confermato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per **oltraggio a pubblico ufficiale** di un individuo. Questi aveva pronunciato frasi offensive e minacciose contro un carabiniere in una strada trafficata, a voce alta e davanti a diverse persone. La Corte ha ritenuto che le offese fossero inequivocabilmente offensive e che la presenza di pubblico fosse sufficiente, anche senza identificazione precisa. Non è stata riconosciuta la causa di esclusione della punibilità per la tenuità del fatto, data la persistenza delle ingiurie. Il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile, con condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Conducente autobus pubblico ufficiale: Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un Individuo per rapina, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. Il caso riguardava l'aggressione a un conducente di autobus, ritenuto pubblico ufficiale. L'Individuo aveva sottratto le chiavi del mezzo e opposto resistenza. La difesa contestava la qualifica di pubblico ufficiale per il conducente di autobus e la configurazione della rapina impropria. La Suprema Corte ha ribadito che il conducente di un autobus di linea, privo di bigliettaio, riveste la qualifica di pubblico ufficiale. Ha inoltre ritenuto corretta l'applicazione della rapina impropria, data la violenza usata per assicurarsi il possesso delle chiavi. Il ricorso dell'Individuo è stato dichiarato inammissibile, con conseguente condanna alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle Ammende.
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Ricorso Penale Inammissibile: La Recidiva e gli Argomenti Ripetitivi
Un individuo ha presentato un ricorso contro una sentenza che lo condannava per minaccia a pubblico ufficiale, contestando l'applicazione della recidiva. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale. I giudici hanno ritenuto che gli argomenti fossero ripetitivi e già valutati, e che la condotta e i precedenti indicassero una maggiore pericolosità sociale. Il ricorrente è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma alla cassa delle ammende.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso generico, condanna confermata
Un Cittadino ha presentato ricorso contro una condanna per il delitto di Resistenza a pubblico ufficiale. I fatti riguardavano la sua condotta violenta, con spinte e strattonamenti, per impedire un controllo da parte delle Forze dell'Ordine. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il motivo era la sua formulazione troppo generica. Il Cittadino non ha contestato in modo specifico la ricostruzione dei fatti. La condanna alle spese processuali e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende è stata confermata.
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Detenzione tesserino contraffatto: l’apparenza inganna, la legge no
Un individuo è stato condannato per `detenzione tesserino contraffatto`. Aveva un tesserino che simulava l'identificazione di un corpo di polizia, pur non essendo identico a quelli originali. La difesa sosteneva che il tesserino non era idoneo a ingannare e che l'organizzazione non attribuiva funzioni di pubblico ufficiale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che il reato sussiste anche se il tesserino non è una copia perfetta, purché sia capace di ingannare i cittadini sulla qualità di pubblico ufficiale del detentore. L'apparenza ingannevole è sufficiente per la condanna.
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Rapina e resistenza: quando il controllo non impedisce il reato consumato
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di due imputati condannati per rapina aggravata e resistenza a pubblico ufficiale. I ricorrenti avevano sottratto liquori e, durante la fuga in auto, avevano usato violenza contro i Carabinieri. La Suprema Corte ha confermato le condanne, stabilendo che la rapina si considera "consumata" quando il ladro acquisisce la disponibilità del bene, anche se sotto il controllo delle forze dell'ordine intervenute dopo la sottrazione. Ha inoltre chiarito che la videosorveglianza non esclude l'aggravante dell'esposizione alla pubblica fede. Per l'attenuante del danno di speciale tenuità, si valuta il pregiudizio complessivo, inclusa la violenza alla persona. I ricorsi sono stati rigettati.
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Resistenza a Pubblico Ufficiale: Arresto Illegittimo se l’Atto è Arbitrario
Un Lavoratore è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni dopo aver rifiutato di fornire le generalità e le chiavi di casa durante un'indagine sul coinquilino. Il Tribunale ha negato la convalida dell'arresto, ritenendo arbitrario l'operato della polizia, che già conosceva il Lavoratore. Il Pubblico Ministero ha impugnato questa decisione, sostenendo la legittimità dell'intervento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del P.M., confermando che l'arresto non era valido. Ha ribadito che l'azione della polizia era arbitraria, non essendoci i presupposti per l'accompagnamento coattivo per identificazione.
