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Opposizione alla richiesta di archiviazione: stop al ricorso PM

Il Pubblico Ministero ha proposto ricorso per cassazione contro l’ordinanza del Giudice per le indagini preliminari che, accogliendo l’opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dalla persona offesa, ha ordinato lo svolgimento di ulteriori indagini. Il ricorrente lamentava vizi di notifica e il difetto di legittimazione dell’opponente, ritenuto non essere la reale persona offesa del reato di falsa perizia. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici di legittimità hanno ribadito che il provvedimento con cui il giudice respinge la richiesta di archiviazione e dispone nuove indagini non è autonomamente impugnabile. La legge consente il ricorso per cassazione solo contro l’ordinanza di archiviazione e unicamente nei limitati casi di nullità previsti dal codice di procedura penale.

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Pubblicato il 9 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il caso: l’opposizione alla richiesta di archiviazione e il ricorso del Pubblico Ministero

La vicenda giudiziaria trae origine da una richiesta di archiviazione presentata dal Pubblico Ministero nell’ambito di un procedimento penale per il reato di falsa perizia. Il soggetto individuato come danneggiato ha presentato una tempestiva opposizione alla richiesta di archiviazione. Il Giudice per le indagini preliminari ha accolto questa istanza e ha ordinato al Pubblico Ministero di svolgere ulteriori e specifici accertamenti investigativi. Il Pubblico Ministero ha deciso di impugnare questa decisione proponendo ricorso direttamente davanti alla Corte di Cassazione. Il magistrato inquirente lamentava un vizio formale nella notifica del provvedimento, avvenuta tramite posta elettronica certificata. Inoltre, il ricorrente sosteneva che il soggetto opponente non possedesse la legittimazione attiva, non potendo essere considerato la reale persona offesa dal reato contestato.

Come funziona l’opposizione alla richiesta di archiviazione

Nel nostro ordinamento penale, quando il Pubblico Ministero ritiene che non vi siano elementi sufficienti per esercitare l’azione penale, formula una richiesta di archiviazione al giudice. La persona offesa ha il diritto di opporsi a questa scelta. Attraverso l’opposizione alla richiesta di archiviazione, la vittima chiede formalmente al giudice di non chiudere il caso e indica le investigazioni suppletive necessarie. Il Giudice per le indagini preliminari fissa un’udienza in camera di consiglio per valutare le tesi delle parti. Se il giudice ritiene fondata l’opposizione, respinge la richiesta di archiviazione e ordina al Pubblico Ministero di compiere nuove indagini. Questo strumento garantisce un controllo giurisdizionale terzo sull’operato della pubblica accusa, tutelando il diritto della persona offesa a ottenere giustizia.

Le motivazioni: l’inammissibilità del ricorso contro l’ordine di nuove indagini

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del Pubblico Ministero del tutto inammissibile. Nelle motivazioni della sentenza, i giudici di legittimità hanno chiarito che il provvedimento con cui il giudice ordina nuove indagini, a seguito di un’opposizione alla richiesta di archiviazione, non è autonomamente impugnabile. Il codice di procedura penale prevede una tassatività dei mezzi di impugnazione. Il ricorso per cassazione è ammesso esclusivamente contro l’ordinanza che dispone l’archiviazione, e soltanto nei limitati casi di nullità espressamente previsti dalla legge. L’ordinanza che dispone il compimento di nuove indagini non definisce il procedimento, ma ne determina la prosecuzione. Di conseguenza, le contestazioni mosse dal Pubblico Ministero sulla regolarità della notifica telematica e sulla legittimazione dell’opponente non possono trovare ingresso in questa sede.

Le conclusioni: la prosecuzione obbligatoria delle indagini preliminari

La Suprema Corte ha riaffermato un principio cardine del processo penale, volto a evitare la frammentazione e il rallentamento delle fasi preliminari. Le conclusioni dei giudici confermano che il Pubblico Ministero deve obbligatoriamente dare esecuzione al provvedimento del giudice ed effettuare i nuovi accertamenti richiesti. La decisione tutela l’effettività del diritto di difesa e di partecipazione della persona offesa, impedendo che l’opposizione alla richiesta di archiviazione venga vanificata da ricorsi strumentali o prematuri. Il caso concreto dovrà quindi essere ulteriormente indagato dal magistrato inquirente, il quale potrà formulare una nuova richiesta di archiviazione solo dopo aver completato le attività investigative indicate dal Giudice per le indagini preliminari.

Si può fare ricorso se il giudice ordina nuove indagini?
No, il provvedimento con cui il giudice respinge l’archiviazione e dispone ulteriori accertamenti non è impugnabile in Cassazione.

Chi può opporsi alla richiesta di archiviazione del Pubblico Ministero?
La persona offesa dal reato ha il diritto di presentare opposizione chiedendo la prosecuzione delle indagini.

Quando è ammesso il ricorso per cassazione in tema di archiviazione?
Il ricorso è consentito solo contro l’ordinanza che dispone l’archiviazione e solo per specifici casi di nullità previsti dalla legge.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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