LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Lesioni personali: anche un graffio costa la condanna penale

Tre soggetti sono stati condannati per il reato di lesioni personali aggravate. Gli imputati hanno proposto ricorso in Cassazione sostenendo che una semplice escoriazione non potesse configurare il reato di lesioni personali, non rappresentando una vera e propria malattia, e contestando l’importo del risarcimento danni. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. I giudici hanno chiarito che anche le escoriazioni costituiscono una malattia ai fini della legge penale, in quanto determinano un’alterazione anatomica e funzionale del corpo. Di conseguenza, la condanna penale e il risarcimento a favore della vittima sono stati interamente confermati, con l’aggiunta di una sanzione pecuniaria a carico dei ricorrenti.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 16 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Aggiungi LexCED alle tue fonti preferite su Google

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 36645 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 36645/2023)

Il reato di lesioni personali e il caso della semplice escoriazione

La tutela dell’integrità fisica rappresenta uno dei pilastri fondamentali del nostro ordinamento giuridico e sociale. Spesso si tende a minimizzare la gravità di piccoli scontri fisici, pensando erroneamente che un semplice graffio non possa avere conseguenze rilevanti davanti a un giudice penale. La realtà giudiziaria mostra invece un quadro molto diverso e decisamente più severo per chi commette atti di violenza. Il reato di lesioni personali si configura ogni volta che una condotta violenta provoca una malattia nel corpo o nella mente di un altro individuo. Nel caso specifico, tre soggetti sono stati condannati per aver aggredito una persona, causandole delle escoriazioni superficiali. Gli aggressori hanno proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione, ritenendo la condanna ingiusta e sproporzionata rispetto alla reale entità del danno fisico arrecato alla vittima.

Quando un graffio configura il reato di lesioni personali

La difesa dei tre condannati ha basato la propria strategia difensiva su un argomento apparentemente logico per i non addetti ai lavori. Secondo i ricorrenti, una semplice escoriazione non può essere equiparata a una vera e propria malattia. La difesa sosteneva che un graffio superficiale non compromette le normali funzioni dell’organismo e si risolve in pochissimo tempo senza lasciare conseguenze permanenti. Di conseguenza, gli imputati chiedevano l’annullamento della condanna penale e la cancellazione o la drastica riduzione del risarcimento dei danni stabilito in favore della vittima. La persona offesa si era infatti costituita come parte civile nel processo per ottenere il risarcimento dei danni morali e fisici subiti a causa della violenta aggressione.

Le motivazioni della Cassazione sul reato di lesioni personali

I giudici della Suprema Corte hanno respinto totalmente la tesi difensiva, dichiarando il ricorso inammissibile. La Corte ha spiegato che la nozione di malattia nel diritto penale non coincide perfettamente con quella della scienza medica comune. Ai fini della legge, costituisce malattia qualsiasi alterazione anatomica o funzionale dell’organismo, anche se localizzata e di lieve entità. L’escoriazione comporta la distruzione dello strato superficiale della pelle e la conseguente esposizione dei tessuti sottostanti. Questo fenomeno rappresenta una chiara alterazione della struttura anatomica del corpo umano. Di conseguenza, anche un graffio o una sbucciatura devono essere considerati una malattia a tutti gli effetti di legge. I giudici hanno inoltre ritenuto corretto l’importo del risarcimento dei danni, valutando la complessiva gravità del comportamento violento tenuto dagli aggressori durante l’evento.

Le conclusioni sul rigetto del ricorso e le sanzioni

La decisione della Corte di Cassazione mette un punto fermo sulla vicenda, confermando la responsabilità penale dei tre aggressori. I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili perché riproponevano argomenti già ampiamente e correttamente respinti nei precedenti gradi di giudizio. Oltre alla conferma della condanna e del risarcimento danni in favore della vittima, i ricorrenti dovranno subire ulteriori conseguenze economiche. La legge prevede infatti che chi propone un ricorso inammissibile per propria colpa debba pagare le spese del procedimento. Ciascuno dei tre soggetti è stato quindi condannato a versare la somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa pronuncia lancia un messaggio chiaro sulla necessità di rispettare l’integrità fisica altrui in ogni situazione, ricordando che anche la minima lesione può costare molto cara.

Un semplice graffio può far scattare una condanna per lesioni personali?
Sì, secondo la Corte di Cassazione anche un’escoriazione rappresenta un’alterazione anatomica della pelle e quindi costituisce una malattia ai fini penali.

Cosa rischia chi presenta un ricorso inammissibile in Cassazione?
Oltre alla conferma della condanna, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.

La vittima di una lieve escoriazione può chiedere il risarcimento dei danni?
Sì, la vittima può costituirsi parte civile nel processo penale per ottenere il risarcimento di tutti i danni fisici e morali subiti.

Termini giuridici

Malattia
Qualsiasi alterazione anatomica o funzionale dell'organismo, anche di lieve entità e localizzata.
Inammissibilità
Provvedimento con cui il giudice rifiuta di esaminare il ricorso perché non rispetta i requisiti di legge.
Parte civile
Il soggetto danneggiato dal reato che partecipa al processo penale per chiedere il risarcimento dei danni.
Cassa delle ammende
Fondo pubblico gestito dal Ministero della Giustizia dove confluiscono le sanzioni pecuniarie dei ricorsi respinti.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)