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Resistenza a Pubblico Ufficiale: Quando la Scriminante non si Applica
Un cittadino ha contestato la sua condanna per resistenza a pubblico ufficiale, invocando la scriminante prevista dall'articolo 393-bis del codice penale. Egli sosteneva che l'azione del pubblico ufficiale fosse illegittima. La Corte di Cassazione ha chiarito che questa scriminante non si applica per una semplice illegittimità, ma solo quando l'agente pubblico compie un'attività ingiustamente persecutoria, eccedendo arbitrariamente i suoi poteri. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, confermando la condanna e imponendo il pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Tentata Concussione: Dirigente Abusa del Potere per Terreno, Condanna Confermata
Un Dirigente comunale ha tentato di costringere un Cittadino a cedergli gratuitamente una striscia di terreno. Ha ritardato concessioni edilizie, richiesto sopralluoghi eccessivi e avviato procedimenti penali pretestuosi. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per tentata concussione, riconoscendo una "defatigante condotta persecutoria" che ha gravemente limitato la libertà di scelta del Cittadino. Il ricorso del Dirigente è stato dichiarato inammissibile. Il Pubblico Ufficiale è stato condannato a risarcire la parte civile e a pagare le spese.
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Funzionario Condannato per Peculato: Controllo Totale Equivale a Possesso
Un funzionario pubblico, responsabile della gestione dei pagamenti di un ente, è stato condannato per peculato. Egli alterava gli ordinativi di pagamento, falsificando firme e destinatari per dirottare quasi cinque milioni di euro verso società complici. La difesa ha sostenuto che si trattasse di truffa aggravata, ma la Corte ha confermato il peculato, poiché il funzionario aveva un controllo quasi totale sulla procedura di spesa, configurando un "possesso" o "disponibilità" funzionale del denaro. La Corte ha anche negato le circostanze attenuanti generiche, data la gravità e la reiterazione dei fatti e la mancata collaborazione dell'imputato.
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Legittima Difesa contro Pubblico Ufficiale: quando non si applica
Un cittadino ha impugnato una sentenza che non gli riconosceva la legittima difesa contro pubblico ufficiale. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'articolo 393-bis del codice penale si applica solo se l'agente pubblico compie un'azione ingiustamente persecutoria, che va oltre i suoi poteri. Non basta una semplice illegittimità del suo operato. Il ricorso del cittadino è stato dichiarato inammissibile, confermando la condanna e le spese processuali.
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Ricorso Inammissibile: Condanna confermata nonostante l’appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un Lavoratore, condannato per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Il Lavoratore aveva impugnato la sentenza della Corte d'Appello, sostenendo l'assenza di responsabilità e la possibilità di non essere punito. Tuttavia, la Suprema Corte ha ritenuto che il ricorso riproponesse le stesse argomentazioni già confutate dai giudici precedenti. Inoltre, la Corte ha evidenziato la spiccata inclinazione a delinquere del Lavoratore e i suoi precedenti penali, escludendo la possibilità di sostituire la pena. Il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per Resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. L'uomo aveva minacciato e insultato un agente per costringerlo a lasciare aperti dei cancelli. I giudici hanno ritenuto che le critiche presentate nel ricorso fossero generiche e già valutate in appello. La condanna per resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 c.p.) e oltraggio a pubblico ufficiale (art. 341-bis c.p.) è stata confermata. L'individuo dovrà pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Resistenza a Pubblico Ufficiale: Opposizione al Controllo, Ricorso Inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da due individui, confermando le condanne per resistenza a pubblico ufficiale. I ricorrenti si erano opposti a un controllo amministrativo da parte di pubblici ufficiali nei loro locali commerciali, privi delle necessarie autorizzazioni. Hanno tentato di impedire la verifica, costringendo gli ufficiali a desistere. La Corte ha ritenuto che i motivi di ricorso fossero già stati adeguatamente valutati e ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una sanzione alla Cassa delle ammende.
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Offerta Rifiutata: l’Istigazione alla Corruzione è Reato Comunque
Un automobilista, fermato dai Carabinieri per guida senza patente e senza assicurazione, ha offerto loro cinquanta euro per evitare le multe. È stato condannato per istigazione alla corruzione. La Corte d'Appello ha confermato la condanna. L'automobilista ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che l'offerta fosse irrisoria e non idonea a turbare i pubblici ufficiali. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'istigazione alla corruzione si configura anche se l'offerta non è accettata, purché sia seria e potenzialmente idonea a indurre il pubblico ufficiale a compiere un atto illecito.
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