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Possesso ingiustificato di grimaldelli: ricorso respinto e multa

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino, precedentemente condannato per il reato di possesso ingiustificato di grimaldelli (art. 707 c.p.). L’imputato aveva contestato la misura della pena applicata dai giudici di merito. Tuttavia, la Suprema Corte ha rilevato che il motivo di ricorso era del tutto generico e riguardava questioni sulla determinazione della pena (già fissata al minimo edittale) mai sollevate in precedenza durante il giudizio di appello. Di conseguenza, oltre alla dichiarazione di inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.

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Pubblicato il 18 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 35042 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 35042/2023)

Il reato di possesso ingiustificato di grimaldelli e i limiti del ricorso

Quando si subisce una condanna per il reato di possesso ingiustificato di grimaldelli, la tentazione di ricorrere in Cassazione per ridurre la pena è forte. Tuttavia, il sistema giudiziario impone regole precise. Non è possibile contestare in sede di legittimità (il giudizio davanti alla Corte di Cassazione che verifica solo la corretta applicazione della legge) elementi che non sono stati sollevati nei precedenti gradi di giudizio. Questo principio garantisce la stabilità delle decisioni e impedisce di allungare inutilmente i tempi processuali con richieste tardive o generiche.

Il caso concreto e la condanna originaria

La vicenda nasce dalla condanna di un cittadino da parte del Tribunale di Sondrio, successivamente confermata dalla Corte di Appello di Milano. L’accusa riguardava la violazione dell’articolo 707 del codice penale, che punisce chi viene sorpreso in possesso di chiavi alterate o strumenti atti ad aprire o sforzare serrature senza poterne giustificare l’uso. Questo reato mira a prevenire la commissione di furti e reati contro il patrimonio. I giudici di merito avevano applicato la pena minima prevista dalla legge per questa specifica contravvenzione (un tipo di reato minore).

Perché il ricorso sul possesso ingiustificato di grimaldelli è stato respinto

L’imputato ha deciso di presentare ricorso alla Corte di Cassazione contestando esclusivamente la misura della pena ricevuta. La difesa ha sostenuto che il trattamento sanzionatorio (la determinazione della pena) fosse eccessivo o calcolato in modo errato. La Suprema Corte ha però riscontrato un vizio insormontabile. Il ricorso era privo di specificità, ovvero non spiegava in modo dettagliato e concreto i motivi dell’errore del giudice. Inoltre, l’imputato ha sollevato per la prima volta questioni sulla pena che non aveva mai proposto durante il processo di appello.

Le motivazioni della Cassazione sulla inammissibilità del ricorso

I giudici della settima sezione penale hanno basato la loro decisione su un principio fondamentale del diritto processuale. L’articolo 606, comma 3, del codice di procedura penale stabilisce chiaramente che non si possono proporre in Cassazione motivi di ricorso che non siano stati preventivamente presentati in appello. Questa regola serve a evitare che la Cassazione diventi un terzo grado di giudizio in cui si ridiscutono da zero i fatti. Poiché la pena era già stata fissata al minimo edittale (la soglia minima stabilita dalla legge) e la difesa non aveva sollevato obiezioni specifiche in appello, il ricorso è stato giudicato del tutto inammissibile (privo dei requisiti legali per essere esaminato).

Le conclusioni sul caso del possesso ingiustificato di grimaldelli

La sentenza si chiude con una netta sconfitta per il ricorrente. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha applicato severe sanzioni pecuniarie. Oltre a dover pagare le spese del procedimento, l’imputato è stato condannato a versare la somma di tremila euro alla Cassa delle ammende. Questo pagamento aggiuntivo scatta quando il ricorso viene presentato con colpa, ovvero quando è evidente la mancanza di presupposti legali minimi per procedere. La decisione ribadisce l’importanza di una difesa tecnica precisa e tempestiva fin dai primi gradi di giudizio.

Cosa rischia chi viene trovato in possesso di grimaldelli senza giustificazione?
Chi viene sorpreso con chiavi alterate o strumenti da scasso senza un motivo valido rischia una condanna penale per il reato previsto dall’articolo 707 del codice penale.

Si può contestare la pena direttamente in Cassazione se non lo si è fatto in appello?
No, la legge vieta di sollevare per la prima volta in Cassazione motivi legati alla misura della pena che non sono stati precedentemente discussi davanti alla Corte di Appello.

Cosa succede se la Cassazione dichiara un ricorso inammissibile?
Il ricorrente perde la causa, la condanna precedente diventa definitiva e si viene condannati a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.

Termini giuridici

Inammissibilità
La condizione di un atto processuale che, non rispettando i requisiti di legge, non può essere esaminato dal giudice.
Trattamento sanzionatorio
La determinazione della pena concreta applicata dal giudice a chi ha commesso un reato.
Minimo edittale
La pena minima stabilita dalla legge per un determinato reato.
Cassa delle ammende
Un fondo pubblico presso il Ministero della Giustizia dove confluiscono le sanzioni pecuniarie e le somme pagate da chi perde una causa penale.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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