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Recidiva reiterata: quando il ricorso è inammissibile

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la propria condanna, incentrato sulla contestazione della recidiva reiterata. La Corte ha ribadito che, secondo l’art. 69 cod. pen., le attenuanti generiche non possono mai prevalere sulla recidiva reiterata e che la valutazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito, se adeguatamente motivata.

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Pubblicato il 19 febbraio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 44422 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 44422/2023)

Recidiva Reiterata e Attenuanti: la Cassazione Fissa i Paletti

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 44422/2023, ha offerto un importante chiarimento sui limiti del giudizio di bilanciamento tra circostanze attenuanti generiche e la recidiva reiterata. Questa pronuncia consolida un principio fondamentale del diritto penale, stabilendo la manifesta infondatezza di un ricorso che tentava di sovvertire le gerarchie normative in materia di determinazione della pena. Analizziamo nel dettaglio la vicenda e le sue implicazioni.

Il Caso in Esame: Un Ricorso contro l’Applicazione della Recidiva

Il ricorrente si era opposto a una sentenza della Corte d’appello, lamentando principalmente tre aspetti: la mancata esclusione della recidiva contestata ai fini sanzionatori, l’errato bilanciamento di tale aggravante in termini di equivalenza (e non di prevalenza) rispetto alle attenuanti generiche già concesse, e l’eccessività della pena inflitta. In sostanza, si chiedeva una valutazione più favorevole che portasse a una riduzione della sanzione, sminuendo il peso della recidiva reiterata.

La Decisione della Corte: Ricorso Inammissibile

La Suprema Corte ha respinto le doglianze, dichiarando il ricorso manifestamente infondato e quindi inammissibile. La decisione si fonda su argomenti netti e in linea con l’orientamento consolidato della giurisprudenza. La Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, confermando in toto la decisione impugnata.

Le Motivazioni: La Prevalenza della Recidiva Reiterata

Il cuore della motivazione risiede in due principi cardine. In primo luogo, la Corte ha richiamato il divieto espresso contenuto nell’articolo 69, quarto comma, del codice penale. Questa norma impedisce categoricamente al giudice di considerare le circostanze attenuanti generiche come prevalenti sulla recidiva reiterata. Di conseguenza, la richiesta del ricorrente si scontrava con un ostacolo normativo insuperabile. Il bilanciamento può al massimo portare a un giudizio di equivalenza, ma mai a una soccombenza della recidiva qualificata.

In secondo luogo, i giudici di legittimità hanno sottolineato come la graduazione della pena, inclusa la gestione degli aumenti e delle diminuzioni derivanti dalle circostanze, rientri nella piena discrezionalità del giudice di merito. Tale potere, esercitato nel rispetto dei principi guida degli articoli 132 e 133 del codice penale, non è sindacabile in sede di Cassazione se, come nel caso di specie, la motivazione fornita dalla Corte territoriale è logica, adeguata e congrua. La Corte ha ritenuto che il giudice d’appello avesse, seppur implicitamente, fornito una giustificazione sufficiente per l’applicazione dell’aggravante.

Conclusioni

Questa ordinanza riafferma con forza la rigidità del sistema sanzionatorio di fronte a chi delinque ripetutamente. La recidiva reiterata non è una mera circostanza da ponderare liberamente, ma un elemento qualificante che il legislatore ha voluto blindare, impedendo che il suo peso venga annullato dalle più generiche attenuanti. Per la difesa, ciò significa che le strategie processuali non possono fondarsi sulla speranza di una svalutazione di tale aggravante, ma devono concentrarsi su altri profili. Per il sistema giudiziario, la pronuncia è una conferma della centralità della discrezionalità motivata del giudice di merito nella commisurazione della pena, un potere ampio ma non arbitrario, saldamente ancorato ai criteri di legge.

Le circostanze attenuanti generiche possono prevalere sulla recidiva reiterata?
No, l’art. 69, quarto comma, del codice penale stabilisce un divieto espresso che impedisce alle circostanze attenuanti generiche di essere considerate prevalenti sulla recidiva reiterata nel giudizio di bilanciamento.

La valutazione della pena da parte del giudice di merito è sempre insindacabile in Cassazione?
La graduazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito e non è sindacabile in Cassazione, a meno che la motivazione fornita sia manifestamente illogica, assente o contraddittoria. Se la motivazione è adeguata, la decisione è insindacabile.

Cosa comporta la dichiarazione di inammissibilità di un ricorso?
La dichiarazione di inammissibilità comporta che il ricorso non viene esaminato nel merito. Il ricorrente viene inoltre condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro, stabilita dal giudice, a favore della Cassa delle ammende.

Termini giuridici

Recidiva
La condizione giuridica di chi commette un nuovo reato dopo aver subito una condanna definitiva per un reato precedente. Comporta un aggravamento della pena.
Circostanze attenuanti generiche
Fattori non specificamente previsti dalla legge che il giudice può considerare per diminuire la pena, valutando le particolarità del caso e del reo.
Bilanciamento
Il giudizio con cui il giudice valuta e confronta le circostanze aggravanti e quelle attenuanti per determinare la pena finale da applicare.
Inammissibile
Atto giuridico, come un ricorso, che non può essere esaminato nel merito dal giudice perché privo dei requisiti formali o sostanziali richiesti dalla legge.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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