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Remissione di querela: reato estinto in Cassazione

Un imputato, condannato per furto aggravato in primo e secondo grado, vede la sua sentenza annullata dalla Cassazione. La causa è una remissione di querela intervenuta durante il giudizio di legittimità, che ha portato all’estinzione del reato. La Corte ha applicato l’art. 129 c.p.p., annullando la condanna senza rinvio e condannando l’imputato al solo pagamento delle spese processuali.

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Pubblicato il 27 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Remissione di Querela: Come Annullare una Condanna in Cassazione

Una recente sentenza della Corte di Cassazione, la n. 77/2026, offre uno spunto fondamentale sull’istituto della remissione di querela e sulla sua capacità di determinare l’esito di un processo penale anche nella sua fase finale. Anche a fronte di una doppia condanna per furto aggravato, l’accordo tra le parti ha portato all’estinzione del reato, dimostrando la prevalenza delle cause estintive sulle questioni di merito. Analizziamo insieme i dettagli di questa interessante pronuncia.

I Fatti: Un Furto Aggravato in una Sala Slot

La vicenda processuale ha origine da un furto commesso ai danni di un distributore cambiamonete situato in una sala slot. Due individui, agendo in concorso, si impossessavano della somma di novecento euro. Secondo la ricostruzione dei giudici, uno dei due agiva da ‘palo’, controllando la situazione, mentre il complice utilizzava uno strumento elettronico (un ‘jammer’) per mandare in tilt il sistema del cambiamonete e svuotarlo completamente. La condotta veniva documentata dalle telecamere di videosorveglianza e confermata dalle testimonianze dei proprietari e dell’agente di Polizia intervenuto.

Il Percorso Giudiziario: Dalla Condanna al Ricorso per Cassazione

L’imputato veniva condannato sia in primo grado dal Tribunale di Larino che in secondo grado dalla Corte d’appello di Campobasso per il reato di furto aggravato dall’uso di un mezzo fraudolento. La pena inflitta era di un anno di reclusione e trecento euro di multa.
Contro la sentenza d’appello, la difesa proponeva ricorso per Cassazione, articolando nove motivi di censura che spaziavano da vizi procedurali (l’invalidità della querela originaria) a questioni di merito (insufficienza delle prove, errata qualificazione del reato da furto a truffa, mancato riconoscimento delle attenuanti generiche).

La Svolta: L’efficacia della Remissione di Querela in Cassazione

Il punto di svolta del processo non è derivato dall’analisi dei motivi di ricorso, ma da un evento sopravvenuto mentre il giudizio pendeva davanti alla Suprema Corte. La difesa ha depositato un verbale di remissione di querela, formalizzato dalla persona offesa, con la contestuale accettazione da parte del procuratore speciale dell’imputato.
Questo atto ha cambiato radicalmente le sorti del procedimento. A seguito di una recente riforma legislativa (d.lgs. 150/2022), il tipo di reato contestato era divenuto procedibile a querela di parte. Di conseguenza, la rinuncia alla querela da parte della vittima assumeva un’efficacia risolutiva.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione, prendendo atto della remissione e della contestuale accettazione, ha applicato il principio sancito dall’art. 129 del codice di procedura penale. Questa norma impone al giudice, in ogni stato e grado del processo, di dichiarare d’ufficio l’estinzione del reato qualora ne riconosca l’esistenza.
I giudici hanno rilevato che la causa estintiva sopravvenuta (la remissione della querela) doveva essere immediatamente dichiarata, prescindendo dall’esame nel merito dei motivi di ricorso. Non essendo emersa dagli atti un’evidenza tale da giustificare un’assoluzione con formula più favorevole (ad esempio, per non aver commesso il fatto), la Corte ha proceduto a dichiarare l’estinzione del reato.

Conclusioni

La sentenza si è conclusa con l’annullamento senza rinvio della sentenza di condanna. Il reato è stato dichiarato estinto per remissione di querela. È importante notare, tuttavia, che l’imputato è stato comunque condannato al pagamento delle spese processuali, come previsto per legge in questi casi. Questa decisione riafferma un principio cardine del nostro sistema: la presenza di una causa estintiva del reato ha la precedenza sulla valutazione di merito del ricorso, portando a una definizione immediata del procedimento, anche dinanzi alla Suprema Corte.

È possibile estinguere un reato tramite remissione di querela anche se il processo è già arrivato in Cassazione?
Sì, la sentenza conferma che, in base all’art. 129 c.p.p., la declaratoria di una causa estintiva del reato, come la remissione di querela, deve avvenire ‘in ogni stato e grado del processo’, quindi anche durante il giudizio di Cassazione.

Cosa succede se la remissione di querela avviene dopo una condanna nei gradi di merito?
Se la remissione di querela, regolarmente accettata, interviene mentre il processo è pendente in Cassazione, la Corte annulla la sentenza di condanna senza rinvio, dichiarando che il reato è estinto.

Chi paga le spese processuali in caso di estinzione del reato per remissione di querela in Cassazione?
La sentenza stabilisce che, nonostante l’annullamento della condanna, l’imputato (definito ‘querelato’) viene condannato al pagamento delle spese processuali.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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